Chat di gruppo WhatsApp a serio rischio sicurezza per utenti Huawei, iPhone e Samsung

di Redazione Bufale |

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Chat di gruppo WhatsApp a serio rischio sicurezza per utenti Huawei, iPhone e Samsung Bufale.net

Sembra confermata la persistente minaccia alla sicurezza e alla privacy per le chat di gruppo WhatsApp, da estendere in primis agli utenti che dispongono di uno smartphone Huawei, iPhone e Samsung. Al contrario di quanto riportato pochi giorni fa con la bufala di WhatsApp Gold e del video Martinelli, infatti, oggi 1 marzo siamo al cospetto di una vulnerabilità certificata e risolta solo in parte da chi di dovere, se pensiamo che la vicenda coinvolge in modo diretto addirittura Google.

Sicurezza a rischio in gruppo WhatsApp con Huawei, iPhone e Samsung

Come si palesa questa nuova minaccia legata alle chat di gruppo WhatsApp? Se disponete di un Huawei, iPhone e Samsung, tanto per citare i marchi più popolari in Italia in questo particolare momento storico, vi sarà capitato di essere invitati all’interno di una conversazione multipla. Coloro che invitano, tra i vari strumenti a disposizione, possono creare dei link specifici che rimandano i destinatari all’interno di queste conversazioni. Si tratta di una delle soluzioni concepite dal team in questi anni.

Il problema di sicurezza e privacy si viene a creare nel momento in cui uno dei partecipanti decide di diffondere il suddetto link in rete, in un qualsiasi ambiente. Recenti ricerche hanno infatti dimostrato che a quel punto scatta l’indicizzazione del collegamento ipertestuale da parte di Google. Risultato? Chiunque a quel punto potrebbe essere abilitato ad accedere alle chat di gruppo WhatsApp, con tutto quello che ne consegue sulla nostra protezione.

Insomma, una questione che coinvolge anche potenziali vittime che dispongono di un Huawei, un iPhone o di un Samsung Galaxy. L’ultimo aggiornamento sulla vicenda ci è arrivato da Forbes ieri, secondo cui Google avrebbe risolto il problema, ma non altri motori di ricerca. Al contempo, Facebook avrebbe confermato la possibilità che si verifichino situazioni simili, suggerendo semplicemente di disattivare i suddetti link.

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