Corre veloce il virus WhatsApp che spia le chat: 1,5 miliardi di utenti in allerta a settembre 2019

di Redazione |

Virus WhatsApp

Sta circolando la notizia di una sorta di virus WhatsApp da tenere fortemente in considerazione oggi 1 settembre. In realtà, a differenza di quanto riportato in settimana con la cosiddetta truffa Adidas, stavolta la minaccia non viene generata direttamente all’interno della popolare app di messaggistica. Ecco perché è molto importante scendere maggiormente in dettagli, partendo dal presupposto che, in linea puramente teorica, gli utenti maggiormente esposti siano coloro che dispongono di un iPhone stavolta.

Fondamentalmente, il virus WhatsApp che spia chat e mettere in discussione la nostra sicurezza è stato scoperto dal team di Project Zero di Google, che, come accennato, ha affermato che ad oggi il bug riguardi i dispositivi iOS. Questi ed altri dettagli nello studio originale. Occhio però alla sua possibile evoluzione, potenzialmente estendibile anche ad Android. Gli studiosi hanno spiegato che il bug si verifica quando gli utenti iOS visitano semplicemente un sito Web compromesso. Ciò può comportare la violazione del dispositivo della vittima in modo “silenzioso”.

Cosa vuol dire questo? Semplicemente che il virus WhatsApp trapelato di recente si muova sulla punta dei piedi, senza che l’utente abbia la minima percezione di ciò che sta avvenendo. Tutto ciò mentre gli aggressori accedono alle foto, ai testi e alla posizione delle vittime. Tuttavia, l’esperto di sicurezza di Google ha affermato che il bug può anche consentire agli hacker di accedere a messaggi crittografati su WhatsApp. Insomma, nemmeno la crittografia end-to-end di rende immuni da questi pericoli.

Un contributo importante sul tema ci è arrivato da Forbes, dal quale emerge la necessità di aggiornare subito l’app alla versione più recente per evitare qualsiasi rischio connesso al virus WhatsApp descritto oggi 1 settembre.  Purtroppo, almeno per ora, non è stata resa nota la lista dei siti che potrebbero generare problemi per la nostra sicurezza, ma appena ne sapremo di più sotto questo punto di vista aggiorneremo l’articolo di questa domenica.

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