DISINFORMAZIONE Fedez e i falsi oppositori del Sistema. Il post complottista di Controinformo – Bufale.net

di David Tyto Puente |

DISINFORMAZIONE Fedez e i falsi oppositori del Sistema. Il post complottista di Controinformo – Bufale.net Bufale.net

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Ci viene segnalato un post pubblicato il 7 luglio 2015 dalla pagina Facebook “Controinformo“, che riportiamo di seguito:

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Fedez e i falsi oppositori del Sistema!!
“Io non credo alle scie chimiche e ai rettiliani o altre cazzate. Per me è molto semplice: il #M5S è stato finanziato dal popolo, dal signor nessuno che ci mette cinque euro e ogni giorno si alza per andare a lavorare. La campagna di #Renzi è stata finanziata da banche e lobby a botte di 90 e 100 mila #Euro. E’ chiaro che il suo Governo deve rispondere a quegli interessi.”
Fedez Ora, per quanto riguarda il paragonare un EVENTO FISICO come quello delle “scie chimiche” all’esistenza di rettiliani o di “altre cazzate”, non c’è neanche bisogno di intervenire perché si commenta da solo; per il resto, invece, mi piacerebbe ricordare a Fedez che dietro al M5S c’è la #Casaleggio che in pratica gestisce tutta la baracca. Una cosa interessante è che la stessa Casalleggio associati oltre alla gestione del Blog di Grillo, gestisce pure quello di Chiare Lettere che è la casa editrice di Travaglio e Gomez, Chiare Lettere che partecipa pure alla proprietà del fatto Quotidiano, di cui appunto Gomez è direttore; quello di Cado in Piedi, quello di Le notizie scelte dalla rete Tzetze politica e società. Insomma Grillo è in mano a dei manipolatori dell’informazione e del consenso. Un po’ la riedizione degli anni ’90 quando le campagne di Berlusconi portavano il marchio Publitalia.
Il più preoccupante della Casaleggio è certamente Enrico Sasson, che è stato per 8 anni, dal ’98 al 2006 Amministratore Delegato della American Chamber of Commerce in Italy, una lobby di multinazionali in Italia. Uno studio del CIPI dice che le varie camere di commercio americane legate tra loro sono tra le più influenti lobby dell’Unione Europea. Dal 2006 diventa DIRETTORE RESPONSABILE della rivista Affari Internazionali, con un Comitato Editoriale degno di nota, in cui figurano Mario Monti, Enrico Letta e Giorgio Napolitano. E qui c’è veramente da cadere in terra dal ridere, o strapparsi i capelli dalla disperazione se avessimo dato credibilità al grillismo. Tieni conto che la famiglia Sasson è imparentata con #ROTHSCHILD ed inizia le sue fortune dalla guerra dell’oppio. Di loro se ne è interessato pure Ezra Pound nel libro “Lavoro ed Usura”, a pagina 43, dove dice: “Io suppongo che a quell’epoca dorata i Rothschild volevano comprare l’oro a buon mercato per poi rialzarne il prezzo a cime vertiginose. Allo stesso modo i Sassoon e i loro compari hanno approfittato del ribasso dell’argento.”
Staff di Controinformo

A parte l’evidenza scontata in merito ai legami tra Movimento 5 Stelle e la Casaleggio Associati, così come la gestione da parte di quest’ultima del sito TzeTze, analizziamo il resto del post.

Casaleggio Associati gestisce il sito di Chiarelettere?

Nell’estate 2013 il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) decise che la Casaleggio Associati non avrebbe più gestito la comunicazione online delle case editrici controllate dal gruppo, tra cui appunto Chiarelettere. Al posto della società milanese sarebbe subentrata una gestione interna. Ecco le dichiarazioni di Stefano Mauri, presidente e Ad del Gruppo editoriale:

“Si tratta di una normale separazione consensuale. Non so perché sia sfuggito ai più che abbiamo investito con decisione nella costruzione di un’area digitale interna… Tra l’altro, abbiamo affidato proprio a Casaleggio un saggio divulgativo sul web per la collana di Bollati Boringhieri I sampietrini, in cui un maître à penser spiega un determinato fenomeno al grande pubblico… ho chiamato Casaleggio subito dopo aver visto i risultati delle ultime elezioni. Mi son detto: ‘Lui sì che il web lo conosce davvero…'”

Chiarelettere è comunque azionista de Il Fatto Quotidiano, ma ritenere che Casaleggio gestisca il sito della casa editrice, dopo che ciò non avviene più da anni, è errato.

Casaleggio Associati gestisce il blog di Cadoinpiedi?

