BUFALA Non è Auschwitz, sono ucraini sotto il regime comunista! – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Non è Auschwitz, sono ucraini sotto il regime comunista! – bufale.net Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una foto virale di “ucraini sotto il regime comunista”, che rimbalza di pagina in pagina nella galassia identitaria in un perverso argomento contro la Giornata della Memoria.

I presunti prigioneri ucraini sotto il regime comunista
I presunti prigioneri ucraini sotto il regime comunista

 

Francamente, il sottoscritto non avrebbe neppure voluto effettuare questo semplicissimo fact checking, e per una volta, prova un sincero ed incolmabile disprezzo verso chi ha trovato necessario sottopormelo, persone cui dedicherebbe la poesia scritta da Primo Levi in Se questo è un uomo che chi ha pazienza leggerà in calce a questo articolo.

Immaginate, per capire perché questo fact checking sia, di fatto, del tutto irrilevante, il funerale di una persona a voi cara.

Siete lì, state leggendo l’elegia funebre di vostro nonno, ed un soggetto corre verso il pulpito, vi spintona e comincia a berciare tra urla e sputazze scintillanti nel timido Sole che filtra tra le vetrate gotiche

Potreste civilmente spiegargli perché, ad esempio, celebrare il funerale di vostro nonno non impedisce il ricordo di suo cugino.

Potreste civilmente spiegargli che magari, se aveste conosciuto suo cugino, al suo funerale ci sareste pure andati.

Potrste civilmente spiegargli che non c’è bisogno di scaldarsi, che non è colpa vostra se vostro nonno è morto e merita anche lui di essere ricordato anziché essere buttato in una fossa settica.

Ma vi capiremmo se buttaste giù dal pulpito l’importuno rudemente apostrofandolo con le parole più dure ed umilianti, decidendo di deridere la memoria del cugino e di tutta la sua stirpe fino alla settima generazione precedente, facendolo portare via di forza.

BUTAC si è occupato tra i primi di questo Fact Checking sulle foto di ucraini sotto il regime comunista, con un articolo molto, molto interessante che parla dell’Holodomor, una carestia che si abbattè sull’Ucraina degli anni ’30 e che, mentre gli Ucraini ad oggi considerano artificiosamente creata dall’URSS come forma ritorsiva, la comunità internazione ritiene una triste occorrenza naturale (un disastro naturale, quindi, come molte carestie sono avvenute negli anni) che probabilmente una gestione oculata e maggiormente curata avrebbe potuto evitare ma che al momento, senza il consenso unanime della comunità internazionale, non è imputabile ad azioni commissive dell’URSS (ancorché, secondo l’Unione Europea, non meno un crimine di guerra).

Al massimo, ad omissioni.

Quindi, ammettendo che la foto parli di ucraini sotto il regime comunista, sarebbe già inesatto descrivere l’Holodomor come un genocidio causato, al pari dell’Olocausto.

Anche se, come ricorda BUTAC, giustamente aggiungiamo noi, non possiamo certo dire che non siano esistite tutte le distorsioni storicamente accertate in Unione Sovietica.

Per quelle non storicamente accertate, lasciamo la palla al turpe complottismo.

Ma quella foto, semplicemente, non è una foto di ucraini sotto il regime comunista.

È stata strappata di peso alla mostra fotografica di Sergio Coalova. E lasceremo che Coalova si introduca con le sue stesse parole

Tenete bene a mente le parole evidenziate: a raccontare il vero non si viene creduti.

Specialmente se chi racconta il falso ottiene invece migliaia di click, condivisioni e gente che, anziché fare una breve ricerca su Internet (Dio non voglia che visitino mai un museo!) appare tronfia a chiederci lumi come se una foto facesse la differenza e consistesse in una licenza in bianco per dimenticare.

La foto in particolare è la 23 nella raccolta pubblicata online della mostra.

Titolata non ucraini sotto il regime comunista, bensì Mathausen. Prigionieri di guerra russi.

La presunta foto di "ucraini sotto il regime comunista", in realtà prigionieri di guerra russi
La presunta foto di “ucraini sotto il regime comunista”, in realtà prigionieri di guerra russi

Siete caldamente tutti pregati, almeno come ricompensa e risarcimento per averci costretto a sottoporre a fact checking una premessa così ripugnante come “siccome al mondo ci sono tanti morti, non dovreste ricordare l’Olocausto!!!”, di aprire il link alla galleria fotografica e leggere i link di approfondimento.

Che parlano anche del fatto che, come avreste ben saputo leggendo i nostri precedenti articoli al riguardo, nel Giorno della Memoria, quindi durante le celebrazioni per non dimenticare la brutalità dell’Olocausto, si tiene ben presente come le vittime di quel momento terribile della storia furono non solo ebrei, ma ogni minoranza che non andasse a genio al sadismo di Hitler, come omosessuali, zingari, prigionieri di guerra americani ma spesso russi, minorati mentali e, sostanzialmente, ogni essere umano che non fosse aderente allo specimen di arianità.

E gli ucraini sotto il regime comunista? Quanto ai russi scopriamo nel testo come

Le categorie di russi ed ebrei, tra i prigionieri si intersecavano: i prigioneri di guerra Russi che ebbero la sfortuna di essere scoperti ebrei furono oggetto di brutalità ritorsive da parte del Reich morente, sotto il volere di Gerarchi che, ebbri del loro sogno violentemente nazionalista, non avrebbero mai sopportato di arrivare vivi ad un futuro dove, sconfitti e piegati, sarebbero stati giudicati dagli “inferiori” che sognavano di cancellare dal loro “Popolo Puro” e per questo decisero di infliggere loro il maggior numero di perdite umane.

Fortunatamente, il Terzo Reich alla fine fu fermato e distrutto come meritava, ma il prezzo della pace resta l’eterna vigilanza.

Vigilanza anche dinanzi a condivisioni come quella che ci consente di affermare la falsità della “ucraini sotto il regime comunista”.

Falsità che non definiamo neppure disinformazione, termine che sarebbe inadatto a descrivere l’operazione volutamente ideologica ottenuta strappando una foto al suo consenso e ribaltandola in modo crudele nel suo opposto polare, allo scopo di vilificare la stessa occasione culturale (un museo per preservare la memoria della Shoah) in cui è stata esposta.

Ripetendo, non sarebbe stato neppure necessario esporre la falsità del meme per rigettarne il messaggio di crudele oblio, ma essendoci costretto, vi lascio con la promessa poesia.

Ricordatevele, scolpitele davvero nel vostro cuore: o almeno, non chiedeteci di asseverare inutilità come immaginarie foto di ucraini sotto il regime comunista all’apposito scopo di svilire il Giorno della Memoria.

Che non vi impedisce di ricordare chi volete, peraltro.

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