Consigliere CasaPound dice di non conoscere antifascisti intelligenti, ma commette errore grammaticale

di Redazione Bufale |

Sta creando forti discussioni quanto pubblicato in queste ore su Facebook da un consigliere CasaPound. Il soggetto in questione, infatti, ha deciso di utilizzare i social per dire a tutti di non conoscere antifascisti intelligenti. Libertà d’espressione, ci mancherebbe, anche se non manca tra gli amici chi gli fa notare che, per la carica ricoperta, quanto scritto non sia esattamente il massimo. Quanto riportato, infatti, è condito da un buffo errore grammaticale.

Del resto non è certo la prima volta che si assiste allo scivolone di un consigliere, come abbiamo avuto modo di riscontrare non molto tempo fa con un esponente del Partito Democratico, stando al pezzo che abbiamo pubblicato sul nostro sito. In questo caso, come avrete notato anche attraverso la foto riportata ad inizio pagina, ci sono due aspetti da prendere in esame che per forza di cose hanno alimentato discussioni tra coloro che non possono approvare un approccio di questo tipo al mondo dei social network.

L’errore grammaticale del consigliere CasaPound

Scendendo maggiormente in dettagli, il consigliere CasaPound dice chiaramente quanto segue: “In 38 anni della mia vita non ho mai conosciuto un’antifascista intelligente“. Insomma, espressione evitabile per un consigliere, ma ad avere risalto è l’errore grammaticale con l’apostrofo prima di “antifascista intelligente”. Il sostantivo potrebbe anche essere femminile, rendendo corretto quanto scritto dal diretto interessato, ma dai commenti successivi dello stesso consigliere emerge in modo chiaro che si riferisse a soggetti maschili. Rendendo automaticamente errato quanto scritto.

La prova inconfutabile sul fatto che sia stato colto in fallo, non solo per i contenuti, ma anche per la forma (grammaticale) si è avuta nel momento in cui il consigliere CasaPound ha deciso di rimuovere immediatamente il post appena qualcuno gli ha fatto notare il suddetto errore. Insomma, nessuna giustificazione, nemmeno quella del potenziale uso al femminile di antifascista. .

Si apprezza comunque il gesto di rimozione e  si spera in una comunicazione migliore in futuro.

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