Il blog di Cadoinpiedi venne inaugurato nel 2011 come “la nuova comunità di autori per l’approfondimento online“. Al suo interno molti autori della stessa casa editrice Chiarelettere, proprietaria del blog. Il sito non era altro che il proseguimento, ampliato in termini di autori e quindi di contenuti, del blog Voglioscendere di Travaglio, Gomez e Corrias.
In merito a questo sito venne diffusa anche un’informazione errata da parte de Il Giornale, con un articolo dell’11 novembre 2012 dal titolo “Quando Travaglio & C. mandarono a quel paese il guru a cinque stelle“:

Ed era sempre Casaleggio a realizzare il sito-blog Voglioscendere di Travaglio, Gomez e Corrias, ore reindirizzato su Cadoinpiedi, sito collegato a Chiarelettere e curato ovviamente dalla Casaleggio associati.

Falso. La Casaleggio associati non realizzò il blog Voglioscendere. Lo stesso Travaglio, in una breve lettera a Dagospia, negava la gestione del sito da parte della società di via Morone:

Caro dago, contrariamente a quanto scritto in un articolo del “Giornale” da te ripreso, Gianroberto Casaleggio non ha mai gestito il blog “voglioscendere” da me creato con Pino Corrias e Peter Gomez. Marco Travaglio

A Casaleggio venne data la commessa per la realizzazione del nuovo blog di Voglioscendere, ma in seguito all’uscita dal progetto di Travaglio il tutto venne trasformato in quello che tutti conosciamo come Cadoinpiedi, ma senza gli articoli del giornalista de Il Fatto Quotidiano, cosa che non venne gradita da qualche suo fan:

discussione-travaglio-voglioscendere
MarcoTravaglio.it – voglioscendere.it
mgcgio – Ven Dic 03, 20:15:46
Oggetto: voglioscendere.it
Qualcuno ha notato che il blog voglioscendere si è trasformato? Io l’ho scoperto oggi, e sono rimasto allibito. Tra l’altro Travaglio non fa parte di questo nuovo sito. Dove sono finiti i vecchi post? Li hanno cancellati? E i Passaparola ora saranno “solo” su youtube e sul blog di grillo, ammesso e non concesso che ci saranno ancora?

canale-youtube-cadoinpiedi-voglioscendere
Il canale Youtube di Cadoinpiedi riporta ancora il nome Voglioscendere

Il dominio di Voglioscendere, in seguito, venne reindirizzato al nuovo Cadoinpiedi.it. Attualmente, e in seguito alla chiusura della commessa con la Casaleggio Associati, il blog non esiste più ed è stato reindirizzato il dominio a quello della casa editrice Il Libraio, sempre del gruppo GeMS.
Ritenere che Casaleggio gestisca il blog di Cadoinpiedi, dopo che ciò non avviene più da anni, è errato.

I legami tra Casaleggio e Il Fatto Quotidiano

Nessun legame, anche visti gli sviluppi. L’unico che si poteva lontanamente considerare era la gestione del sito di Chiarelettere, azionista de Il Fatto, ma tra gestione del sito e controllo societario c’è un mare infinito.
Ci fu un tentativo da parte della Casaleggio di gestire anche il sito de Il Fatto Quotidiano, ma non andò mai in porto la commessa. Ecco parte dell’articolo di Vanityfair.it del 2013 a riguardo:

I CLIENTI PERSI
Già nel 2010 Gianroberto aveva perso la gestione della comunicazione online dell’Italia dei Valori, complici i mal di pancia del gotha del partito insofferente davanti al credito di cui godeva quell’imprenditore riccioluto nei confronti dell’ex pm. Nel 2011 era stata la volta del Fatto Quotidiano. Inizialmente contattata per lo sviluppo del sito, la Casaleggio vide fallire la trattativa a seguito di divergenze sul prezzo del lavoro e sui compiti previsti dalla società. Pare che anche in quel caso Casaleggio volesse mettere becco sui contenuti.

Enrico Sassoon, i Rothschild e la Casaleggio Associati

È certo che Enrico Sassoon faceva parte della Casaleggio Associati fin dalla sua nascita, ma attualmente non ne fa più parte:

casaleggio
Vecchia composizione societaria Casaleggio Associati

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Attuale composizione societaria, aggiornata al 2015

Enrico Sassoon lascia la Casaleggio Associati nel 2012, con un tono di polemica.
La famiglia di Enrico Sassoon imparentata con i Rothschild? Il fatto che una persona porti un determinato cognome non significa che sia imparentata con una famiglia che ne porti lo stesso. Non tutti i Rossi o i Bianchi d’Italia sono imparentati. Per il fatto che si chiami di cognome Sassoon, di origini ebraiche, sarebbe quindi imparentato con la famiglia Sassoon che nel 1800 trafficava droga ed era imparentata con i Rothschild? Questa fu una delle accuse, fantasiose e senza alcuna prova pubblicata dai siti che le riportano, che portarono all’uscita di Enrico Sassoon dalla Casaleggio Associati.
Ecco la lettera da lui inviata al Corriere della Sera il 23 settembre 2012, intitolata dal Corriere “Sassoon, lascio la Casaleggio Associati Sui blog calunnie razziste“:

