Cécile Kyenge vuole eliminare recite e feste di Natale dalle scuole per non offendere i “nuovi italiani”

di Luca Mastinu |

Cécile Kyenge vuole eliminare recite e feste di Natale dalle scuole per non offendere i “nuovi italiani” Bufale.net

Cécile Kyenge torna a far parlare di sé e delle sue considerazioni sul Natale, grazie al nuovo mendicante del web che ripropone in rete una bufala di cui sono piene le fosse comuni.

Storia di una bufala datata

Abbiamo smentito questa bufala a partire dal novembre 2014, quando eravamo ancora giovani e quando Cécile Kyenge già non era più Ministro per l’Integrazione. C’è da dire, però, che la bufala era stata creata quando l’eurodeputata era ancora Ministro, visto che i disinformatori seriali di Voxnews avevano inventato la notizia il 24 dicembre 2013 per poi venire copiati da Informazione libera il 19 novembre 2014.

Nel 2016 smentivamo con tre articoli l’ennesima pubblicazione di Gazzetta della Sera (ecco la nostra analisi), Web-news 24 (ecco la nostra analisi), della pagina Facebook

Lignorante e di Linkdaybyday. L’anello di congiunzione tra tutte queste realtà della disinformazione era un tweet creato ad hoc da un profilo fake attribuito a Cécile Kyenge, che chiedeva l’abolizione di feste e recite di Natale per non offendere i “nuovi italiani”, dunque gli immigrati arrivati in Italia.

Il 24 dicembre 2013 la redazione di Giornalettismo dedicò un articolo a questa bufala, che già 5 anni fa diventava preoccupante per il numero di condivisioni.

La smentita ufficiale di Cécile Kyenge

Le agenzie Agi e Vista nel novembre 2017 avevano raccolto una dichiarazione video dell’eurodeputata, che sosteneva la sua totale estraneità a quanto le si attribuiva circa il Natale.

Speravamo di non tornare più sull’argomento, ma anche questa volta ci ritroviamo a smentire la bufala del Natale di Cécile Kyenge. Quest’anno ritorna come la classica immagine con didascalia senza fonti, anche se l’utente in chiusura scrive che si tratta di un tweet, pecca comunque di non riportare una fonte ufficiale.

La fonte ufficiale, infatti, non esiste.

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