DISINFORMAZIONE e ALLARMISMO Ritirate il farmaco che induce i bambini al suicidio – Bufale.net

di David Tyto Puente |

DISINFORMAZIONE e ALLARMISMO Ritirate il farmaco che induce i bambini al suicidio – Bufale.net Bufale.net

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Il Blog di Beppe Grillo pubblica il 18 novembre 2015 un articolo dal titolo “#IoNonAvveleno mio figlio: ritirate il farmaco che induce i bambini al suicidio!“. Ne riportiamo una parte per capire di che farmaco parliamo:

C’è un farmaco in commercio in tutta Europa che induce al suicidio. La rivelazione shock viene da una delle più autorevoli riviste mediche al mondo – il British Medical Journal – che in uno studio pubblicato lo scorso 16 settembre ha dimostrato scientificamente che il potente antidepressivo a base di Paroxetina, prescritto da migliaia di medici in Italia e in tutta Europa, induce al suicidio e all’aggressività. Anziché combattere la depressione, questo medicinale la rende letale.

Questa informazione non è affatto una novità sconcertante, semmai è la “scoperta dell’acqua calda“.
Riportiamo il post Facebook di Vladimir Carli, medico psichiatra, pubblicato nella giornata di ieri, 18 novembre 2015:

post-vladimir
Ho letto il post di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/…/iononavveleno_mio_figlio_ritira…) sulla pericolositá dell’utilizzo della paroxetina nel trattamento degli adolescenti. Qui si tratta del mio campo di studio, per cui mi sento di dover rispondere. Innanzitutto vorrei suggerire a tutti gli attivisti che si stanno scaldando con lettere, interrogazioni parlamentari, class action e compagnia bella di darsi una calmata. La questione, oltre ad essere molto complessa, é anche muta. Da anni la scheda tecnica della paroxetina (http://www.torrinomedica.it/…/schedet…/Paroxetina_Mylan.asp…) riporta il seguente testo “La paroxetina non deve essere usata per il trattamento di bambini ed adolescenti in quanto è stato riscontrato in studi clinici controllati come la paroxetina sia associata ad un aumento del rischio di comportamento suicidario e di atteggiamento ostile. Inoltre in tali studi l’efficacia non è stata dimostrata in modo adeguato (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 4.8).”. Per cui mettetevi l’animo in pace, l’uso della paroxetina nei bambini non é autorizzato. Se qualche medico la prescrive (cosa su cui ho forti dubbi) lo fa a proprio rischio e pericolo.
Il problema dei possibili effetti inducenti ideazione suicidaria degli antidepressivi negli adolescenti é noto da quasi venti anni. All’inizio degli anni 2000, la FDA costrinse a mettere un “black box warning” su tutte le scatole di antidepressivi riportante il rischio di induzione al suicidio (un po’ come sui pacchetti di sigarette). L’effetto fu una drastica riduzione di antidepressivi in alcuni stati negli USA. Semplificando al massimo, il problema é che gli antidepressivi si utilizzano per curare la depressione che é la maggiore responsabile delle condotte suicidarie. Il risultato fu che di pari passo alla riduzione delle prescrizioni c’e’ stato un sovrapponibile aumento dei tassi di suicidio. Il primo studio scientifico serio dove sono riportati questi dati é qui (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17728420). Questo studio sul rapporto tra prescrizioni e suicidio é stato poi replicato in numerosi paesi ed i risultati sono sempre gli stessi: al diminuire delle prescrizioni di antidepressivi aumentano i tassi di suicidio.
Il post di grillo é particolarmente dannoso perché: 1) utilizza dati errati o mal interpretati e dimnuisce ancora di piú la fiducia della gente nei medici e nella medicina, 2) se dovessero riuscire a far sospendere la commercializzazione della paroxetina creerebbero un enorme problema alle migliaia di persone che traggono forte beneficio da questo farmaco (il cui brevetto, per inciso, é scaduto da anni, ne esistono decine di equivalenti generici e alla Glaxo non gliene frega piú nulla), 3) giá si leggono numerosi messaggi di adulti che prendono la paroxetina che non hanno piú fiducia né nel farmaco né nel medico che glielo ha prescritto, grazie alla cassa di risonanza di Grillo

Come riportato dal medico psichiatra, i farmaci a base di Paroxetina non devono essere somministrati ai minori di 18 anni:

Assunzione da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni
La paroxetina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Sempre nel Blog di Beppe Grillo viene riportato quanto segue:

Il portavoce Piernicola Pedicini – che al Parlamento europeo si occupa di salute – ha scritto una lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiedendo la revoca dell’autorizzazione alla commercializzazione della Paroxetina, un avviso pubblico a tutti i medici e pazienti italiani sulle reali conseguenze della somministrazione del farmaco, la quantificazione di tutta la spesa sanitaria sostenuta da Sistema Sanitario Nazionale per il rimborso di farmaci a base di Paroxetina. Non bisogna perdere tempo. Attendiamo la risposta della Lorenzin, se non è troppo impegnata con i tagli alla sanità.

Bastava una semplice ricerca tramite il motore di ricerca Google per scoprire il seguente documento pubblicato dal sito Agenziafarmaco.gov.it:

Nuove informazioni sulla sicurezza delle specialità medicinali
contenenti paroxetina nel trattamento della malattia depressiva nei
bambini e adolescenti al di sotto di 18 anni.
Caro Dottore, gentile Dottoressa
La Commissione Unica del Farmaco (CUF), il Comitato nazionale di esperti per la
valutazione dei farmaci del Ministero della Salute, desidera informarla su nuove evidenze
relativamente alla efficacia e sicurezza della paroxetina nel trattamento bambini e
adolescenti al di sotto di 18 anni, affetti da disturbi depressivi.
[…]
Le indicazioni attualmente autorizzate non prevedono l’uso del farmaco in età
pediatrica.
Sulla base di questi dati la CUF considera il rapporto beneficio/rischio della paroxetina nel
trattamento dei disturbi depressivi nei bambini non favorevole e raccomanda che i farmaci
contenenti paroxetina non siano utilizzati per il trattamento della depressione nei bambini e
adolescenti di età al di sotto di 18 anni.

