DISINFORMAZIONE Chi ama il caffe’ e i gusti amari soffre di istinti psicopatici – bufale.net

di Bruce McFrank |

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In questi ultimi mesi avrete sicuramente visto sulle vostre bacheche di facebook degli articoli che si riferiscono ad uno studio condotto dall’università di Innsbruck, che afferma che gli amanti dei gusti amari abbiano una maggiore predisposizione a sadismo e comportamenti antisociali.

Quindi, chi possiamo far parlare di questa ricerca se non una persona amante delle birre luppolate, del tè (rigorosamente non zuccherato!), dei carciofi e del cioccolato fondente, e che non è certo un asso nelle discipline scientifiche?

La persona in questione, tuttavia, ha letto lo studio in questione (potete trovarlo qui), sa qualcosa di logica e metodo scientifico, e ha più di qualche perplessità riguardante il modo con cui è stata trattata la notizia.

Prima di tutto, e qui basterebbe a far chiudere baracca e burattini, si tratta di UNO studio. E, così come una rondine non fa primavera, uno studio non fa scienza: questo perché uno studio fatto oggi potrebbe benissimo essere smentito da uno studio fatto domani, condotto su campioni diversi e magari anche con altre metodologie.

Ma andiamo allo studio vero e proprio: si tratta dell’analisi di due campioni di cittadini americani (un totale di 953 persone, 35,65 anni di età media, 52% uomini e 48% donne) che hanno risposto a delle domande riguardanti i propri gusti alimentari, e ad altre domande sulla personalità che toccavano Machiavellismo, psychopatia, narcisismo, sadismo quotidiano, aggressività, e i cosiddetti Big Five (estroversione, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale); è stata quindi trovata una correlazione tra sadismo quotidiano, psicopatia e predilezione per i gusti amari.

E qui ho già la seconda osservazione da fare: si tratta di correlazione, non di causa. E qui si può facilmente scadere nella fallacia post hoc, ergo propter hoc, o della falsa causa. Molte persone confondono la correlazione (due cose che avvengono assieme o in sequenza) con la conseguenza (una cosa causa l’altra): a volte la correlazione è una coincidenza, o le due cose possono essere attribuibili ad una causa comune. Per esempio, il diminuire del numero di pirati è coinciso con l’aumento del riscaldamento globale, ergo se ci fossero più pirati la temperatura globale calerebbe, e il riscaldamento globale è una bufala. Non fa una piega, vero?

In parole povere, esiste una correlazione tra tratti oscuri della personalità e predilezione per i sapori amari,

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