Del 2019 la notizia del gatto arrostito ad Aprilia, il responsabile era un clochard

di Luca Mastinu |

Del 2019 la notizia del gatto arrostito ad Aprilia, il responsabile era un clochard Bufale.net

I nostri contatti ci segnalano uno screenshot ripreso da un articolo pubblicato sul Messaggero: il pezzo riporta il caso di un gatto arrostito ad Aprilia nei pressi della stazione ferroviaria di Campoleone. Troviamo l’articolo originale a questo indirizzo e notiamo che la notizia era stata pubblicata l’11 giugno 2019, una data che alcuni utenti ignorano credendo che si tratti di un fatto attuale, analogo a quanto successo a Campiglia.

La notizia è del 2019

Un fatto datato non è un fatto meno grave, ma accade molto spesso di ignorare la data di pubblicazione di una notizia diffondendo la convinzione che un episodio sia attuale, molto spesso con diverse conseguenze. Come scriveva Il Messaggero tutto era partito da un video girato da un residente in cui venivano mostrate le immagini di un gatto arrostito. Il residente aveva girato il materiale alla LAV che aveva poi diffuso la notizia.

Come riportava TPI il responsabile dell’orrore era un clochard che aveva raccontato di aver scuoiato l’animale e di averlo arrostito in un parcheggio con l’intento di cibarsene. L’uomo, però, negava di averlo ucciso in quanto il gatto sarebbe morto dopo essere stato investito da un’auto. Questo dettaglio, però, non si poteva confermare.

Nessun riferimento alla nazionalità dell’uomo

Corriere della Sera riportava la denuncia di alcuni abitanti circa il degrado della zona della stazione, da troppo tempo teatro di furti e maltrattamenti sugli animali e anche l’Adnkronos aveva raccolto la testimonianza dei residenti.

Ciò che accade in queste ore, tuttavia, è che tanti utenti diano per scontato che si trattasse di uno straniero mentre nessuna fonte, nemmeno tra le testate locali, riporta la nazionalità dell’uomo. Tutte le fonti concordano nel comunicare che si trattava di un clochard e l’episodio del gatto scuoiato ad Aprilia era l’ennesima manifestazione del degrado della zona della stazione, diventata per gli abitanti una terra di nessuno.

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