Tra gli oggetti che per secoli hanno popolato l’immaginario collettivo non possiamo non citare le fantomatiche cinture di castità: pesanti fasce metalliche chiuse a chiave, imposte alle donne dai mariti medievali in partenza per le Crociate.
Un simbolo di controllo, oppressione e barbarie.
Peccato che non siano mai esistite davvero.
Secondo gli storici, le famigerate cinture di castità medievali sono un’invenzione molto più recente, nata tra fraintendimenti letterari, moralismi ottocenteschi e un pizzico di gusto per il macabro.
Le ricerche moderne sono concordi: non esiste alcuna testimonianza credibile dell’uso di cinture di castità nel Medioevo.
Cinture di castità…tra mito e realtà
Gli esemplari conservati nei musei europei sono stati realizzati nell’Ottocento, spesso come curiosità da esporre o come oggetti satirici.
Il mito della cintura di castità si è sviluppato soprattutto nel XIX secolo, quando cresceva l’interesse per il Medioevo come epoca “oscura” e brutale, con musei e collezionisti in costante ricerca di oggetti sensazionalistici per attirare visitatori: la morale vittoriana era ossessionata dal controllo della sessualità, e per questo motivo un oggetto come la cintura di castità – che combinava sesso e violenza, due tra le pulsioni più profonde dell’essere umano – ha risposto alla perfezione alle richieste dell’epoca, diventando un perfetto strumento narrativo: scandaloso, inquietante, facile da credere.
A supporto della tesi che non si tratti d’altro che di un mito c’è un altro dettaglio fondamentale: indossare una cintura di metallo chiusa per giorni o settimane sarebbe stato fisicamente impossibile.
Le conseguenze igieniche e mediche sarebbero state devastanti, rendendo l’uso prolungato semplicemente irrealizzabile, tuttavia pare, e dico pare, che abbiano ispirato un prodotto simile diffuso nell’800, fatto di pelle, e indossato da alcune donne di propria volontà come meccanismo antistupro.
Pare ne esistessero anche per gli uomini, imposte ai giovani per evitare che si masturbassero.
L’esistenza di questi articoli posticci e la loro diffusione limitata è però conseguenza del vecchio mito, e non naturale evoluzione di un oggetto o di un’usanza del passato.
La cintura di castità è uno dei falsi storici più longevi e affascinanti.
Non racconta la realtà del Medioevo, ma piuttosto le ossessioni dell’Ottocento e la nostra tendenza a credere a storie che confermano i nostri pregiudizi.
Smontare questo mito significa anche restituire al Medioevo una complessità che spesso gli viene negata.
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