BUFALA Il Re non stringe la mano a chi rovina l’Italia – Bufale.net

di Fabio Pisa |

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Commuove quasi lo sfogo del re norvegese in conferenza stampa, dopo aver incontrato il premier italiano Matteo Renzi. L’incontro è stato reso celebre dal fatto che il re si è rifiutato di stringere la mano al premier. Inizialmente sembrava solamente una svista, ma poi è arrivata la conferma durante la conferenza stampa. «Renzi pensa solo agli immigrati e agli omosessuali, invece di pensare ai marò e alle famiglie italiane», ha affermato il re in maniera solenne, «è arrivato il momento di dire basta».

Tali affermazioni hanno causato un boom di polemiche, e alcuni politici norvegesi hanno addirittura chiesto le dimissioni del re norvegese: «queste affermazioni sono gravissime, e non sono degne di essere pronunciate dal re», ha affermato il ministro dell’integrazione norvegese Adam Olsen, chiedendo quindi le dimissioni ufficiali del re. Ma non sono mancate le parole di supporto, soprattutto dal premier russo Vladimir Putin, che ha definito il re “coraggioso”: «È un uomo coraggioso che ha saputo schierarsi con l’asse della resistenza contro il new world order. La Norvegia è l’unico paese dell’Europa che resiste».

Segnaliamo la notizia pubblicata ieri dal sito “ilquotidaino.com” (non vi sono errori di battitura), dal titolo: “Non ho stretto la mano a Renzi perché sta rovinando l’Italia. Il Re di Norvegia, Harald V, si sfoga in conferenza stampa”.  All’interno di questo articolo, leggiamo anche che, queste affermazioni hanno “causato un boom di polemiche e alcuni politici hanno chiesto le dimissioni del Re”. Il presidente Valdimir Putin (che nelle bufale non manca mai), avrebbe addirittura definito il Re come  “uomo di coraggio che ha saputo schierarsi con la resistenza contro il NWO (Nuovo Ordine Mondiale)”.

Ovviamente si tratta di una bufala di colui che si auto definisce “L’unico vero quotiDAIno satirico indipendente”. C’è da dire che di satirico vi è ben poco, pur partendo da un fatto reale: il re di Norvegia non ha stretto la mano a Renzi. La notizia, tuttavia, è stata decontestualizzata ed inserita in un articolo che contiene parti inventate di sana pianta. Secondo il Quotidaino, infatti, il Re si sarebbe sfogato in conferenza stampa motivando la mancanza del saluto come un rifiuto di dare la mano a chi sta, a suo parere, rovinando il nostro Paese (con conseguenti, quanto false, polemiche politiche). L’articolo, in puro stile Quotidaino, è impostato in maniera sensazionalistica per fare colpo ed “acchiappare” lettori, traffico web e magari like e condivisioni.

Si tratta quindi di una notizia bufala di un sito “satirico” che, a quanto pare, risulta virale ed è stata riproposta, con gli stessi contenuti eclatanti su diverse pagine e gruppi sui social, arricchita di titoli vari e fantasiosi e dell’immancabile “il Popolo e gli Italiani devono sapere ciò che i media censurano”: Alcuni dei titoli di questa mattina sono ” L’affronto del Re di Norvegia a Renzi”, “Renzi non si fa rispettare dal Re di Norvegia”, “Il Re che ci umilia”. La notizia rischia di essere riproposta come veritiera da qualche testata giornalistica blasonata. La realtà è che, si che si è trattato di un “incidente” dovuto al mancato rispetto dell’”etichetta” diplomatica.

Il protocollo, infatti, prevede che, quando ci si rivolge ad un Sovrano nel salutarlo, si deve attendere che sia lui a offrire la mano propria mano e nel caso di una conversazione, che sia lui ad iniziarla.

Certamente l’errore è stato del Presidente del Consiglio e del suo staff che, per distrazione o per errore, non ha rispettato, il protocollo diplomatico di fronte ad un Reale.

Quindi, se vi doveste trovare davanti una “testa coronata”, ricordatevi di seguire l’etichetta e se non la conoscete, provate a cimentarvi in una ricerca sul web. Attenzione, la ricerca potrebbe provocarvi forti giramenti di testa, dovuti al fatto che l’etichetta, in questi casi, prevede una serie infinita di modalità di comportamento.

 

Ai fini puramente informativi, aggiungiamo che la stretta di mano tra Renzi e Harald V c’è stata più volte nel corso dell’incontro, quella “mancata” a cui si fa riferimento nell’articolo è proprio dovuta all’etichetta.

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