Don Raffaè: quella volta in cui Raffaele Cutolo tentò un carteggio con Fabrizio De André

di Bufale.net Team |

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Don Raffaè: quella volta in cui Raffaele Cutolo tentò un carteggio con Fabrizio De André Bufale.net

Nella giornata di ieri è morto Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata spentosi a 79 anni mentre si trovava ricoverato all’ospedale di Parma in regime da 41 bis. Cutolo soffriva di una polmonite bilaterale e la sua morte è stata causata da una setticemia del cavo orale. Oggi ricorre il compleanno di Fabrizio De André, che avrebbe compiuto 81 anni. Il mondo della musica lo ricorda con tanti tributi e con le parole delle sue bellissime canzoni. C’è anche chi riporta alla luce l’annosa questione del brano Don Raffaè, contenuto nel disco Le Nuvole (1990). Il testo era stato ispirato dalla figura di Raffaele Cutolo?

Pasquale Cafiero: uno Stato compiacente

Don Raffaè coniugava invettiva politica e protesta sociale: da una parte sbeffeggiava uno Stato incapace di affrancarsi dalla mafia, dall’altra ricostruiva la situazione delle carceri italiane degli anni ’80. Per interpretare lo Stato Faber e Massimo Bubola, co-autori del testo, avevano scelto il personaggio di Pasquale Cafiero. Cafiero è un secondino del carcere di Poggioreale, compiacente del boss Don Raffaè con il quale intrattiene conversazioni cortesi al limite dell’adorazione. Il boss vive di servigi ed è forte dell’agio di cui gode all’interno del carcere.

Suggello delle due realtà che si incontrano anziché combattersi è il “bello caffè” del ritornello che tutti conosciamo, offerto da Cafiero a Don Raffaè. L’agio, i privilegi e la compiacenza dello Stato Italiano facevano pensare alla figura di Raffaele Cutolo e per questo si pensava che Don Raffaè fosse ispirata al boss della Nuova Camorra Organizzata.

L’intervista di Mario Luzzatto Fegiz del 1997

Il 12 febbraio 1997 il giornalista e critico musicale Mario Luzzatto Fegiz si trovava a Porto San Giorgio come inviato del Corriere della Sera. Fegiz incontrò Fabrizio De André nel backstage di un concerto, lo raggiunse e gli domandò se tra Don Raffaè e Raffaele Cutolo vi fosse una correlazione. Ecco la risposta del cantautore:

Be’, sono un profeta, come Geremia, come Isaia. Non ci voleva molto per immaginare che un capo della camorra avesse al suo soldo qualcuno del carcere. Con gli stipendi che passa lo Stato ai secondini e la forte personalità di certi capi camorristici e mafiosi non c’è da stupirsi se si creano connivenze e legami profondi. La canzone “Don Raffaè” alludeva a Raffaele Cutolo, ma ovviamente né io né Massimo Bubola, coautore del brano, disponevamo di notizie di prima mano sulla sua detenzione. Immaginate la mia sorpresa quando ho ricevuto una lettera di Cutolo che mi faceva i complimenti per la canzone e aggiungeva: “Non capisco come abbia fatto a cogliere la mia personalità e la mia situazione in carcere senza avermi mai incontrato”. Non si era offeso e gli era piaciuto il verso “Don Raffaè voi politicamente, io ve lo ggiuro sarebbe nnu santo” ed anche quello in cui il secondino gli chiede il favore di trovare un posto di lavoro a un suo parente. Alla lettera Cutolo aveva allegato un libro di sue poesie. Almeno un paio davvero pregevoli. Gli ho riposto per ringraziarlo. Recentemente mi ha scritto ancora. Però stavolta non gli ho risposto. Un carteggio con Cutolo non mi sembra il massimo. Per finire in manette basta assai meno.

Lo stesso Fabrizio De André, quindi, non nascose che Don Raffaè fosse un riferimento a Raffaele Cutolo, ma decise non intrattenere alcun rapporto epistolare con il boss.

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