Caro direttore,
le vicende riguardanti Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle e Gianroberto Casaleggio sono state ampiamente riportate dai media nei mesi passati, con una forte accelerazione nelle scorse settimane fino a oggi. Questa attenzione, di norma scarsamente informata, quasi sempre maliziosa e ostile, mi ha toccato marginalmente, ma non lievemente, in quanto socio della Casaleggio Associati. Poiché da oggi lascio la società, ritengo utile chiarirne i motivi, per evitare ulteriori distorsioni dei fatti.
I motivi sono due. Il primo riguarda la mia presenza, come socio di minoranza, nella Casaleggio Associati. I media hanno speculato in merito interpretando il mio ruolo come rappresentante di più o meno precisati «poteri forti» intenzionati a infiltrare, tramite la Casaleggio Associati, il blog di Beppe Grillo e, tramite Gianroberto Casaleggio, il movimento politico. In breve, non rappresento alcun potere forte, né in generale né nello specifico, né ritengo che alcun potere forte si senta rappresentato da me. La prova del contrario la lascio ai maliziosi interpreti che si sono finora beati nel richiamare fantasiose teorie complottistiche degne di romanzi d’appendice più che di una stampa seria e informata.
Non conosco Beppe Grillo, non ci siamo mai incontrati né scambiati telefonate, mail o sms. Non ho partecipato alla gestione del suo blog in seno alla Casaleggio Associati, dove non ho mai ricoperto cariche operative; non ho mai avuto a che fare con il Movimento 5 Stelle, con il quale intrattiene relazioni il solo Casaleggio nelle forme e nei modi da lui stesso ripetutamente chiariti anche su questo giornale. Lascio la società perché i miei interessi personali e professionali sono altrove, ma anche per spezzare il filo delle speculazioni interessate. Mi auguro che serva.
Il secondo motivo è ben più grave e si sostanzia in una valanga apparentemente inarrestabile di diffamazioni e calunnie di violenta intensità, basate su ancor più farneticanti teorie del complotto, che sono apparse e continuano ad apparire in blog e siti di diversa connotazione: da quelli di ispirazione esplicitamente nazi-fascista a quelli di tendenza diametralmente opposta (come i Meet Up di supporto a Grillo) passando per una varietà di blog e siti di varia natura che vanno dai circoli vegetariani a club politici o territoriali delle più diverse tendenze. In questi luoghi la teoria assume i toni foschi del complotto pluto-giudaico-massonico di memoria zarista e hitleriana. L’attribuzione di rappresentante dei poteri forti origina da qui, per assumere contorni decisamente deliranti e razzisti.
Dal mio cognome ebraico si è risaliti a una famiglia con lo stesso nome che operava 250 anni fa nella Compagnia delle Indie che commerciava in droghe e spezie con Cina e India: tanto basta per vedermi associato, un quarto di millennio dopo, a una «potente dinastia di narcotrafficanti». E non si parla di un pazzo isolato: sono decine i siti che riportano queste piacevolezze, associandomi volta a volta a Bilderberg, Massoneria, Mossad, Illuminati, Lobby delle multinazionali, circoli esoterici e altre amenità di questo tipo da far impallidire Dan Brown o l’Umberto Eco del «Cimitero di Praga».
La cosa è seria e va avanti da anni senza che alcuno di questi luoghi di indecenza ne sia mai stato chiamato a rispondere, sotto il profilo della controinformazione e della legge. La questione che va qui sollevata, al di là di quella strettamente personale, è quella della Rete. Luogo democratico per eccellenza, al quale chiunque può accedere per dare voce alle proprie opinioni, può diventare arena di violenza incontenibile, diffamazione incontrastabile, vera e propria delinquenza mediatica.
Il primo punto è dunque come fare in modo che si salvaguardi la libertà di opinione ed espressione con la necessaria tutela di chi, per un motivo o per l’altro, venga preso di mira con intenti diffamatori e, nel caso in specie, anche razzisti. Ma i fatti non si fermano qui, perché la teoria del complotto dei poteri forti, che va avanti in Rete da almeno quattro anni, da un paio d’anni a questa parte è stata acriticamente assunta anche dai media «ufficiali», ossia radio, televisione e carta stampata. Avevo erroneamente giudicato tutto sommato sgradevoli ma innocui quei siti e blog, prevedendone un progressivo declino in funzione della palese idiozia dei riferimenti e argomentazioni.
Mi sono dovuto ricredere quando due anni fa, nel numero 5/2010 di «MicroMega» è stato pubblicato un articolo di una ventina di pagine che riprendeva le elucubrazioni reperibili in Rete, rielaborandole in modo apparentemente neutrale e dando loro un crisma di credibilità. Da lì a filtrare nella stampa «ufficiale» il passo è stato breve. Il teorema dei poteri forti è stato da allora ossessivamente riproposto, sempre in totale assenza di verifica alla fonte, spesso senza nemmeno modificare espressioni e terminologia di altri articoli e servizi, in un trionfo di «copia e incolla». Di recente, ad esempio, ho avuto il dubbio privilegio di sentirmi associato su La7 dal direttore di Rai4 Carlo Freccero ai poteri forti e al Bilderberg, per la felicità degli ospiti presenti. Altri, come l’ex politico Gianni De Michelis, hanno dichiarato a Radio24 che certamente dietro al successo di Grillo si ritrova la «destra americana». Decine di articoli e servizi televisivi hanno sostenuto e sostengono ogni giorno il teorema dei poteri forti dediti a infiltrare il Movimento, non si sa bene se per legittimarlo o delegittimarlo. Un’informazione distorta e malata, che impone una seria riflessione.
Enrico Sassoon

