Cacciata dall’autobus perché senza biglietto, muore congelata a 21 anni

di Luca Mastinu |

Un articolo comparso sul Corriere della Sera parla di Iryna Dvoretska, una studentessa di 21 anni morta a Olevsk, nel nord dell’Ucraina, quando l’autista di un autobus l’ha fatta scendere dal mezzo alle 4 di mattino in quanto sprovvista di titolo di viaggio. La ragazza è morta per ipotermia dopo essersi incamminata in un bosco mentre la temperatura esterna segnava -20 gradi.

La versione dei quotidiani italiani

La notizia è stata ripresa anche dall’agenzia Adnkronos e da altre testate nazionali come Il Fatto Quotidiano. Nelle tre versioni prese come campione si sostiene la tesi secondo la quale Iryna sarebbe morta dopo essere stata costretta a scendere dall’autobus perché sprovvista di biglietto. I quotidiani italiani riportano che la ragazza si era svegliata alle 4 del mattino per andare all’ospedale di Olevsk, al nord del Paese, per fare visita alla madre. Una volta salita sul mezzo si è accorta di non disporre del denaro sufficiente per pagare la corsa e l’autista l’ha fatta scendere.

A quel punto Iryna si è incamminata lungo il bosco. Il suo corpo è stato ritrovato 48 ore dopo dal padre all’interno di una buca e contro l’autista è stato avviato un procedimento penale. Secondo l’autopsia la ragazza è morta per ipotermia.

Tuttavia, il sito Stopfake.org ha ricostruito la vicenda seguendo direttamente le notizie locali e ha scoperto che le cose sono andate diversamente.

Iryna è scesa spontaneamente dall’autobus

Sulla versione ucraina della BBC leggiamo che il corpo di Iryna è stato ritrovato il 10 gennaio tra i villaggi di Rudnya-Khochinskaya e Perga e contro l’autista non sono stati presi provvedimenti. Il portavoce della polizia di Zhytomyr ha parlato soprattutto di indagini in corso. Il quotidiano Fakty ha riportato che Iryna, una volta già fuori dall’autobus, aveva telefonato alla sorella e non le aveva parlato di conflitto con l’autista e tanto meno le aveva riferito di essere stata fatta scendere.

In più la redazione di Fakty ha contattato l’azienda per la quale lavora l’autista. Un portavoce dell’azienda ha raccontato che Iryna era arrivata alla fermata accompagnata da qualcuno, e una volta salita a bordo (sola) sembrava ubriaca. A quel punto l’autista le aveva chiesto dove fosse diretta e le aveva presentato l’importo. Intanto la corsa era ripartita. Prima della fermata successiva l’autista le aveva chiesto se avrebbe pagato, e Iryna aveva risposto di sì. Durante la sosta successiva l’autista si era fermato per aiutare due passeggeri a depositare i bagagli, e in quel momento Iryna era uscita dal mezzo senza dire niente. I 20 passeggeri avevano assistito alla scena e nessuno ha parlato di lite tra il conducente e la giovane studentessa.

Secondo Alla Vashchenko dell’ufficio stampa della Polizia di Zhytomyr, i medici non hanno ancora confermato lo stato di ebbrezza della ragazza, anche se numerosi testimoni hanno confermato che Iryna fosse salita sul mezzo in stato di ubriachezza e che non vi è stata alcuna discussione col conducente.

La testimonianza di un amico

Il 24 gennaio sul sito 20minut.ua, sempre segnalato da Stopfake.org leggiamo che la polizia ha interrogato un ragazzo che si trovava in compagnia di Iryna fino al momento in cui aveva scelto di prendere l’autobus per andare a trovare sua madre. L’amico ha riferito che avevano passato la notte in giro per locali e che la ragazza aveva bevuto. Prima di partire aveva telefonato alla sorella, che le aveva sconsigliato di mettersi in viaggio a quell’ora, in quelle condizioni e con quelle temperature.

Tuttavia, i passeggeri confermano che la ragazza è scesa spontaneamente e non vi è stato alcun conflitto con il conducente. La stessa tesi è rafforzata dalla sorella, che alla Polizia ha riferito che Iryna l’aveva chiamata una volta scesa dal bus per comunicarle che stava tornando a casa, e non aveva fatto alcun riferimento al fatto che fosse stata costretta a scendere. A quel punto la ragazza ha tentato di attraversare il bosco, ma durante il percorso è precipitata in una buca, in mezzo al ghiaccio e con le forze compromesse dal freddo e dallo stato di ebbrezza, per cui non le è stato possibile mettersi in salvo. Le indagini, finora, parlano di incidente.

L’origine della disinformazione

Le notizie, come ricorda Stopfake.org, sono state distorte da un comunicato pubblicato il 23 gennaio da un attivista del movimento Stopcor, Alexander Ignatiev, che ha raccontato di esser risalito ai dettagli sulla morte della ragazza dopo aver parlato con un suo parente. Oltre a non rivelare le generalità del parente e tanto meno il grado di parentela che lo legava alla ragazza, Ignatiev sposta il discorso sul monopolio dell’azienda di trasporti sul territorio e riporta un post su Facebook in cui dicono che l’azienda dei trasporti pubblici ha causato la morte di almeno altre due persone, ma il post è stato rimosso.

La facoltà del Novádd-Volyn Medical College, dove la ragazza studiava, ha diffuso un comunicato di cordoglio per la tragedia sul sito ufficiale: «La ricordiamo come una persona allegra e amichevole, in sintonia con il dolore degli altri».

Parliamo di disinformazione, quindi, perché nel caso di alcuni quotidiani italiani è stata diffusa la notizia sulla responsabilità del conducente dell’autobus che avrebbe fatto scendere Iryna nel cuore della notte, obbligandola a percorrere a piedi un bosco dentro il quale ha poi incontrato la morte. La polizia locale, invece, ha ascoltato gli altri passeggeri che hanno riferito che Iryna si è allontanata spontaneamente dall’autobus, e non ha mai litigato con il conducente che, infine, non le ha mai intimato di scendere in quanto sprovvista di biglietto.

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