DISINFORMAZIONE Il cane non è il migliore amico dell'uomo BUFALE.NET

di LO SBUFALATORE Claudio Michelizza |

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Il cane è il miglior amico dell’uomo, anzi no. Un esperimento condotto da un gruppo di ricercatori ungheresi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Animal Cognition, dimostra che il nostro amico Fido è in realtà l’amico fedele di chiunque gli offra cibo. L’idea di un legame indissolubile tra animale e padrone risulta esser pertanto “inesatta”. Gli studiosi, per confermare il loro sospetto, si sono serviti di un robot con un aspetto lontanamente simile a quello di un uomo: al posto della testa un computer portatile e, in sostituzione degli arti superiori, delle braccia meccaniche terminanti con dei guanti bianc

ILTITOLO E’ COMPLETAMENTE ERRATO, infatti questo non significa che il cane non abbia una forma di affettività che si consolida nel tempo, ma solo che il cane percepisce il robot come “accudente” e gli è grato.
L’affettività è molto più complessa da studiare.
Bisogna guardare la cosa dal punto di vista del cane, ponendosi al suo “livello di conoscenza”. Il cane sa che “quello che si muove” è in genere un animale; può essere una preda, un suo simile, un nemico, o un “amico umano” che gli dà da mangiare. Il concetto di “robot”, o comunque di “macchina”, molto probabilmente non riesce a comprenderlo, così come avviene per un bambino in età prescolare: non conosce le leggi della fisica, né immagina che si possa “plasmare la materia” per farle fare quello che vogliamo, sa solo che quella cosa “si muove” come farebbe un animale. Capita spesso, mostrando per la prima volta ad un cane un oggetto “apparentemente vivo” (p.e. un automobile giocattolo semovente), che l’animale guardi sospettoso l’oggetto per capirne la natura ostile o amichevole, per poi tranquillizzarsi una volta accertato che non è pericoloso, oppure continuare ad essere diffidente (dipende dall’indole del singolo animale). Molto probabilmente in un dispositivo robotico in grado di dargli da mangiare vede qualcosa che si comporta “come un uomo”, quindi lo identifica come tale malgrado l’aspetto insolito.
 I cani distinguono l’organico dall’inorganico (proprio grazie al fiuto) e la loro vita emozionale è molto complessa. Credo che accoglierebbe con favore le cure di un automa, ma allo stesso modo con cui i cani di Pavlov facevano festa e sbavavano al suono di una campanella, ma che l’affettuosità reale, le sue manifestazioni emotive d’attaccamento profondo, non sarebbero risvegliate da qualcosa che i suoi sensi principali denunciano come “non vivo”. Tuttavia penso anche che parlare in generale di “cani” sia già un errore: i cani sono capaci di personalità molto diverse da individuo ad individuo, secondo la loro indole e, soprattutto, le esperienze vissute.
Ergo: dal comportamento di un dato cane in determinate circostanze è azzardato dedurne il comportamento di tutti i cani nelle medesime circostanze.
A meno di voler credere che i cani siano “puro istinto” e voler negare la complessità della loro vita emozionale... In ogni caso credo che, in merito, si debbano eventualmente attendere ulteriori sviluppi della ricerca… anche se auspico che non ce ne siano affatto e che i tutti i cani possano semplicemente vivere in un branco di esseri viventi, a due o quattro zampe… preferibilmente di carne e sangue e non di titanio.

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