DISINFORMAZIONE Profughi protestano: vogliamo le prostitute in camera – Bufale.net

di David Tyto Puente |

DISINFORMAZIONE Profughi protestano: vogliamo le prostitute in camera – Bufale.net Bufale.net

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Ci chiedono di verificare un articolo di un sito noto a Bufale.net per la pubblicazioni di articoli contenenti bufale (come quella del rapper Akon e la “bolla anti ebola“) e disinformazione.
L’articolo dell’autore anonimo, pubblicato il 10 aprile 2015 alle ore 15:19, riporta il titolo “Profughi protestano: vogliamo le prostitute in camera“. Si riscontrano articoli pubblicati su altri siti che riportano la notizia, ma ci sono degli elementi che non combaciano.
Riportiamo alcune parti significative dell’articolo per svolgere l’analisi:

MARLIANA – Sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale due sedicenti profughi, uno di 23 anni di nazionalità ghanese e l’altro di 22 anni di nazionalità nigeriana, entrambi ospitati, a spese nostre, all’Hotel Europa di Marliana.
[…]
I ‘profughi’ volevano portarsi una ragazza nigeriana, domiciliata a Pistoia, in albergo, anche lei a spese dei contribuenti: e che cavolo, non avete previsto le prostitute tra i benefit per i clandestini?
[…]

Dunque, secondo l’autore anonimo dell’articolo si tratterebbe di una prostituta.
L’articolo riprende alcune parti, leggermente modificate, di quello pubblicato il 10 aprile 2015 alle ore 10:06 dal sito Iltirreno.gelocal.it, articolo dal titolo “Due profughi arrestati per resistenza a pubblico ufficiale“. Si può definire Il Tirreno, di conseguenza, come fonte principale per la stesura dell’articolo in analisi.
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Nell’articolo de Il Tirreno non viene citata in alcun modo la parola prostituta, o sinonimi, per definire la ragazza nigeriana.
Online troviamo altri articoli riguardo il caso, successivi all’articolo de Il Tirreno (10 aprile 2015 ore 10:06) e precedenti a quelli dell’articolo dell’autore anonimo (10 aprile 2015 ore 15:19):

Aggiungiamo anche due articoli pubblicati ben prima de Il Tirreno:

Anche per questi vale lo stesso discorso dell’articolo de Il Tirreno: non viene citata in alcun modo la parola prostituta, o sinonimi, per definire la ragazza nigeriana.
Quale è la fonte dell’autore anonimo per sostenere che sia una prostituta? Non si ha riscontro di articoli contenenti la parola “prostituta” o sinonimi sul caso precedenti alle 15:19 del 10 aprile 2015.
La teoria della prostituta è del tutto personale e appartiene all’autore anonimo dell’articolo, forse perché riterrebbe che essendo nigeriana debba essere per forza una prostituta, o semplicemente perché un titolo del genere attira e scatena la rabbia degli indignati sul tema dei profughi presenti nel territorio italiano (della serie “ah, pure le puttane vogliono!“).
Non è la prima volta che l’autore anonimo del sito noto a Bufale.net aggiunga considerazioni totalmente personali per “arricchire la notizia” e renderla “virale“. Era già capitato nel caso della statua della Madonna distrutta a Perugia, dove nessun sito di informazione ha riportato il credo religioso dei vandali. Sempre su quel caso tentò di difendersi, accusandoci inutilmente di essere “difensori” dei vandali. Il fatto è stato compiuto, irrispettoso nei confronti dei credenti di religione cristiana, e per legge devono pagarne le conseguenze, stessa cosa per il caso dei due profughi che hanno minacciato gli albergatori (reato) e che hanno fatto resistenza a pubblico ufficiale (reato) a Marliana.
Parliamo dello stesso sito e del suo autore anonimo che il 13 marzo 2015 contestava le parole del presentatore TV americano Rodner Figueroa, il quale in diretta TV aveva paragonato Michelle Obama ad un personaggio de “Il Pianeta Delle Scimmie“. Ecco cosa riportava l’articolo dell’autore anonimo:

Diciamo le cose come stanno: è sempre volgare esprimersi con commenti indelicati sull’aspetto esteriore di una donna. Ma lo è sempre. Non è che va bene dirlo di una e di un’altra no, solo perché l’altra è diversamente bianca. E’ questo che è intollerabile.

Il pensiero riportato dall’articolo del 13 marzo 2015 va in contrasto con il pensiero riportato dallo stesso sito e dal suo autore anonimo lo scorso 19 luglio 2014, dove si citava il caso del leghista Fabio Raininieri nei confronti dell’ex ministro Kyenge:

Fabio Raininieri è infatti stato rinviato a giudizio dopo l’indagine della Polizia Postale, che aveva ‘notato’ – casualmente, tra migliaia di insulti a politici presenti sul web – nell’ottobre 2013 alcuni post sul profilo Facebook del leghista.
Nel mirino degli psicopoliziotti un noto fotomontaggio che sovrappone l’immagine di un orango a quello della Kyenge, fotomontaggio che ha avuto più successo di quello di Kyenge con Papa Woytila.

Da tenere presente il giudizio personale nei confronti della Polizia Postale (“psicopoliziotti “). Ecco, infine, come conclude l’articolo:

Comunque, secondo noi, nel fotomontaggio la Kyenge ci ‘guadagna’.

In contrasto con quanto scritto successivamente in merito al caso di Michele Obama (“è sempre volgare esprimersi con commenti indelicati sull’aspetto esteriore di una donna [… ] E’ questo che è intollerabile“).

Cos’è la disinformazione?

Nel mondo della comunicazione è l’attività che mira a fornire e diffondere informazioni false, fuorvianti o non oggettive, al fine di distorcere o alterare la realtà dei fatti per ingannare, confondere o modificare le opinioni verso una persona, un argomento o una situazione. Potremmo anche prendere un dizionario e leggerne il significato della parola:

  1. Diffusione intenzionale di notizie o informazioni inesatte o distorte allo scopo di influenzare le azioni e le scelte di qualcuno (per es., dei propri avversari politici, dei propri nemici in un conflitto bellico, e sim.). 
  2. Mancanza o scarsità d’informazioni attendibili su un determinato argomento, e spec. su fatti e avvenimenti sui quali si dovrebbe essere informati.

Quando abbiamo di fronte una richiesta da parte di un utente mettiamo da parte le nostre opinioni e le nostri posizioni politiche e religiose, al fine di poter fornire un servizio oggettivo ai nostri lettori.

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