Furia Salvini contro Ivan Scalfarotto del PD nel carcere di Regina Coeli per i due americani: i chiarimenti

di Redazione |

Ivan Scalfarotto

Si è scatenato oggi 1 agosto un vero e proprio caso sui social dopo l’iniziativa da parte di Ivan Scalfarotto, politico fortemente legato al PD, che nelle ultime ore ha deciso di recarsi presso il carcere di Regina Coeli per verificare le condizioni dei due americani accusati di aver ucciso un carabiniere poco meno di una settimana fa. Un’altra vicenda che ha innescato polemiche in Rete, dopo le dichiarazioni da parte di Feltri che a sorpresa ha deciso di sposare un approccio duro sul ragazzo che ha perso la vita a Roma, come avrete notato dal nostro articolo di ieri.

Partiamo dal presupposto fondamentale di questa vicenda. Ivan Scalfarotto si è realmente recato nel carcere di Regina Coeli per constatare il modo in cui i due americani fossero trattati. Dal suo punto di vista, evidentemente, la foto in cui uno dei due colpevoli viene ritratto bendato presso la caserma dei Carabinieri dopo il suo arresto era troppo forte per lasciare la vicenda in sospeso. Ecco dunque spiegato il motivo di una visita che c’è stata.

Qualora i nostri lettori avessero bisogno di ulteriori conferme sotto questo punto di vista, è stato lo stesso Ivan Scalfarotto a confermare di essere stato al carcere di Regina Coeli, dando vita ad una vera e propria ondata di insulti da parte di coloro che solitamente vengono definiti “sovranisti”. Oltre a qualche parola irripetibile, anche il ringraziamento dei fan di Salvini per aver regalato ulteriori punti nei sondaggi alla Lega. Ecco il post originale.

Alcuni, per difendere Ivan Scalfarotto, affermano che in realtà non sia andato a sincerarsi delle loro condizioni perché preoccupato dei delinquenti, ma per dimostrare che fossero trattati nel rispetto delle leggi, come in un Paese civile. Questa linea, però, non trova il supporto di chi ha determinate idee politiche, al punto che lo stesso Salvini si sia scagliato contro il politico PD per essersi recato al carcere di Regina Coeli.

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