DISINFORMAZIONE ALLARMISMO Attenzione, nuova malattia, fate girare! Si chiama Lyme e si trasmette come HIV – bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE ALLARMISMO Attenzione, nuova malattia, fate girare! Si chiama Lyme e si trasmette come HIV – bufale.net Bufale.net

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Non tutte le bufale nascono per le stesse ragioni. Ci sono alcuni casi in cui la Rete sembra scoprire, per caso, la proverbiale acqua calda. E quando lo fa, compie pure alcuni evidenti errori e grossolane semplificazioni che portano inevitabili alla mistificazione.

Ad esempio, grazie al seguente articolo il popolo della Rete ha scoperto una nuova malattia. Così nuova da derivare il suo nome attuale da un’epidemia della stessa nel Connecticut del 1975: la Borreliosi di Lyme:

LONDRA – Non solo Hiv: attraverso un rapporto sessuale si potrebbe trasmettere anche la malattia di Lyme, una malattia infettiva debilitante che può provocare danni agli organi vitali, compreso il cervello, e al sistema immunitario e che, secondo i medici, si trasmette solo attraverso la puntura delle zecche. Che si passi anche attraverso i rapporti sessuali e la gravidanza è la convinzione del milionario inglese John Caudwell, che della lotta a questa malattia ha fatto la sua missione.

Perché Lyme ha colpito suo figlio, le sue sorelle, le sue ex mogli. In un’intervista al Daily Mail, Caudwell punta il dito contro il sistema sanitario britannico, reo di non ammettere che la malattia di Lyme (che ha colpito anche volti noti come la cantante Avril Lavigne) non si trasmette solo attraverso la puntura delle zecche, ma anche attraverso lo scambio di liquidi infetti come il sangue e il liquido seminale. Questa malattia può essere curata solo se viene diagnosticata subito, cosa non facile, dal momento che inizialmente si manifesta come una banale influenza. E se il trattamento avviene in ritardo, si rischiano sintomi a lungo termine.

Tra i sintomi ci sono l’artrite infiammatoria, problemi al sistema nervoso, infiammazioni alle membrane presenti nel cervello e nella spina dorsale e problemi cardiaci. La diagnosi avviene attraverso un esame del sangue, che però, come nel caso dell’hiv, all’inizio può dare esito negativo anche se il batterio è già presente nell’organismo, ma si è ancora ai primi stadi dell‘infezione. La maggior parte delle diagnosi arriva attraverso una manifestazione cutanea dell’infezione. Infatti la Lyme causa una sorta di eritema, una grande macchia rossa attorno alla puntura di zecca. Secondo John Caudwell, però, a provocare la malattia di Lyme non sarebbe soltanto la trasmissione dalle zecche, ma anche quella sessuale e da madre a figlio. Inoltre il milionario britannico sostiene che questa malattia possa causare anche sclerosi multipla, Alzheimer ed encefalite mialgica.

Del resto l’autorevole quotidiano americano New York Times l’ha definita “la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente (negli Stati Uniti) dopo l’AIDS”.

L’articolo infatti pià che parlare della Borreliosi, discetta delle teorie, sconfessate dalla comunità scientifica, del miliardario John Caudwell che, vedendo la sua intera famiglia colpita dalla Borreliosi, ha sentenziato che dovesse diffondersi come l’HIV.

Comprendiamo il dolore del miliardario, che pure ha fondato diverse carità per il contrasto alla malattia, ma sia la teoria per cui la Borreliosi potrebbe essere trasmissibile sessualmente, che le teorie che collegano la borreliosi al morbo di Alzheimer, all’encefalite ed alla sclerosi sono state sconfessate.

Nel citato articolo (l’intervista al Daily Mail usata come fonte, ma “omettendo” le parti più importanti ed utili in favore delle parti più allarmistiche) il Dottor Tim Brooks, medico Inglese esperto nella Borreliosi, ci riferisce:

There is no evidence to suggest a link between Lyme disease and Alzheimers, MS or ME.

