Calciatori ragazzini con striscione ‘Diamo un calcio a Salvini’: “Via il razzismo da Ancona”

di Redazione Bufale |

Sta facendo molto discutere a Santo Stefano la decisione di esporre uno striscione con scritto “Diamo un calcio a Salvini”. Si tratta fondamentalmente di un attacco politico al leader della Lega, dopo le polemiche in diretta TV con Myrta Merlino che abbiamo trattato nei giorni scorsi sulle nostre pagine, che giunge direttamente dalla pagina Facebook chiamata “Ancona Respect”. Cerchiamo di contestualizzare il tutto, visto che in questi minuti è giunta la replica ufficiale da parte del Carroccio come si poteva facilmente immaginare.

Diamo un calcio a Salvini
Diamo un calcio a Salvini

Il motivo dello striscione “Diamo un calcio a Salvini”

Il contenuto dello striscione non è un inno alla violenza. Come spiegato dalla fonte, infatti, il tutto va analizzato a proprio di una partita amichevole organizzata prima della pausa natalizia. Lo striscione “Diamo un calcio a Salvini” è stato esposto dalle squadre miste in cui giocavano Under 12 e prima squadra femminile, dirigenti, allenatori, amici e tifosi. La spiegazione risiede nella contestuale presenza del leader della Lega in città.

La fonte, in particolare, fa sapere che attraverso lo sport ogni giorno si contesta e ci si oppone al clima di odio e razzismo propagandato da quelli che vengono definiti “leghisti e fascistoidi di turno“. Immediata la replica ufficiale da parte della Lega, che pochi minuti fa ha pubblicato un post in cui sono stati fatti sarcasticamente i complimenti a questa associazione sportiva di Ancona “per il messaggio di amore” diffuso in occasione delle festività natalizie.

A questo punto, oltre a sottolineare l’autenticità dello striscione esposto ad Ancona prima della partita di calcio amichevole con ragazzini Under 12 e la squadra finale, con il testo “Diamo un calcio a Salvini”, tutto si presta all’interpretazione del messaggio da parte delle singole persone. Staremo a vedere se anche dal diretto interessato arriverà un post che potrebbe alimentare la gogna mediatica verso i ragazzini in questione.

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