Consigliera leghista denuncia lezioni di arabo alle elementari di Cernusco sul Naviglio: smentita totale

di Redazione |

Lezioni di arabo

Si dibatte molto oggi 8 giugno in merito alle lezioni di arabo che sarebbero state riscontrate presso una scuola elementare di Cernusco sul Naviglio, comune il cui sindaco appartiene alle liste del PD. Non è un caso che nelle ultime ore sia giunta la protesta ufficiale per bocca di Paola Malcangio, consigliera comunale leghista che ha sollevato un polverone su scala nazionale. Insomma, siamo al cospetto della solita polemica riguardante i presunti eccessi di integrazione. La storia, infatti, sarebbe figlia della presenza di una bambina italiana con origini egiziane, iscritta presso l’Istituto Levi Montalcini.

Senza girarci troppo intorno, possiamo affermare che non si tratti di una bufala bella e buona, a differenza di quanto avvenne mesi fa, quando prese piede la notizia dell’introduzione dei numeri arabi a scuola (come potrete osservare dal nostro articolo di allora). Tuttavia, ci sono importanti precisazioni che occorrono all’opinione pubblica in merito alle presunte lezioni di arabo presso una scuola elementare di Cernusco sul Naviglio, alla luce della solita disinformazione che accompagna “scoop” del genere.

Come evidenza Fanpage, infatti, il chiarimento definitivo ed ufficiale sulle lezioni di arabo nella scuola elementare di Cernusco sul Naviglio giunge direttamente dal Sindaco Ermanno Zacchetti. Diverse le precisazioni su questa storia, in risposta a quanto dichiarato dalla consigliera leghista: in primo luogo, non ci sono risvolti politici dietro questa vicenda, in quanto l’iniziativa nasce direttamente dalla scuola. Il Comune, dunque, ha semplicemente preso atto e approvato, senza assumere un ruolo decisionale.

Ancora, la spesa totale è stata di 120 euro, per appena 4 ore totali di laboratorio. Proprio parlando di “laboratorio”, è possibile collegarsi al terzo e ultimo punto. Secondo Zacchetti, infatti, il programma non ha mai previsto lezioni di arabo, ma una specie di corso in cui “sono stati anche fatti esempi di parole in altra lingua, ma che sono certo non aveva altro fine che far conoscere una cultura altra rispetto a quella italiana”. Insomma, tanto rumore e strumentalizzazioni politiche per nulla.

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