BUFALA Base Aliena sull'Asteroide 433 Eros – Bufale.net

di Juanne Pili |

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base aliena

Misteriosa base aliena immortalata sull’asteroide 433 Eros dalla missione NEAR, tanti anni fa, torna a far parlare di se in Rete.

Tutto parte da un video pubblicato nel canale YouTube di Streetcap nel dicembre 2013. La “struttura” è ben rappresentata nell’immagine PIA02912 catalogata e descritta nel giornale online del JPL della NASA.

Quest’anno, il 26 agosto, Scott C. Waring ricicla questa suggestiva immagine, che grazie anche ad un gioco di artefatti fotografici dovuto ad un uso criminoso dello zoom, una sorta di base aliena, la cui forma sta nel mezzo tra un cannone ed un apparato genitale maschile; secondo Waring si tratterebbe di una astronave.

«This is an older discovery by Streetcap1, but its one of his more historical ones, so I wanted to post it again. A few years back he was looking at Euros Asteroid and found a structure on the surface. This looks like a ship that was created for a specific purpose…mining on the asteroid. Not sure how this one slipped past NASA, but sure glad Streetcap1 has our backs».

Avevamo già pizzicato Scott Waring nel caso della madonnina marziana ed anche qui i giochi d’ombre vanno la loro porca figura. Il blog Noi e gli Extraterrestri anticipa di tre anni il Waring regalandoci ulteriori suggestioni. L’autore lavorando su foto a bassa risoluzione riesce a far “emergere cose”:

«Ad un certo punto sull’estremità del sasso si vide un luccichio metallico e “qualcosa” di colore grigio-biancastro, molto evidente sul fondo giallo dell’asteroide. In quell’istante la telecamera della sonda smise di trasmettere e riprese a farlo in BIANCO E NERO solo dopo aver “oltrepassato” l’asteroide di oltre 100 km. Da quel momento nacque in questo astrofilo la voglia di vederci “chiaro”. La Nasa nel suo sito (http://near.jhuapl.edu/) inserisce, qualche tempo dopo, alcune centinaia di foto scattate dalla sonda Near, un’accurata selezione di oltre 600.000 immagini. Ma le foto inserite sul sito sono volutamente scure, contrastate, a bassissima risoluzione, difficilmente studiabili senza un discreto lavoro digitale. Conosciutici in un forum di misteri, decisi di dare una mano a Pilolli, avendo una certa dimestichezza con le foto e con i programmi di post-produzione (sia per passione che per lavoro). Cominciai a schiarirle, ingrandirle, aumentarne la nitidezza… e finalmente emersero “cose” ed oggetti che la Nasa aveva evitato accuratamente di indicare nei suoi rapporti, pur lasciandole in vista nelle “poche” foto che ha deciso di mettere in rete. Questo articolo è la sintesi del mio lavoro di studio digitale sulle foto che sono ancora visibili sul sito della Nasa (e quindi verificabili da chiunque voglia farlo)».

Certamente schiarire, ingrandire ed “aumentare la nitidezza” di immagini a bassa risoluzione può farci vedere tutto ed il suo contrario, specialmente se non abbiamo sufficienti informazioni sulla conformazione di tutto il paesaggio circostante. Conoscere le insidie a cui l’era della fotografia digitale ci espone sarebbe d’aiuto. Suggeriamo a tal proposito la visione di un convegno tenuto da Paolo Bertotti nel 2012: Inganni misteriosi della fotografia digitale.

Tali forme sembrano “anomale” decontestualizzando quella che in realtà è una conformazione tra tante. Per fortuna anche noi abbiamo il nostro Scott (Scott Brando, Ufoofinterest) ed assieme abbiamo dato un’occhiata all’archivio delle foto scattate da NEAR.

Ci danno un’idea della forma tipica delle rocce e di come si formano le ombre. (cfr. Link1; Link2; Link3) Molto gioca il contrasto tra una superficie dominata dalla regolite (più scura) e ciò che a causa di impatti con altri asteroidi viene fatto emergere in superficie (più chiaro). Aggiungendo un pizzico di pereidolia ci si può trovare davvero di tutto.

Divertitevi anche voi a trovare la vostra base aliena attraverso questo mosaico.

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