Bufera su Matteo Gazzini, coordinatore Lega negli USA: “Non c’è libertà se non puoi essere razzista”

di Redazione Bufale |

Matteo Gazzini
Bufera su Matteo Gazzini, coordinatore Lega negli USA: “Non c’è libertà se non puoi essere razzista” Bufale.net

Una vera e propria bufera quella che sta arrivando addosso a Matteo Gazzini, coordinatore della Lega negli Stati Uniti. Negli ultimi tempi ci sono state già delle uscite a vuoto sui social da parte di esponenti del Carroccio, come vi abbiamo riportato di recente, ma quella odierna forse le supera tutte. Soprattutto in un momento storico delicato come questo. Stiamo parlando del binomio composto da razzismo e libertà, con una sorta di metafora per la quale tutti si aspettano a questo punto una replica ufficiale da parte del Carroccio.

Cosa ha detto Matteo Gazzini della Lega su razzismo e libertà

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni nelle ultime ore a proposito di un presunto post pubblicato dallo stesso Matteo Gazzini. Analizzando la sua pagina Facebook, emerge effettivamente che il contenuto sia ancora online. E, non contento, stamane sono giunti chiarimenti che paradossalmente rischiano di aggravare ulteriormente la sua posizione. Andiamo con ordine e analizziamo quanto scritto in un primo momento:

Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile“.

Insomma, a detta di Matteo Gazzini, il fatto stesso che qualcuno neghi alle persone di essere razzista, rappresenterebbe un modo per negare le libertà altrui. Come accennato, è poi giunto un chiarimento tramite ulteriore post. Il coordinatore della Lega negli USA ha parlato di strumentalizzazione politica della sua prima uscita, affermando che un’opinione razzista, per quanto possa essere considerata deprecabile, non sia al contempo sufficiente per farci parlare di reato.

Dunque, Matteo Gazzini parla di libertà d’opinione anche nel momento in cui ci si ritrovi al cospetto di un atto razzista. Secondo il coordinatore della Lega tutto ciò che è scaturito dal suo primo post, rappresenta “fake news di odio riguardante un post che invece vuole fare solo ragionare“.

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