Studenti accostano Salvini a Mussolini: sanzione annullata per la docente

di Redazione Bufale |

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Studenti accostano Salvini a Mussolini: sanzione annullata per la docente Bufale.net

Una lunga battaglia, più simbolica che con reali effetti penali, è giunta finalmente alla sua naturale conclusione, in relazione alla famosa storia della docente che aveva consentito una proiezione di alcuni suoi studenti, propensi a loro volta ad accostare Salvini a Mussolini. Una vicenda che fece discutere moltissimo a suo tempo, come vi abbiamo riportato con il nostro ultimo articolo in ordine di tempo con gli aggiornamenti del caso. Ebbene, il 14 dicembre è arrivata la parola “fine”.

La docente che non ha bloccato la proiezione di studenti in cui sono stati accostati Salvini e Mussolini

Dunque, per l’insegnante Rosa Maria Dell’Aria non c’è mai stato un capo di accusa diretto, nel senso che il documento in cui sono stati accostati Salvini e Mussolini non è stato realizzato da lei in occasione della Giornata della Memoria. Dunque, alla docente è stato contestato semplicemente il fatto di non aver in qualche modo bloccato la proiezione, al punto da arrivare ad una sospensione per circa quindici giorni più che discussa.

Per la cronaca, il documento in cui sono stati paragonati Salvini e Mussolini si è concentrato da un lato suoi decreti sicurezza che sono stati firmati dal leader della Lega quando era Ministro dell’Interno, mentre dall’altro abbiamo le leggi razziali. Secondo quanto riportato da Fanpage, a distanza di mesi abbiamo avuto una svolta. Già, perché il tribunale del lavoro di Palermo ha deciso di accoglie il ricorso degli avvocati della stessa insegnante di Palermo. Dunque, si è arrivati alla conclusione che fosse illegittima la sanzione disciplinare.

In sostanza, nessuna responsabilità per l’insegnante in merito al documento preparato dagli studenti, caratterizzato dall’accostamento tra Salvini e Mussolini. Il Tribunale ha anche stabilito che alla docente fosse restituito lo stipendio relativo ai quindici giorni di sospensione. Niente risarcimento danni, invece, che erano stati quantificati in prima istanza in 10.000 euro.

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