BUFALA Il Potere della Ghiandola Pineale – bufale.net

di Shadow Ranger |

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Ci è stato sottoposto questo filmato, in realtà la trascrizione audiovisiva di un testo già apparso su altre fonti, leggibile in forma testuale ad esempio qui.

Siamo di fronte anche in questo caso ad un esempio di bufala combinata, un Lego di vecchie bufale combinate a nuove.

In questo caso, più che di potere della ghiandola pineale bisognerebbe parlare del floruro di sodio, da sempre centro nevralgico del complottismo mondiale assieme ad altre sostanze scelte a caso, dalla farina allo zucchero passando per il povero sale da cucina, e del curioso tentativo di aggiungere la perdita di superpoteri agli effetti collaterali dello stesso.

Ma andiamo con ordine, perché di carne al fuoco ce ne é tanta.

La ghiandola pineale è infatti una ghiandola endocrina sita nel cervello dei vertebrati, soggetta a fisiologica calcificazione col passare del tempo (cosa importante: ci torneremo) e deputata alla secrezione di melatonina. Sostanzialmente la ghiandola pineale è corresponsabile del ritmo circadiano e del ciclo di sonno/veglia. Una funzione senz’altro importante, ma che sin dall’era Rinascimentale ha solleticato la fantasie dell’uditorio: anche Cartesio, non senza gli inevitabili errori dovuti alle ridotte conoscenze di biologia dell’epoca, immaginava che, dovendo per forza coniugare una visione meccanicistica del corpo umano alla visione religiosa del corpo come “macchina di carne cui Dio ha infuso l’anima”, l’anima dovesse essere localizzata da qualche parte. E la inserì, arbitrariamente, nella ghiandola pineale, aprendo involontariamente la stura all’adozione, da parte della Teosofia e di altre correnti esoteriche, della Ghiandola Pineale come Terzo Occhio spirituale dai superpoteri, descritti nel filmato come la capacità di

controllare i pensieri e le azioni di persone nel mondo fisico sapendo cosa stanno pensando in ogni momento nel nostro mondo fisico

In pratica, l’essere umano nascerebbe munito del potere del famoso Charles Xavier, personaggio dei film e dei fumetti degli X-Men sempre in lotta col malvagio Magneto per difendere coi suoi fedeli X-Men gli umani dai mutanti malvagi, ed in qualche modo delle forze oscure lo priverebbero di questa strabiliante abilità.

E qui torna il Floruro di Sodio, protagonista del complottismo sin dai tempi in cui, ne Il dottor Stranamore il generale Jack D. Ripper lamentava i tentativi dei suoi nemici di “rubargli i fluidi corporei” attraverso il floruro di sodio.

La genesi medica del Floruro di Sodio è in realtà assai semplice, e risale al Texas del 1930, dove i dentisti cominciarono a studiare, sia pur senza conoscerne ancora il nome, una condizione nota come fluorosi: molti Texani soffrivano infatti di un disturbo cosmetico noto come Denti Texani. Il loro sorriso era, per quante cure gli dedicassero, sempre giallastro o marrocino come quello di un accanito masticatore di tabacco, ma, a parità di ogni altra condizione i texani afflitti da questo imbarazzante disturbo cosmetico avevano una inferiore incidenza cariosa.

Il colpevole fu prontamente identificato nel fluoruro di sodio, il sale dell’acido fluoridico, in grado di favorire la remineralizzazione dei denti. La colorazione giallastro/marroncina veniva data da una espozione costante, esorbitante rispetto alle dosi necessarie per trarne beneficio e localizzata nei primi anni di vita: se la prima soluzione proposta dall’Asssociazione Dentistica Americana fu aggiungere quantità regolate del fluoruro all’acqua di rubinetto, non così avviene in Europa: la soluzione ritenuta ottimale è introdurre una quantità di fluoruro in dentifrici e colluttori per adulti (quando ormai la struttura minerale dei denti è ormai formata), formulando specifici colluttori e dentifrici per bambini a ridotto, se non assente, contenuto del prezioso minerale all’apposito scopo di evitare una sovraesposizione con un danno estetico.

L’introduzione, ricordiamo solo in America, del fluoro nell’acqua di rubinetto sin dal dopoguerra suscitò le più svariate immaginazioni: nacquerò così leggende metropolitane relative al floruro usato come tranquillante nei campi di concentramento (falso: tutte le fonti al riguardo, come evidenziato nell’articolo menzionato, sono tratte da un anonimo estratto di una pubblicazione complottista Australiana di vent’anni fa, priva di fonti), per inibire intelletto e vitalità sessuale (riportata, quest’ultima, comicamente nello sketch del Dottor Stranamore) ed ogni altro effetto nocivo possibile, immaginabile e mai riportato dalla comunità scientifica.

La cosa che ci va più vicina è un paper pubblicato da J. Luke, ribattezzato nel testo proposto “Jennifer Luca” per motivi a noi ignoti, nel quale, esaminate ghiandole pineali estratte da soggetti ovviamente defunti e ovviamente aged, quindi anziani, ha riscontrato in ciascuna di esse una cospicua calcificazione (ovvio: non avevamo detto che la ghiandola pineale, fisiologicamente, calcifica con l’età?) ed una percentuale di fluoruro superiore a quella contenuta nelle ossa.

Superiore a non significa esorbitante.

E già il fatto che i soggetti esaminati siano arrivati a tarda età senza sintomi di rilievo dovrebbe essere un indice dell’allarme quantomento esagerato.

Per questo alla prima parte dell’appello consegue: quali sintomi potrebbero aver avuto dei soggetti arrivati a tarda età dopo una vita lunga e senza particolari problemi?

Semplice: avrebbero potuto avere poteri psichici pari a quelli del Professor X e combattere il malvagio Magneto coi loro poteri telepatici di controllo della mente e del pensiero altrui, ed invece hanno dovuto accontentarsi di una vita normale e con denti sani e robusti.

Beninteso, gli appelli contro il fluoruro sono destinati a ritornare alla ribalta anche negli anni a venire… ci chiediamo solo quale sarà il prossimo razionale offerto.

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