BUFALA Fumatori dite addio alle sigarette, a breve saranno ritirate dal mercato 70 marche: ecco quali – bufale.net

di Shadow Ranger |

sigaretteritiroCi segnalano i nostri contatti una notizia targata last-webs con oltre 44mila condivisioni in pochi mesi e che continua ininterrotta a circolare:

Sigarette, 70 marche rischiano il “ritiro” ROMA – Tempi duri per i fumatori accaniti. Entro nove mesi, ben 70 fra le piu’ note marche di sigarette potrebbero diventare introvabili perche’ fuori legge.
Dal 31 dicembre di quest’anno il contenuto di catrame delle “bionde” non dovra’ superare i 12 milligrammi, contro i 15 permessi attualmente. Lo stabilisce una legge del febbraio 1992, che recepiva una direttiva Cee di due anni prima.

Per il momento a rischiare di uscire forzatamente dal mercato, che adesso propone oltre duecento tipi di sigarette diverse, sono marche come Marlboro, Camel, Lucky Strike, Gauloises, Stop, Chesterfield, Nazionali e Super senza filtro, da sempre fra le preferite dei fumatori. Ma alla data fatidica le case produttrici non si faranno trovare impreparate: “E’ ovvio che ci adegueremo. Abbiamo gia’ ridotto il catrame per Marlboro, Diana e Chesterfield, ne ha gia’ dato notizia anche la Gazzetta ufficiale in questi giorni”, spiegano alla Philip Morris. “Ormai siamo sui 13 milligrammi e per dicembre scenderemo ai 12 richiesti dalla legge”.

Sempre secondo la Gazzetta ufficiale, che pubblica i decreti emessi dai Monopoli dopo le verifiche sulla quantita’ di catrame di ciascun tipo di “bionda”, fra le marche piu’ lontane dal limite dei 12 milligrammi ci sono le Camel, le Lucky Strike, le Pall Mall Ks, le Dunhill international e le Stop senza filtro, tutte con 15 milligrammi. Appena piu’ leggere, con 14,9 milligrammi, sono le mitiche Gauloises e Gitanes Caporal. Quella che entrera’ in vigore all’inizio dell’anno prossimo e’ solo la seconda fase della legge: il 1o gennaio 1993 era entrato in vigore il divieto di vendere sigarette il cui contenuto di catrame fosse superiore ai 15 milligrammi.

Per i trasgressori erano previste multe fino a 100 milioni e l’arresto fino a due anni. Intanto il consumo di sigarette ha subito una leggera flessione nell’ultimo anno. Secondo il piu’ recente rapporto Eurispes, le vendite di tabacchi e alcol hanno risentito, anche se meno di altre voci di spesa delle famiglie italiane, della generale contrazione dei consumi: il calo ha superato di poco il 5 per cento, ma in maniera diversa a seconda delle zone geografiche.

Se nel Nord – Est a comprare meno sigarette sono stati quasi il 13 per cento degli abitanti, nel Sud e nelle isole solo due fumatori su cento hanno deciso di ridurre il loro attaccamento alla nicotina.

La fonte dell’articolo è indicata nel portale Supernotizie, ma già in un passato articolo di un anno fa ci eravamo occupati della questione rilevando come l’articolo-fonte fosse in realtà un brano del Corriere della Sera del 4 aprile 1997.

Sostanzialmente la catena degli eventi è la seguente: nel 1997 un articolo del Corriere della Sera paventa il rischio per alcune marche di sigarette di uscire dal mercato se non si fossero riportate ai nuovi standard richiesto.

Ovviamente, tale rischio viene superato, datosi che nel 2015 quelle marche sono ancora in vendita.

Un sito virale scopre il vecchio articolo e modifica l’elemento datario inventandosi che tale uscita al mercato sarebbe dovuta avvenire nel 2016.

Il 2016 arriva e, puntualmente, siccome essendo una bufala era palese che non sarebbe accaduto niente nuovamente un altro viralizzatore decide di rimaneggiare l’elemento datario trasformando quello scomodo 2016 in un laconico a breve.

Ma resta sempre, evidentemente, la stessa bufala di sempre.

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