Non vi sono collegamenti evidenti tra la malattia di Lyme, l’Alzheimer, l’Encefalite e la sclerosi

Il miscuglio di dati reali, ipotesi e disinformazione continua propalando la sorpassata teoria del Lyme come malattia a trasmissione sessuale, probabilmente ottenuta male interpretando il dato di fatto che vuole una possibile sopravvivenza del batterio causa della Borreliosi di Lyme nel sangue donato.

Il Centro per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie infettive ci ricorda infatti:
  • There is no evidence that Lyme disease is transmitted from person-to-person. For example, a person cannot get infected from touching, kissing, or having sex with a person who has Lyme disease.
  • Lyme disease acquired during pregnancy may lead to infection of the placenta and possible stillbirth; however, no negative effects on the fetus have been found when the mother receives appropriate antibiotic treatment. There are no reports of Lyme disease transmission from breast milk.
  • Although no cases of Lyme disease have been linked to blood transfusion, scientists have found that the Lyme disease bacteria can live in blood that is stored for donation. Individuals being treated for Lyme disease with an antibiotic should not donate blood. Individuals who have completed antibiotic treatment for Lyme disease may be considered as potential blood donors.

Non ci sono prove che il morbo di Lyme si trasmetta da persona a persona. Ad esempio, non si può essere contagiati toccando, baciando o avendo rapporti sessuali con una persona infetta. La malattia, contratta in gravidanza, può cagionare infezioni della placenta e rischio di aborto; ma non ci sono effetti negativi per il feto se la madre riceve idonea terapia. Non ci sono segnalazioni sulla trasmissione della malattia di Lyme attraverso il latte materno. Sebbene non ci siano collegamenti tra la malattia di Lyme e le trasfusioni, la scienza ha dimostrato che il batterio della malattia può sopravvivere nel sangue conservato per le donazioni. Gli individui sotto trattamento antibiotico per la malattia di Lyme non dovrebbero donare il sangue, mentre coloro che hanno terminato la terapia possono.

Le ulteriori somiglianze tra il Lyme e l’HIV sono solo esemplificative: la citazione del New York Times infatti è riportata da Wikipedia Italia con questo tenore:

Il New York Times l’ha definita “la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente (negli Stati Uniti) dopo l’AIDS“. Rapporti da altri paesi indicano che si sta diffondendo anche in Asia, Europa e Sud America.

Ciò che è vero è che la Borreliosi di Lyme, a causa dela sua sintomatologia aspecifica (eritemi nel luogo del morso della zecca-vettore, dolori articolari e muscolari, febre e spossatezza che, ove non curati, possono evolvere in disturbi cardiaci ed artrite cronica) è estremamente difficile da diagnosticare: anche l’eritema apparentemente decisivo nella diagnosi viene spesso confuso con altri morsi di insetto o fonti di irritazione cutanea oppure avviene in aree del corpo coperte dagli abiti e dove l’individuo affetto non controlla tempestivamente.
Circolari sulla Borreliosi di Lyme sono state rilasciate dal Ministero della Salute Italiano già dal 2000, il quale ci ricorda come
Le regioni maggiormente interessate dalla BL sono il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto,
l’Emilia-Romagna, il Trentino Alto-Adige (P.A. di Trento). Le segnalazioni dalle regioni dell’Italia
centro-meridionale ed insulare sono sporadiche.
E individua il vettore della Borreliosi in:
Le borrelie responsabili della BL vengono trasmesse all’uomo attraverso la puntura di zecche dure
appartenenti al genere Ixodes (ricinus, persulcatus, scapularis, pacificus ) e forse anche
Amblyomma e Dermacentor (zecca del cane); i serbatoi di infezione sono rappresentati da animali
selvatici (roditori, caprioli, cervi, volpi, lepri).
La Borreliosi di Lyme non dà luogo ad immunità: può essere contratta più volte nella vita.
La corretta profilassi è quindi rispettare una buona igiene ed evitare il contatto con le zecche.

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