Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD: qualcosa sta cambiando

di Redazione Bufale |

Di Maio chiede scusa
Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD: qualcosa sta cambiando Bufale.net

Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD. Assolto, infatti, dopo un lungo iter giudiziario. Messa così, qualche anno fa, l’avreste presa senza ombra di dubbio come una bufala, in quanto in ambito politico spesso e volentieri si accusano gli avversari politici sotto indagine, salvo poi dimenticarsi di fare un passo indietro quando i verdetti danno loro ragione. Ci sarebbero tanti casi da prendere in esame, più o meno significativi. Basti pensare a Virginia Raggi ed Ignazio Marino, tanto per circoscrivere apparentemente la vicenda alla figura del sindaco di Roma.

Perché oggi Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD e cosa ci insegna

Non è così. Al di là dell’appartenenza politica dell’accusatore e dell’accusato, questo mal costume da sempre viene contrastato anche nei nostri articoli. Lo abbiamo detto a proposito di esponenti di Lega, PD, M5S, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Anche se di volta in volta arriva il genio di turno sostenendo che Bufale sostenga uno schieramento e non l’altro. Nessun problema, siamo abituati e sappiamo che sarà sempre così. Se Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD, a noi può fare solo piacere.

La cosa fondamentale, però, è che non si tratti di un episodio estemporaneo. Chi si scaglia contro un indagato, infatti, deve essere pronto a recitare il “mea culpa” nel momento in cui una Corte dia ragione all’imputato. In verità, e questo lo dice anche l’esponente del Movimento 5 Stelle (il quale si è trovato anche dall’altra parte della barricata in passato, finendo per essere difeso dalla nostra analisi, pur senza affrontare vicende giudiziarie), occorrerebbe risolvere il problema a monte.

Come? Ignorando le notizie che ci parlano di indagati ed esponendosi, al più, solo dopo una sentenza. Dunque, Di Maio chiede scusa a Simone Uggetti del PD. La notizia è vera, perché tutto nasce da una sua lettera mandata a Il Foglio. Ne prendiamo atto ed apprezziamo, sperando che sia l’inizio di un nuovo modo di fare politica.

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