Coronavirus italiano è padano e slegato dalla Cina secondo Vincenzo D’Anna: prime bufale

di Redazione Bufale |

Vincenzo D'Anna
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Stanno facendo tanto rumore le dichiarazioni di Vincenzo D’Anna a proposito del Coronavirus italiano, come molti avranno notato sui social oggi 29 febbraio. Dopo aver approfondito le critiche piovute addosso a Salvini su alcuni suoi post social, secondo quanto pubblicato in mattinata, tocca analizzare bene quanto affermato dal Presidente dell’Ordine nazionale dei biologi, anche perché le sue verità potrebbe cambiare totalmente le carte in tavola a proposito del ceppo italiano con cui stiamo facendo i conti da oltre una settimana.

Vincenzo D’Anna ed il Coronavirus italiano indipendente dalla Cina

Come riportato anche da Dagospia, che ha appunto raccolto le dichiarazioni di Vincenzo D’Anna, la cui figura può essere inquadrata proprio attraverso la scheda di Wikipedia. Premesso che potete analizzare voi stessi l’articolo originale, bisogna proprio partire dal fatto che il diretto interessato consideri il Coronavirus italiano del tutto slegato rispetto a quello cinese. Un ceppo “padano”, che avrebbe un’origine ben precisa e che spiegherebbe l’assenza del paziente zero:

“Sembra che tale virus sia domestico e non abbia cioè alcunché da spartire con quello cinese proveniente dai pipistrelli. Un virus padano, per dirla tutta, esistente negli animali allevati nelle terre ultra concimate con fanghi industriali del Nord”.

Per farvela breve, il Coronavirus italiano secondo Vincenzo D’Anna sarebbe in sostanza un virus para-influenzale, che non avrebbe alcuna nocività mortale fatta eccezione per il segmento “a rischio” della popolazione. Premesso che la fonte da un lato sia sulla carta autorevole e che, contestualmente, dovremo attendere le prime reazioni politiche e mediche su questa presa di posizione, allo stesso tempo occorre mettere in evidenza alcune bufale.

L’intervista di Vincenzo D’Anna sul Coronavirus italiano circola oggi 29 febbraio su Facebook insieme a post in cui si afferma letteralmente quanto segue: “La stessa OMS ridimensiona il tiro e declassa il virus a poco più che un influenza, batte in ritirata anche Burioni che si scusa“. Ebbene, nulla di tutto questo, al momento, è vero. Staremo a vedere cosa dichiareranno Burioni e Ricciardi per OMS. Quest’ultimo, infatti, in giornata è stato molto cauto sull’argomento, mentre Burioni ancora non ha parlato.

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