Questo documento venne pubblicato nel 2003 (dal Ministero della Salute ecco il PDF scaricabile, anche da Bufale.net). Tale informazione venne diffusa anche dal sito Ordinefarmacistimo.it da cui è scaricabile il file in formato Doc.
Se ne è occupato anche il sito Pharmawizard.com:

La Paroxetina è un farmaco di Fascia A, ovvero un medicinale non vendibile senza prescrizione medica. Sul foglietto illustrativo di qualsiasi prodotto contenente Paroxetina si legge chiaramente che la paroxetina non deve essere usata per il trattamento di bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età.
Per questo motivo la Paroxetina, come molti altri farmaci psicoattivi, non deve essere in alcun modo assunta da bambini, a meno che non si violino palesemente tutte le raccomandazioni mediche note e pubblicate. La pericolosità di questo farmaco si insidia, come per tutti i farmaci, nella scorretta o mancata osservanza delle regole di assunzione.
Il vero pericolo, dunque, nasce soprattutto dal fatto di non essere correttamente informati.

Riportiamo quanto pubblicato nel sito Tevaitalia.it, dove viene riportato a sua volta il foglietto illustrativo aggiornato a maggio 2015 del farmaco “Paroxetina ratiopharm 20 mg compresse rivestite con film”

Bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni
Paroxetina ratiopharm non deve essere utilizzata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Inoltre, i pazienti al di sotto dei 18 anni presentano un rischio maggiore di effetti indesiderati come tentativi di suicidio, pensieri suicidari ed ostilità (prevalentemente aggressività, comportamento di opposizione e collera) quando assumono Paroxetina ratiopharm.

La stessa dicitura era presente già nello stesso link aggiornato a maggio 2014, come salvato su WebArchive.
Vi riportiamo un ulteriore informazione sul divieto di vendita in età pediatrica del farmaco contestato dal Movimento 5 Stelle, l’articolo del sito Laleva.org del 14 giugno 2004 dal titolo “Indagati 94 medici per aver prescritto l’antidepressivo Paroxetina ai bambini“, così come riportato anche da Repubblica.it:

Novantaquattro medici piemontesi sono indagati dalla Procura di Torino per la somministrazione di farmaci pericolosi a minorenni. è questa la svolta nell’ inchiesta, aperta ad aprile dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, sulla paroxetina, principio attivo di alcuni farmaci antidepressivi. Un decreto ministeriale del 2 luglio del 2003 prescriveva alle industrie farmaceutiche di inserire nei bugiardini la controindicazione per pazienti con meno di 18 anni; contestualmente, era stata inviata una lettera a tutti i medici italiani per informarli sulle «nuove evidenze riguardanti la paroxetina», rilevate dal Cuf (Commissione Unica sul Farmaco) e cioè il fatto che «I risultati di clinical trial condotti su bambini e adolescenti per ottenere l’ estensione delle indicazioni terapeutiche al trattamento della depressione in queste fasce di età – si legge nella nota del Ministero – non hanno dimostrato l’ efficacia della paroxetina rispetto al placebo e hanno altresì evidenziato un maggior rischio di comportamenti autolesivi, fino a tentativi di suicidio, nel gruppo trattato con paroxetina rispetto al placebo». Nonostante il decreto e la nota informativa, la Procura ha accertato che tra agosto e dicembre dello scorso anno, la paroxetina è stata prescritta in Piemonte a minori (anche bambini di 5-6 anni) in 109 ricette rilasciate dai 94 medici. Che ora sono iscritti nel registro degli indagati.

Insomma, inutile allarmismo. Leggete sempre i foglietti illustrativi dei farmaci che acquistate ed, eventualmente, consultate più di un medico per determinate problematiche per sentirvi più sicuri. Se un medico prescrive a vostro figlio un farmaco a base di paroxetina fatelo presente.
AGGIORNAMENTO ore 15:39
Il portavoce europeo del M5S ha risposto nella nostra pagina Facebook:

commento-portavoce-europeo-5stelle
Le novità rispetto al passato sono due: 1) il nuovo studio pubblicato su BMJ dimostra la mancanza di efficacia della paroxetina negli adolescenti 2) il nuovo studio dice anche che la presenza di effetti collaterali, tra cui l’induzione al suicidio, è molto più alta di quanto precedentemente riportato.
Quindi, date le nuove informazioni sull’accresciuta pericolosità del farmaco in questa fascia di età (ma ci sarebbe da ragionare anche sulle altre fasce di età) noi abbiamo chiesto di ritirare il farmaco.
Questo perché la realtà è che comunque se ne fa un’uso off label che, ripeto alla luce dei nuovi dati, è molto più pericoloso di quanto era noto fino ad ora!

Un conto è l’uso off label sui minori nonostante le controindicazioni riportate nel foglietto illustrativo e dal Ministero della Salute, un conto è ritirarlo dal mercato danneggiando chi, in età autorizzata, ne trae beneficio. Il post del Blog pone leva sui minori e sulla pericolosità di un farmaco che di fatto in Italia non si deve somministrare a pazienti sotto i 18 anni.

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