Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti

di Bufale.net Team |

Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti Bufale.net

Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti. Questa segnalazione ha echi di Guareschi: per essere precisi il Guareschi de “Il Compagno Don Camillo”.

Nel libro da cui è tratto il noto film infatti Don Camillo spiega al Vescovo il suo piano per infiltrarsi tra i comunisti in visita in Russia, dando la seguente spiegazione.

“Non mi scopriranno: curerò molto il travestimento. Non parlo dell’abito, eccellenza, parlo del travestimento interno. L’abito ha poca importanza, è il travestimento del cervello quello che conta di più. Un cervello normale soltanto è travestito da cervello comunista può dare all’espressione dello sguardo, al tono della voce e agli stessi lineamenti del viso l’impronta particolare che caratterizza i veri comunisti.”

Decenni dopo, non solo la vitriolica battuta di Giovannino Guareschi è ancora viva nella mente dei lettori, ma ha valicato i confini della satira per diventare scienza.

O almeno quella particolare branca della tecnica in cui, ci si consenta una battuta, la satira si fa scienza oltre il limite della decenza.

Per una manciata di ore il primo Luglio di quest’anno un centro di ricerca Cinese ha rivelato al mondo l’esistenza di un “cervello comunista”. Aggiungendo poi di essere in grado di misurare l’espressione dello sguardo, il tono di voce e i lineamenti del viso tipici dello stesso.

Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti
Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti, foto tratta da “Il Compagno Don Camillo”

Una IA che identifica i comunisti quindi, basata sui precetti descritti dal Don Camillo di Guareschi e da lui usati per trasformarsi nel “Compagno Tarocci della Cellula Spaziale Nikita Kruscev”.

Centro scientifico Cinese dichiara di avere una IA che identifica i comunisti (poi cancella il post)

Secondo il post ora rimosso, rilanciato dal Times, l’Intelligenza Artificiale Cinese è in grado di riconoscere le onde cerebrali e i lineamenti del viso, in modo da interpretare “il pensiero e l’educazione politica”. Una analisi positiva rivela la possibilità di “verificare la confidenza e la determinazione” con cui l’ipotetico cervello comunista diventa “grato al partito, ricettivo all’ascolto e pronto a seguirne i dettami”

Come parte del giallo, l’articolo originale è scomparso poche ore la sua pubblicazione dal sito del Hefei Comprehensive National Science Centre.

Verosimilmente, ciò è avvenuto anche in seguito alle proteste rispetto alle evidenti problematicità sulla privacy relative ad un simile progetto.

Problemi che superano anche ogni considerazione sulla possibile efficacia, in un paese dove comunque sia il concetto di privacy che di etica delle AI sono assai diversi dai nostri.

Se da noi ci si interroga se una AI possa essere senziente o meno o acquisire schemi di concetto razzisti, il post ora rimosso si dedicava a studiare come esaminando 43 esemplari di “cervello comunista” (iscritti al partito) si potesse creare il perfetto “Trinariciuto”, citando Guareschi.

I precedenti

In fondo la proposta di identificare il “cervello comunista” mediante mezzi a dir poco Guareschiani non è una novità così importante.

Già nel 2018 erano disponibili test computerizzati a risposte multiple per dare i voti alla “fedeltà al partito”.

Se le AI possono essere usate per identificare il “cervello comunista”, nel bizzarro scenario di cui parliamo è possibile anche il contrario.

Alcuni chatbot sono stati infatti nel tempo “ritoccati” per dare risposte più entusiastiche a domande come “Ti piace il Partito Comunista Cinese?”

Forse, al Compagno Tarocci piace questo elemento.

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

ATTENZIONE - L'articolo verrà successivamente completato con un FACT-CHECKING COMPLETO, ma per ora presenta un TAG PROVVISORIO con le informazioni fino ad ora raccolte per bloccare la viralità di eventuali bufale. La metodologia è spiegata nella seguente sezione: https://www.bufale.net/fact-checking-prearticoli

Latest News