DISINFORMAZIONE Decreto Salva Banche, la Costituzione italiana e la tutela del risparmio – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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Durante la puntata di giovedì 10 dicembre 2015 di Piazza Pulita è stata trasmessa un’intervista ad una direttrice di un istituto di credito della Banca Etruria (a volto coperto per garantire il suo anonimato). I pareri espressi dalla direttrice non hanno fornito di fatto una buona informazione nei confronti dei telespettatori.

L’intervista di Antonino Monteleone è molto utile per farci capire quanti e quali problemi ci sono dietro il caso e quanta disinformazione vi sia sia dall’interno delle stesse banche. La disinformazione, in questo caso, è stata fatta dalla direttrice “anonima” intervistata.
Riportiamo la prima parte dell’intervista:

Direttrice: La lette è stata anche incostituzionale.
Monteleone: Quale?
Direttrice: Questa legge qui del decreto salva banche perché l’articolo 47 della Costituzione stabilisce che una delle funzioni principali dello Stato è quella di salvaguardare i risparmi.
Terza voce: La tutela dei risparmi.
Direttrice: La tutela dei risparmi. In questo caso…dov’è la tutela dei risparmi? Qui c’è gente che c’aveva solo questi, i risparmi di una vita messi tutti in un unico prodotto. A questa gente qui che gli si racconta?

Leggiamo l’articolo 47 della Costituzione italiana:

Art. 47.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue
forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprieta’
dell’abitazione, alla proprieta’ diretta coltivatrice e al diretto e
indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del
Paese.

La direttrice parla chiaro: “i risparmi di una vita MESSI tutti in un unico PRODOTTO“. Un “prodotto”, ricordiamolo, perché in questo cade la “denuncia” di incostituzionalità della direttrice. I prodotti che hanno danneggiato i clienti sono le azioni e le obbligazioni subordinate che non sono dei conti correnti, non sono un risparmio, sono un investimento ad alto rischio e quindi non tutelabili dalla Costituzione.
L’articolo continua con i seguenti capitoli:

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