DISINFORMAZIONE Jobs act toglie reintegro per chi è malato a lungo – Bufale.net

di Shadow Ranger |

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Ci segnalano i nostri contatti la seguente immagine macro riguardante il Jobs Act. Come tutte le immagini macro diffuse da Internet, possiamo considerare il testo posto a corredo la grossolana semplificazione di una notizia ben più complessa (il cui titolo è riportato in intestazione).
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Il fatto è che, dal punto di vista tecnico, già la precedente Legge Fornero, nello spostare l’apparato sanzionatorio per l’illegittimo licenziamento dal reintegro al risarcimento, aveva sostanzialmente equiparato nella medesima disciplina due fattispecie simili ma diverse: il licenziamento illegittimo per sopravvenuta inidoneità fisica o psichica (ovvero l’ammalarsi gravemente) ed il licenziamento illegittimo per inosservanza del periodo di comporto (dove per comporto si intende un determinato periodo entro cui è consentito al lavoratore accumulare giorni di malattia). Entrambe le fattispecie comportano, attualmente, il reintegro del lavoratore con riconoscimento del danno fino a dodici mensilità.
Il Jobs Act, nella sua attuale formulazione, biforca la fattispecie nei due aspetti elencati. Laddove il licenziamento illegittimo per inidoneità fisica o psichica rimane invariato, il licenziamento illegittimo per inosservanza del periodo di comporto viene sanzionato non più col reintegro, ma col riconoscimento di un danno pari sino a ventiquattro mensilità, compensando il mancato reintegro con un danno raddoppiato.
Il problema c’è, questo nessuno lo nega: ma resta il fatto che lo stesso si palesa come circoscritto e non sovrapponibile acriticamente a tutti i casi di “malattia grave”, né lascia il lavoratore a digiuno di tutele.
Poteva essere fatto di più? Probabilmente, ma per questo lasceremo il dibattito ai tecnici, coi modi propri della scienza giuridica.

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