DISINFORMAZIONE Medici Senza Frontiere ammette: il 90% di profughi da carceri libiche – bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE Medici Senza Frontiere ammette: il 90% di profughi da carceri libiche – bufale.net Bufale.net

Esistono sostanzialmente due tipi di disinformazione: il primo è il “Giorno della Marmotta”, dalla trama del film “Ricomincio da capo”. Avviene quando il viralizzatore, in assenza di notizie “fresche” cerca nell’archivio storico qualcosa di viralizzabile e, cancellato ogni riferimento datario, si rivende la notizia per nuovissima.

Il secondo si basa sul reinterpretare artatamente una frase decontestualizzata omettendo i dati necessari a comprenderla, confidando in un fenomeno chiamato bias di conferma. L’utente medio, sostanzialmente, non vuole davvero informarsi. Vuole scuse pronte per provare ogni pregiudizio, rabbia e sentimento d’odio da sbattere in faccia a chiunque lo metta di fronte alle sue fragilità e debolezze, venendo così legittimato ad aprire le dighe dell’odio, del livore e, contemporaneamente, assolto da ogni desiderio di approfondimento.

Tg24com, camera dell’eco che “prende” il nome di TGCom e Sky24 per se stesso, riesce nella rara impresa di combinare due tipi di disinformazione in cinque righe.

Sarebbe un nuovo record, se non fossimo stupefatti (e non in senso positivo…) dal risultato

COSI’, ANCHE GLI ESAGITATI XENOFILI DI ‘MEDICI SENZA FRONTIERE’ DEVONO CEDERE ALLA REALTA’ DEI FATTI

La coordinatrice per la Sicilia (ormai considerata Africa) di Medici Senza Frontiere, Chiara Montaldo, dice: “Sono tutti adulti, in maggioranza uomini, pochissime donne e un solo bambino. Sono tutti subsahariani, tantissimi vengono dalle carceri libiche. L’80-90% ci ha riferito di essere stato in carcere per diversi mesi e hanno malattie tipo scabbia che è sintomo di condizioni igieniche molto precarie”. E ce li portano qui: delinquenti e infetti.

Basta dare addosso a Medici Senza Frontiere (aggiungendo quindi al desiderio di “libero odio in libero stato” anche l’autoassoluzione pronta per un lettore che, assolto dai complessi di inferiorità verso chi fa veramente qualcosa per il prossimo, può tornare a sedere tutto il giorno davanti ad un PC vomitando odio e livore), aggiungere qualche frase nazionalpopolare (Sicilia come Africa!11!, Stranieri delinquenti e infetti!!11), shakerare e mescolare.

Problema: con pochi minuti di ricerca scopriamo che la notizia corretta, liberata quindi del Taglia&Cuci del viralizzatore, è di febbraio 2015.

Pozzallo (askanews) – Negli ultimi giorni a Pozzallo, in provincia di Ragusa, sono sbarcate 500 persone, tutte subsahariane. I migranti hanno portato la loro testimonianza diretta sul peggioramento continuo della situazione in Libia al personale di Medici senza frontiere, che li ha accolti, curati e ascoltati. Chiara Montaldo è la coordinatrice dell’associazione in Sicilia.Sono tutti adulti, in maggioranza uomini, alcune donne e un solo bambino con la mamma – ha riferito Montaldo -. Abbiamo riscontrato che sono tutti subsahariani e che le condizioni generali di salute erano discrete. Però il dato che emergeva da tutti è quello di violenze subite, tantissime nei carceri libici. L 80-90% ci ha riferito di essere stato in carcere per diversi mesi e hanno dolori, lesioni traumatiche, e malattie tipo scabbia che è sintomo di condizioni igieniche molto precarie.———————————–“Tutte le operazioni di salvataggio ben vengano finché non si trova la reale soluzione per rendere più facile l’accesso in Europa”.Medici senza frontiere mette a disposizione dottori e infermieri, e anche supporto psicologico per questi eventi traumatici subiti. Un’assistenza fondamentale in vista dell’aumento degli sbarchi sulle coste della Sicilia, della Calabria e della Puglia a causa del peggioramento della situazione in Libia.

Possiamo ora passare alle spiegazioni del caso, frammentando in blocchi il muro della disinformazione

Gli stranieri sono infetti! Gli stranieri ci portano le malattie!

Casualmente il nostro viralizzatore ha omesso, riportando un discorso di due anni fa e spacciandolo per nuovo, la parte che lo smentirebbe in pieno.

Abbiamo riscontrato che sono tutti subsahariani e che le condizioni generali di salute erano discrete

Secondo l’iconografia popolare, il Cardinale Richelieu era solito dire che, leggendo la corrispondenza dell’uomo più onesto del mondo, avrebbe trovato quanto di necessario per farlo condannare a morte.