Riportiamo anche un’intervista pubblicata il 28 marzo 2013 da Il Fatto Quotidiano:

Ho lasciato la Casaleggio Associati perché c’erano fazioni in rete, esterne e interne al Movimento, che mi diffamavano. Né Grillo né Casaleggio mi hanno difeso. Sono stato costretto a lasciare pur non avendo mai scelto di fare politica con il M5S. Non mi ha colpito la rete, ma persone che hanno trovato la mia figura professionale poca consona al Movimento.

Ritenere che Enrico Sassoon sia imparentato con un’altra famiglia Sassoon del 1800, senza averne alcuna prova, e ritenere che faccia parte della Casaleggio Associati, dopo che ciò non avviene più da anni, è errato.

Il copia incolla non verificato dello “Staff” di Controinformo

Il post Facebook analizzato è firmato “Staff di Controinformo”. Il testo è farina del loro sacco? No.
Controinformo-fedez-grillo-fattoquotidiano-travaglio-chiarelettere-rothchild
Il lavoro svolto dallo “Staff” di Controinformo, per rispondere a Fedez, è stato semplicemente un copia incolla di ciò che circolava già nel 2014 riguardo i protagonisti citati. Ecco quanto riportato da una discussione del forum Termometropolitico del 26 gennaio 2014:

termometropolitico-forum-casaleggio-sassoon-controinformo
Dietro Grillo c’è la Casaleggio che in pratica gestisce tutta la baracca. Una cosa interessante è che la stessa Casalleggio associati oltre alla gestione del Blog di Grillo, gestisce pure quello di Chiare Lettere che è la casa editrice di Travaglio e Gomez, Chiare Lettere che partecipa pure alla proprietà del fatto Quotidiano, di cui appunto Gomez è direttore; quello di Cado in Piedi, quello di Le notizie scelte dalla rete Tzetze politica e società.
Insomma Grillo è in mano a dei manipolatori dell’informazione e del consenso. Un po’ la riedizione degli anni ’90 quando le campagne di Berlusconi portavano il marchio Publitalia.
Il più preoccupante della Casaleggio è certamente Enrico Sasson, che è stato per 8 anni, dal ’98 al 2006 Amministratore Delegato della American Chamber of Commerce in Italy, una lobby di multinazionali in Italia. Uno studio del CIPI dice che le varie camere di commercio americane legate tra loro sono tra le più influenti lobby dell’Unione Europea”. Dal 2006 diventa DIRETTORE RESPONSABILE della rivista Affari Internazionali, con un Comitato Editoriale degno di nota, in cui figurano Mario Monti, Enrico Letta e Giorgio Napolitano. E qui c’è veramente da cadere in terra dal ridere, o strapparsi i capelli dalla disperazione se avessimo dato credibilità al grillismo.
Tieni conto che la famiglia Sasson è imparentata con ROTHSCHILD ed inizia le sue fortune dalla guerra dell’oppio.
Di loro se ne è interessato pure Ezra Pound nel libro Lavoro ed Usura a pag. 43 dove dice: “Io suppongo che a quell’epoca dorata i Rothschild volevano comprare l’oro a buon mercato per poi rialzarne il prezzo a cime vertiginose.
Allo stesso modo i Sassoon e i loro compari hanno approfittato del ribasso dell’argento.”

Dalla pagina Facebook di Controinformo si legge:

pagina-facebook-controinformo
Controinformo si pone come obbiettivo principale la ricerca della Verità e nasce con l’apposito scopo di “combattere” la disinformazione, la propaganda e la persuasione, proprie dell’informazione di regime.

Copiare e incollare un testo che circolava già nel 2014, con informazioni errate visti gli sviluppi avvenuti nei precedenti anni, e pubblicarlo senza effettuarne verifica è disinformazione.

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