DISINFORMAZIONE Il video della mamma che picchia la neonata – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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In tanti ci avete segnalato il video pubblicato il 20 gennaio 2016 dalla pagina Facebook “Mino Franciosa“, già conosciuto da Bufale.net per la storiella “acchiappalike” dell’uomo cattivo che buttava il cane in mare. Riportiamo di seguito lo screenshot:

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VI PREGO….DITEMI CHE NON PUO’ ESSERE…AMMAZZATE QUESTA BASTARDA ORA!!!! MA COME SI PUO’ [Emoticon confused] CONDIVIDETE GRAZIE DA —> Mino Franciosa

Ammazzate questa bastarda ora? Condividete? Addirittura “grazie da Mino Franciosa”? L’intento è chiaro: ottenere condivisioni e nuovi fan.

mino-franciosa
La pagina Facebook di Mino

Il video è sicuramente pesante, non adatto alle persone sensibili. Certo è che ci si possa indignare subito anche per il solo fatto che l’autore del video non faccia nulla. Tuttavia, il post non contiene alcuna informazione utile e questo ha scatenato gli utenti a scrivere commenti come quelli sotto riportati:

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“Polizia carabinieri trovate questa maledetta”, “vi prego facciamo in modo che venga rintracciata”, “infame parassita dovete morire bruciati vivi zingari maledetti”, “questa gente a casa nostra non dovrebbe più esistere”.

Condividere questo tipo di post è più dannoso di quanto possiate immaginare siccome la storia di questo video è molto complessa e particolare.

La vera storia

La donna ripresa nel video ha un nome: si chiama Zahra Abdullah, è irachena di Baghdad e purtroppo soffre di problemi mentali. Abbiamo ricostruito la sua storia, raccontata da siti come Almasryalyoum.com, di cui riportiamo una sintesi tradotta dall’arabo:

Zahra Abdullah soffre di problemi mentali e prende degli psicofarmaci. La causa di questi problemi è la brutta situazione in cui sta passando il Paese, lei stessa aveva problemi anche con i suoi familiari che l’hanno costretta a lasciare Baghdad per fuggire verso Karkuk e vivere come una senzatetto per strada. La neonata venne ricoverata e curata dai servizi sociali, mentre la madre venne messa in cura da uno psichiatra, la quale le aveva diagnosticato un forte esaurimento nervoso e gravi malattie mentali, tali da non poterle permettere di tenere i suoi figli (ne ha altri 3, di cui aveva perso già prima l’affidamento).

La storia venne riportata anche dal programma televisivo Ahl al-madina del canale iracheno Al-sharqiya.

In una seconda puntata, andata in onda successivamente, hanno riportato gli sviluppi della storia: la bambina è stata affidata alla nonna, mentre la madre è obbligata ad assumere psicofarmaci e a presentarsi alle visite mediche.

Siete ancora convinti che sia una “maledetta”, “una da uccidere” o “una zingara da eliminare”?
Ringraziamo la nostra collaboratrice di lingua araba che ci ha aiutato nelle traduzioni e nei ritrovamenti dei video.

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