DISINFORMAZIONE La verità sul sapore di granchio del surimi – Bufale.net

di Shadow Ranger |

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I nostri contatti ci segnalano il seguente articolo sul surimi. Un brano sostanzialmente corretto, ma con alcuni punti da ricontrollare ed alcune scelte terminologiche che comunque non dovrebbero suscitare allarmismo nel lettore.
Andando con ordine:

1) È un falso cibo:
Dal surimi si ottengono per l’appunto delle “finte” chele di granchio, “affettati” di mare, surimi “al gusto di salmone affumicato” o altri prodotti di forma simile ai crostacei come i gamberoni dall’artificiale sapore di pesce. Si tratta di un insieme di cibi artificiali di cui nessuno di noi ha bisogno all’interno della propria alimentazione“.

Bisognerebbe prima definire il concetto di “falso“.
Volendo contrapporre naturalità ad artificialità, dovremmo infatti negare che il surimi sia un “falso cibo”surimi infatti è una parola giapponese che indica la carne tritata, cosa che definisce pienamente e completamente il surimi, ovvero trito di pesce di varie qualità che viene pastorizzato ed insaporito ed usato in varie preparazioni.
Se dovessimo definire il surimi falso cibo dovremmo definire anche le polpette di macinato ed i polpettoni della nonna, cucinati come alternativa economica a bistecche e arrosti pregiati dei “falsi”.
Quanto all’uso come “finte chele di granchio”, rientriamo nel tema del dolus bonus, ovvero quel modico di abbellimento che è concesso ad ogni pubblicità… e non ignoto alla storia della cucina. Dopo decenni passati a consumare carne di tartaruga infatti gli stessi inglesi hanno cominciato, nel diciottesimo secolo, a preparare e commercializzare una vellutata di tagli economici e cervella come Mock Turtle Soup, “Finta Zuppa di Tartaruga”.
Ciò non rende le cervella e le zampe dei vitelli creazioni artificiali.

2) È prodotto con parti di scarto:
La sua lavorazione industriale avviene impiegando le parti di scarto provenienti da altri alimenti, come merluzzo, sgombro, suri e differenti specie di carpe asiatiche

Come abbiamo indicato, più corretto sarebbe dire “Tagli di minor pregio“. Minor pregio e qualità organolettiche, ma altrettanto edibili.

3) Contiene additivi:
Dalla lavorazione delle parti di scarto di altri alimenti si ottiene una polpa di colore bianco praticamente insapore. Giunge dunque il momento di arricchire la preparazione del surimi mediante l’impiego di sostanze aggiuntive che possano migliorarne l’aspetto, il sapore e la conservazione

Questo è vero. Il surimi, essendo comunque ottenuto da polpa di pesce di minor pregio e destinato ad una lunga conservazione viene insaporito. Tra gli ingredienti possibili compaiono zucchero ed amido, ma anche Omega-3 e sodio. Se in generale è consentito per un piccolo strappo alla dieta consumare del surimi, sicuramente diabetici, ipertesi e celiaci farebbero meglio a non correre rischi, evitando tale alimento dalle proprie tavole. Vieppiù che al contenuto di sodio già alto si aggiunge, in molte preparazioni (come i “California Roll”, un sushi particolare nato dall’opera degli immigrati Giapponesi nella West Coast Americana), l’uso di salsa di soia, già ricca di sodio in origine. Ma del resto, ricordiamo tutti gli alimenti destinati a lunga conservazione contengono additivi, in diverse dosi.

4) Comporta rischi per la salute
Non esisterebbero al momento degli obblighi relativi all’indicazione in etichetta delle specie ittiche utilizzate per la produzione del surimi. Ciò potrebbe portare all’impiego di materie prime di scarsa qualità, realmente scadenti, o addirittura tossiche

Possiamo rassicurare su questo gli acquirenti: il surimi non è immune alle regole che disciplinano la compravendita di alimenti sul nostro suolo. Pertanto non comprendiamo come il rischio di tossicità debba essere più alto di quello di ogni altro alimento.

5) Ha un costo elevato
I prodotti a base di surimi, pur essendo considerabili come dei veri e propri falsi cibi, presentano solitamente dei costi piuttosto elevati, soprattutto tenendo conto di come essi vengano ottenuti a partire da materie alimentari di seconda scelta, con l’aggiunta di conservanti e di coloranti di dubbia provenienza

Anche questo “capo di accusa” è formulato in modo decisamente vago. Anzi, il senso del surimi, al pari di polpettine e hot dog (gli alimenti più simili per paragone) è proprio commercializzare un alimento economico ancorché privo delle superiori qualità organolettiche dei tagli pregiati. Basterà riscontrare i prezzi in supermercato per notare come si possa arrivare, per un pacchetto da 250g di Surimi congelato, fino ad un euro di costo. Al contrario di cifre più elevate per filetti di pesce congelato. Ripetiamo comunque spendi per quello che mangi, ed il surimi è, a tutti gli effetti, un taglio povero ed organoletticamente insoddisfacente.
Ci sentiamo pertanto di abbracciare il parere dell’Huffington Post:

There’s nothing wrong with enjoying crab’s wannabe in a rice-packed seaweed roll, just like there’s nothing wrong with eating a hotdog at a baseball game. But if it’s authenticity or nutritional value you’re after, you’d be better off ordering something that comes straight from the sea.
Non c’è niente di sbagliato nel concedersi del finto granchio avvolto in riso ed alghe, come non c’è nulla di sbagliato nel mangiare un hot-dog ad una partita di baseball. Se cercate comunque autenticità o valore nutrizionale, fareste meglio a ordinare qualcosa che provenga dal mare.

Mettete in pericolo la vostra salute mangiando surimi di tanto in tanto? Decisamente no.
Comprate per pochi euro un cibo povero che non avrà un bel sapore e non avrà le superiori qualità nutrizionali ed organolettiche di un buon filetto di orata? Decisamente sì.

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