BUFALA Vladimir Putin introduce la pena di morte in Russia per stupratori e pedofili

di Luca Mastinu |

BUFALA Vladimir Putin introduce la pena di morte in Russia per stupratori e pedofili Bufale.net

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Ci segnalano questo articolo pubblicato da Il Boccalone il 4 Maggio 2016:

La camera alta dell’Assemblea federale Russa (il parlamento bicamerale della Federazione Russa), ha approvato all’unanimità un decreto legge fortemente voluto da Vladimir Putin, ovvero, l’introduzione della pena di morte per stupratori e pedofili. Dal 10 maggio 2016 chiunque venga accusato di stupro e abusi sessuali su donne e bambini verrà processato per direttissima e immediatamente …

Il Boccalone è chiaramente un sito satirico, dichiarato nel suo sottotitolo “La notizia per chi abbocca”. La fonte citata è Libero Giornale, che aggiunge:

La pena di morte è la massima forma di pena infliggibile al condannato. Chiamata anche pena capitale, consiste nell’uccisione di un individuo ordinata da un tribunale, in seguito ad una condanna.

Una decisione forte per contrastare una piaga della società. Secondo YURIKOCHETKOV, deputato del partito di maggioranza, si tratterebbe della risposta alle preoccupazioni della società davanti all’aumento dei crimini sessuali contro donne e bambini. Il disegno di legge approvato dalla Duma prevede la morte per iniezione di sostanze che bloccano il sistema nervoso centrale, portando il condannato a una fine lenta e inesorabile.

Secondo le ultime stime rese pubbliche dall’Interfax, il numero di stupratori e pedofili in Russia è cresciuto quattro volte negli ultimi dieci ani. Dal 2005 i crimini sessuali sono aumentati di quasi venti volte. Ricordiamo che la pena di morte ha radici molto antiche; infatti, si hanno prove della sua applicazione fin da popoli come Babilonesi, Egizi, Greci e Romani. Essa è poi tuttora applicata in numerosi Stati avanzati, come ad esempio gli Stati Uniti d’America.

Libero Giornale, nel disclaimer, annuncia che “Satira e Finzione sono la nostra missione”. A sua volta Libero Giornale cita il blog La Res Publica come fonte. Nonostante l’evidente satira, c’è chi condivide la notizia spacciandola per vera. Insomma, è sempre un Vladimir Putin che fa cose. Dopo la costante disinformazione sulla Russia che introduce la castrazione chimica contro i pedofili spiegata da Shadow in questo articolo, ora è la volta della pena di morte. Putin fa sempre gola nell’ideale dell’utenza media che lo vuole giustiziere contro Islam, immigrati, pedofili e criminali in generale.

Insomma, l’articolo del Boccalone è una chiara bufala. Lo conferma l’inesistenza di un riscontro delle testate ufficiali nazionali e internazionali, l’inesistenza di un deputato del partito di maggioranza che risponda al nome di Yuri Kochetkov e sopratutto nessun riferimento nell’agenzia russa di stampa Interfax.

Per quanto riguarda la pena di morte in Russia possiamo fare riferimento a questo articolo del Corriere della sera datato 30 Ottobre 2009:

L’ultima esecuzione capitale in Russia avvenne nel settembre 1996 a Mosca. Dopo di che il presidente Boris Eltsin firmò un decreto per la riduzione graduale della pena di morte. Successivamente la Corte Costituzionale il 2 febbraio 1999 introdusse la moratoria, tuttora in vigore, con la motivazione dell’assenza di una giuria in molti tribunali. Attualmente solo Cecenia non ci sono giurie, ma dovrebbero essere reintrodotte dal 1° gennaio. Secondo il primo vice presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza, Mikhail Grishankov, il problema non è legale, ma politico: «Molti cittadini sono favorevoli alla pena di morte, ma ci sono avvocati che ritengono la pena di morte incapace di fermare il problema della criminalità. Si tratta di una questione di consenso sociale e di soluzioni politiche».

Nelle parole del senatore Igor Morozov riportate in questo articolo di RaiNews pubblicato il 7 Aprile 2014, una moratoria sulla pena capitale è imposta sulla Russia per consentire la sua adesione al Consiglio d’Europa. Mancando questa adesione, la pena di morte potrebbe essere reintrodotta.

Bufala, dunque. Nessun riscontro.

Yuri Kochetkov inoltre non è un deputato del partito di maggioranza, ma un fotografo al soldo della EPA, un’agenzia pressphoto con sede a Francoforte, in Germania.

kochetkov

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