Covid, acqua ossigenata come misura anti contagio: la scoperta dei ricercatori napoletani – Ricerche, “position paper” e metodo

di Bufale.net Team |

Covid, acqua ossigenata come misura anti contagio: la scoperta dei ricercatori napoletani – Ricerche, “position paper” e metodo Bufale.net

Facciamo una doverosa premessa: accettiamo l’analisi della notizia Covid, acqua ossigenata come misura anti contagio: la scoperta dei ricercatori napoletani, ma difficilmente usciremo mai dal tag “Analisi in Corso”.

Recentemente siamo stati assediati da utenti, spesso rissosi e volgari, pronti ad accusarci di non voler “svelare la verità” o, esulando dalle citazioni di Detective Conan per passare al colorito linguaggio dell’Analfabeta funzionale “Se allora dite la buffala o non buffala, booooooooooooo!”.

Nella foto: quello che non è un fact-checker
Nella foto: quello che non è un fact-checker

Uno studio scientifico resta analisi in corso fino al concretamento definitivo dei risultati secondo Peer Review.

Un documento di posizione è esattamente l’equivalente scientifico del nostro tag Analisi In Corso, e come tale va trattato.

Doverosa premessa: cosa è un documento di posizione?

Ne abbiamo parlato in un nostro precedente articolo, legato ad un passato documento di posizione, titolato “COVID19 e particolato: l’importanza di capire la scienza, tra studi preliminari e verifiche sul campo

Come ci ricorda una serie televisiva passata anni fa in TV

A quel tempo noi eravamo sicuri che fosse anche la verità della vita. Invece, il mondo reale è imperfetto e non esiste davvero una legge che sia in grado di spiegare tutto quanto, nemmeno il principio dello scambio equivalente.

Ogni studio scientifico, finché non perviene dalla teoria ad un risultato certo, ripetibile e verificabile in laboratorio è da intendersi come un modello, un tentativo di interpretare il reale cercando quella legge in grado di spiegare il tutto.

Sommiamo a questo un’attitudine del mondo intero, per forza di cose, a parlare di Coronavirus e dedicarvi ogni attenzione, ed arriviamo al punto della questione.

COVID19 e l’acqua ossigenata come misura anti contagio: un documento di posizione

Il documento di cui si parla è evidentemente un documento di posizione.

Un documento di posizione differisce da un paper accademico per una sostanziale divergenza di obiettivi.

Un documento di posizione non è la sintesi di studi, sperimentazioni e ricerche. Come suggerisce il termine è un documento che solleva l’attenzione su un tema, contenente la posizione degli autori, i fatti raccolti a sostegno della stessa e serve per sollevare attenzione sul tema stesso.

Possiamo dire che se un paper accademico è non già il momento di fine di una ricerca, ma il momento in cui la stessa è matura per essere presentata alla peer review, ovvero sviscerata, esaminata e riprodotta da altri scienziati per valutare il risultato trasmesso, un documento di posizione si pone nei momenti iniziali.

È il momento in cui un gruppo di ricercatori dimostra che vale la pena senza ombra di dubbio cominciare la ricerca in un determinato settore, mostrando argomenti che rendono tale ricerca utile, proficua e mostrano il fumus, l’ombra ben visibile, di un futuro risultato che sarebbe necessario toccare.

Covid, acqua ossigenata come misura anti contagio: la scoperta dei ricercatori napoletani

Infatti la ricerca citata da Fanpage è apparsa sul numero di aprile della rivista internazionale Infection Control & Hospital Epidemiology della Cambridge University sotto forma di lettera all’editore.

Pertanto con un titolo evidentemente dubitativo

Might hydrogen peroxide reduce the hospitalization rate and complications of SARS-CoV-2 infection?

traducibile con

Può l’acqua ossigenata ridurre il tasso di ospedalizzazione e le complicazioni dell’infezione da SARS-CoV-2?

Come ogni position paper, non a caso noto anche come “documento di sintesi”, i ricercatori presentano un caso ed il perché sarebbe molto utile e prezioso discutere a livello accademico e cominciare la ricerca sul caso stesso.

Il caso in questo è riassumibile con un sillogismo:

  1. Premessa maggiore: Sappiamo che SARS-CoV-2 è estremamente “debole” e una blanda disinfezione può ridurne la carica virale, banalmente distruggendo il numero maggiore di virus in un determinato posto
  2. Premessa minore: Sappiamo che esistono soluzioni diluite di perossido di idrogeno che possono essere usate per la disinfezione del cavo orale senza danno
  3. Sintesi: Non si potrebbe cominciare a studiare un programma di periodica disinfezione del cavo orale mediante gargarismi come propedeutico e coadiuvante ad una corretta profilassi igienica?

La posizione è trasparente e semplice: come sempre l’unico rischio è il fattore umano.

È evidente che si tratti di un position paper, è evidente che si tratta di un testo che formula ipotesi e metodologie, suggerendo anche una modalità di esecuzione dei test relativi, una verifica effettuata sottoponendo un campione di paucisintomatici al regime di disinfezione per valutarne gli effetti a medio e lungo termine.

E sin qui, è tutto perfetto e ineccepibile.

Perché resterà “Analisi in corso”?

Non per colpa degli ineccepibili ricercatori, ma per colpa del pubblico a casa.

Ricordiamo che il concetto della ricerca nasce anche dal fatto che, dal punto di vista teorico, abbiamo tecnicamente la cura per ogni singola malattia.

Esistono nei laboratori di tutto il mondo, e già esistono, medicinali in grado di distruggere le cellule cancerogene più pervicaci, sconfiggere i patogeni più resistenti: ma il problema è cercare un farmaco che faccia tutto questo in modo efficace e senza effetti collaterali.

È la sfida che il COVID19 ha reso palese, dato che gli occhi del mondo sono puntati sulla ricerca dei vaccini ed anche il grande pubblico ha scoperto che non basta avere il vaccino in mano, ma bisogna valutare per mesi e mesi anche solo il dosaggio corretto da somministrare ed ogni minuscola variabile.

Dimenticare che la natura di un Position Paper è suscitare il bisogno di ricerca ci porta un passo più vicini al “praticone”, all’Analfabeta Funzionale invasato dal Dunning-Kruger che “Senza essere un medico ha letto cose e scoperto cure“.

Resterà analisi in corso finché gli stessi ricercatori non esamineranno coi loro metodi le ipotesi formulate. E resterà tale per evitare che gente convinta che il tampone orofaringeo e il tampax siano la stessa cosa decidano di reinterpretare il loro position paper a loro piacimento.

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