I viralizzatori sono al passo successivo: ottenuta la corrispondenza dell’uomo più onesto del mondo, sono pronti a cancellarne pezzi per ottenere frasi dal significato opposto.

Come se non bastasse, anche l’interpretazione del punto lasciato intatto dalle velleità censorie dell’anonimo viralizzante è stato reinterpretato nel senso della più turpe disinformazione

hanno dolori, lesioni traumatiche, e malattie tipo scabbia che è sintomo di condizioni igieniche molto precarie.

Potete spostarvi ora nel nostro articolo di quel periodo legato all'”allarme scabbia”, altro caposaldo della moda bufalara dell’estate 2015.

Scoprirete che, effettivamente, la scabbia è un’affezione tipica della scarsa igiene: mai debellata in Italia, si presenta nei casi di scarsa igiene e nei luoghi dove il contatto con animali o infetti è prolungato (possono esserci casi nelle scuole, allo stesso modo in cui ci sono casi di infestazione da pidocchi), e, soprattutto:

È una infezione contagiosa. L’acaro Sarcoptes scabiei, che ricordiamo può essere presente anche nei nostri animali domestici, può essere trasmesso attraverso il contatto prolungato e diretto con la pelle di chi ne è colpito o mediante contatti sessuali.

A meno che i nostri viralizzatori ed il loro esercito di indignati da tastiera non abbiano intenzione di viaggiare nel tempo fino al 2015 per avere ripetuti rapporti sessuali coi migranti oppure rubarne i vestiti o la pelle stessa per strofinarcisi ripetutamente, è impossibile che possano essere contagiati.

Sono tutti delinquenti!! Io non voglio i delinquenti in Italia!

Deve essere facile sentenziare sulla fedina penale del prossimo con conoscenze giuridiche inesistenti…

Cinque minuti di ricerca e scopriamo che già nella Libia di quegli anni l’immigrazione clandestina era considerata un autonomo titolo di reato, e scopriamo essere sanzionato con detenzioni quantomeno arbitrarie, in condizioni igieniche e luoghi inadatti.

Riferiva Human Rights Watch nel 2014

Chiusi 24 ore nei container. Tra le strutture utilizzate per detenere i migranti vi sono container da nave, ex-centri veterinari e uffici governativi non utilizzati e non sono adibiti ad ospitare detenuti neanche per un breve periodo. Dozzine di detenuti hanno detto a Human Rights Watch di aver passato mesi confinati 24 ore al giorno all’interno di stanze e container.

Botte e scariche elettriche.
Guardie penitenziarie dei centri di detenzione per migranti sotto il controllo del governo libico hanno torturato, o usato violenza in altra maniera, su migranti e richiedenti asilo, con flagellazioni, pestaggi e scariche elettriche. Lo continua denunciare oggi Human Rights Watch (HRW) che ha dunque rilasciato le conclusioni preliminari delle sue indagini nel Paese, dell’aprile 2014, le quali comprendono interviste a 138 detenuti, quasi cento dei quali hanno riferito di torture e altre violenze. Le presunte violenze, il sovraffollamento massiccio, le condizioni igieniche precarie, e la mancanza di accesso a cure mediche adeguate in otto dei nove centri che Human Rights Watch ha visitato costituiscono un’infrazione degli obblighi della Libia a non compiere torture o trattare persone in modo crudele, inumano o degradante.

Sostanzialmente quello che il viralizzatore omette di dire, e coscientemente perché farebbe cadere ogni alibi dei suoi “cliccatori da tastiera”, è che nella Libia del 2015, anno in cui è stata prelevata questa dichiarazione, per la sola colpa di aver cercato di attraversare il deserto per fuggire da una condizione di disagio potevi essere buttato in una cella sovraffollata e sporca, percosso e brutalizzato.

Al link indicato troverete alcune testimonianze raccapriccianti, compatibili con le lesioni evidenziate da Chiara Montaldo e legittimanti l’adozione di misure di controllo medico e psicologico.

Del resto, ognuno dei condivisori convinti di questa disinformazione, se mai fosse sottoposto ad un simile trattamento

Da quando sono arrivato qui [nel 2014], le guardie mi hanno aggredito due volte. Mi hanno frustato con un filo di metallo e picchiato e preso a pugni su tutto il corpo. Le ho anche viste appendere quattro o cinque persone a testa in giù ad un albero fuori dalla porta principale e poi percuoterli e frustarli sui piedi e la pancia. E una settimana fa [metà aprile 2014], li ho visti aggredire un uomo egiziano che era stato qui per tre mesi ed era malato di mente. Lo hanno preso a calci in testa e gli hanno rotto un dente.

Correrebbe a cercare gli stessi aiuti medici e psicologici che ora tanto lo indignano perché “tanto sono tutti delinquenti”.

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