BUFALA E ALLARMISMO Tecnologia Wifi: un killer silenzioso che ci uccide lentamente

di Luca Mastinu |

Ci segnalano un articolo pubblicato sul sito SalutEcoBio:

Oggi siamo letteralmente dipendenti da internet ed in particolare dalla rivoluzione della connessione WiFi, senza fili, grazie alla quale è possibile collegarsi in rete in qualunque angolo della casa e perfino in strada.

Nonostante i produttori di router wireless debbano rispettare specifiche norme per tutelare la salute degli utenti, ad oggi non si ha ancora la certezza rispetto alle conseguenze che questa tecnologia riserva al nostro organismo.
Basta chiedersi, per avere un’idea di cosa stiamo parlando, in che modo i dispositivi come smartphone, tablet e computer interagiscono con il router. Ovviamente è noto: ciò avviene attraverso la trasmissione di segnali WLAN (onde elettromagnetiche).
In altre parole, siamo circondati da onde elettromagnetiche provenienti da ogni dove – e ciò non può che influire sul nostro corpo. Secondo uno studio condotto dalla British Health Agency, i router senza fili hanno un impatto negativo sulla crescita dell’essere umano e sulla vegetazione.

Le conseguenze dell’esposizione al WiFi:

scarsa capacità di concentrarsi
disturbi del sonno
mal di testa cronico
disturbi all’udito
stanchezza cronica

Le nuove tecnologie hanno un ruolo fondamentale nelle nostre vite, dunque sconsigliare l’utilizzo delle connessioni e dei dispositivi wireless risulta alquanto anacronistico e fuori dalla realtà attuale. Proprio per questo motivo, ciò che resta da fare è prendere qualche precauzione per ridurre il danno subito dal nostro corpo.

A casa non posizioniamo il router nella camera da letto o in cucina, essendo queste le stanze in cui si trascorre gran parte del tempo all’interno di un’abitazione. Quando non in uso, semplicemente spegniamo il router: in questo modo evitiamo di esporre noi e la nostra famiglia ad inutili onde elettromagnetiche. Inoltre, se a casa utilizzate un solo computer per navigare in internet, spegnete la funzione WiFi e collegate il router al pc attraverso un cavo. Infine, prima di andare a dormire scollegate tutti i dispositivi wireless.

Il 2 Settembre e il 18 Novembre 2014 già avevamo smentito le bufale sui danni del WiFi, diffuse per rispondere al bisogno di leggende metropolitane viralizzabili.

Oggi ritorniamo sull’argomento con l’analisi di un nuovo articolo, che cita come fonte il blog Pianeta Donna. Un maldestro tentativo di dare veridicità alla notizia riportata è la citazione dell’ennesimo studio scientifico condotto, questa volta, dalla British Health Agency. Tralasciando il refuso, la Health Protection Agency (HPA) non ha mai attribuito alla wireless una minaccia per la salute. Di più, Punto Informatico in un articolo intitolato “UK: il WiFi non è il male“, riporta una dichiarazione che Gillian Merron, ex Ministro responsabile della sanità pubblica presso il Dipartimento della Salute, aveva rilasciato già dal 2009 su TgDaily. Merron riportava i dati di uno studio condotto, appunto, dall’Health Protection Agency (HPA) e che dimostrava la totale assenza di riscontro del pericolo dovuto all’esposizione prolungata alle onde radio. Lo studio dell’HPA approfondiva ulteriormente ed è stato ulteriormente sintetizzato in un articolo della Public Health England (PHE).

La potenza del segnale – si legge – non supera i 100 milliwatts sia nel computer che nel router ed è addirittura più debole di quella contenuta nei dispositivi mobili. Le frequenze usate nel segnale wireless sono le stesse della radio FM e delle stazioni TV. Sul Telegraph leggiamo inoltre che lo stesso studio era stato condotto nel 2015 dalla International Agency for Research on Cancer (IARC), che rappresenta una parte dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS). Lo studio dimostrava che il rischio per la salute attribuibile alle tecnologie wireless è classificabile come 2b, lo stesso in cui vengono inclusi caffè, carpenteria e sottaceti. Il livello di energia è dunque ben lontano da arrecare danni al DNA.

Infine, l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha messo a disposizione un documento a tema. Tra le conclusioni leggiamo che nel complesso dei dati accumulati non emerge alcun effetto sulla salute, fosse questo a breve o a lungo termine. Le reti wireless producono segnali più bassi rispetto alle stazioni radio base, senza alcun effetto nocivo per la salute.

Bufala, dunque, con un contorno di allarmismo per comporre una portata succulenta fatta di leggenda metropolitana e inattendibilità.

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