Email razzista di Chino Color: “Basta consegne con corrieri di colore”. Le informazioni raccolte

di Redazione |

Chino Color

Sta girando oggi 4 luglio in Rete un presunto messaggio di posta elettronica che l’azienda bresciana Chino Color avrebbe inviato ai propri partner e fornitori, intimando loro di non continuare ad utilizzare trasportatori di colore. Diversamente, il rapporto di collaborazione verrà sospeso. Dopo aver ricevuto molte segnalazioni a proposito dell’immagine che vedete riportata ad inizio articolo, abbiamo deciso di scendere ulteriormente in dettagli per scoprire se quanto divenuto virale sia autentico o meno.

Per prima cosa, come è giusto che sia, abbiamo contattato telefonicamente Chino Color presso la sede centrale di Lumezzane, Brescia. La speranza era quella di ottenere una smentita ufficiale, per placare le polemiche razziste che in Italia hanno toccato la punta dell’iceberg di recente, in occasione dello sbarco di Sea Watch 3 capitanata da Carola Rackete a Lampedusa (trovate qui il riferimento razzista, e non solo, a quella vicenda). Purtroppo le cose non sono andate come avevamo sperato, per una ragione molto semplice.

Una volta entrati in contatto con Chino Color, appena ci siamo presentati al fine di ottenere chiarimenti sulla vicenda, abbiamo ottenuto una risposta che non ha lasciato margini per il dialogo: “Non ho nulla da aggiungere, mi dispiace. Buona giornata“. Ovviamente non si tratta di una conferma esplicita alle accuse di razzismo rivolta all’azienda bresciana, ma di certo l’occasione non si è rivelata utile per ottenere una smentita.

Chino Color
Chino Color

Come se non bastasse, Il Giornale di Brescia è riuscito ad andare più in profondità, grazie anche a mancati impedimenti geografici, ottenendo la confessione di un collaboratore di Chino Color. Quest’ultimo avrebbe parlato dello “sfogo di un momento“, fermo restando che non sia stato possibile parlare con il titolare. Qui in alto trovate anche la versione digitale dell’articolo cartaceo pubblicato oggi 4 luglio, in attesa di eventuali posizioni ufficiali da parte dell’azienda di Lumezzane. Questo il testo dell’email diventata virale, in cui si chiedono solo “corrieri dell’Est”:

“Chiediamo tassativamente, pena interruzione di rapporto di fornitura con la vs Società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili”.

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