DISINFORMAZIONE Loro non avevano la pistola – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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Si parla tanto di “legittima difesa”, un tema molto delicato che tratteremo con calma in un prossimo articolo. Attualmente, però, circolano molte foto e post Facebook scorretti che sfruttano l’indignazione popolare per amor di viralità o per portare avanti idee personali. Ecco un esempio:
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Il caso è stato ampiamente trattato nell’articolo “I giustizieri della domenica” del nostro amico e collega Maurizio Perrone sul sito Storienelweb.it:

Furbescamente perché queste immagini violente, raccolte sotto la scritta “loro non avevano la pistola…”, fanno intendere a prima vista che quelle persone siano state vittime di rapine in casa o in negozio (che è quello di cui si parla di più in questo periodo sui media) e che se avessero avuto un’arma avrebbero potuto difendersi.
È bastata una semplice ricerca con Google Immagini (o volendo anche TinEye) di ogni foto per scoprire che quelle persone non c’entrano nulla con rapine in casa o in negozio e non sono nemmeno italiane. Alcune sono state addirittura vittime della polizia.

  • La prima ragazza è stata vittima di un pestaggio della polizia a Monaco nel 2013: www.welt.de (foto usata anche per altre bufale)
  • La seconda ragazza è stata vittima di un’aggressione di un maniaco a Londra nel 2014 durante una festa in piazza: www.ilmessaggero.it
  • L’uomo in alto a destra non l’ho trovato.
  • La donna in basso a sinistra è stata aggredita per aver difeso il proprio cane da un ubriaco a Derby nel 2014: www.dailymail.co.uk
  • L’uomo al centro è stato aggredito perché gay a Parigi nel 2013:www.huffingtonpost.it
  • L’ultima ragazza è stata picchiata e violentata da due poliziotti a Mykolaiv nel 2013: www.stuff.co.nz

Al di là del fatto che sia giusto o meno dotare i cittadini di armi da poter usare liberamente per difendersi, magari appoggiati da una legge sulla legittima difesa molto più permissiva, non è corretto diffondere questi messaggi falsati per aizzare la folla.

Purtroppo il web non è nuovo a questo genere di pratiche. Certi siti ne sono al corrente e le sfruttano.

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