ALLARMISMO A Catania non andate all’ospedale Garibaldi Vecchio, è infestato di Tubercolosi e Scabbia – bufale.net

di Redazione-Team |

ALLARMISMO A Catania non andate all’ospedale Garibaldi Vecchio, è infestato di Tubercolosi e Scabbia – bufale.net Bufale.net

Il dramma umano della Diciotti si porta dietro un codazzo di allarmi di ogni tipo, compresi quelli legati a malattie sopite come Tubercolosi e Scabbia

Attenzione

A Catania non andate all’ospedale Garibaldi Vecchio +++

urgente fate girare evitate il Garibaldi vecchio infestato di tubercolosi e scabbia++++

È dato assodato che l’Ospedale Garibaldi si sia occupato della gestione degli sbarcati dalla Diciotti, tra cui effettivamente persone affette da scabbia e malattie respiratorie, aggravate dal forte stato di prostrazione fisica.

È abbastanza da indurre allarmismo nella popolazione? Affatto, anche perché la gestione dei malati di scabbia e tubercolosi è stata effettuata dalla struttura in modo idoneo ed ineccepibile, come anticipato ai microfoni di Catania Today a seguito di queste “indiscrezioni

I trasferimenti nell’ospedale Garibaldi di Catania dei migranti fatti sbarcare per emergenza sanitari sono “stati attuati seguendo le procedure per l’isolamento di pazienti potenzialmente affetti da patologia infettiva a diffusione per via aerea”. Lo precisa il dottore Sergio Pintaudi, referente regionale per il biocontenimento e sicurezza sanitaria regionale – Medevac, direttore del dipartimento di Emergenza e di Rianimazione del nosocomio. In una nota diffusa dall’ospedale dopo che il Codacons ieri aveva contestato i livelli di sicurezza, il dottor Pintaudi spiega che i pazienti sono stati trasferiti “in ambulanza dedicata della Cri, facendo indossare ai sospetti pazienti la prescritta maschera di isolamento denominata FFP3”, che il loro trattamento al Garibaldi “è stato effettuato da personale dedicato ed appositamente formato e dotato degli appositi dispositivi di protezione individuale che dopo l’uso vengono eliminati in modalità specifica, all’interno della camera ISOARK, appositamente allestita in zona dedicata del Pronto Soccorso, dotata di accorgimenti specifici quali trattamento dell’aria in pressione negativa trattata mediante filtri Hepa e flussi laminari”.

E che “il ricovero dei pazienti affetti da patologia infettivo-diffusiva è stato disposto nella Struttura di Malattie Infettive in camere singole di biocontenimento a pressione dell’aria negativa”. “Pertanto – osserva il dottore Pintaudi – ritengo di poter rassicurare il responsabile del Codacons e i concittadini catanesi che i protocolli seguiti da tutti gli operatori intervenuti Usmaf-Sans, Cri, Sanitari dell’Ospedale Garibaldi sono quelli elaborati e previsti per i casi occorsi su nave Diciotti, che l’iter del trasferimento e quello del trattamento non ha mai messo in pericolo né la popolazione né gli altri utenti dell’Ospedale e lo ringrazio per avermi dato l’opportunità di rappresentare alla popolazione il grado di avanzata capacità sanitaria che la nostra regione ha sviluppato nel settore della Sicurezza Sanitaria. Colgo infine – chiosa il dotte Pintaudi – l’occasione per ringraziare l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, per aver condiviso e supportato con la sua presenza gli operatori sanitari

Abbiamo già visto in passato come il contagio della scabbia sia assai difficile da ottenere, nonché come la scabbia non abbia alcun bisogno degli immigrati per restare endemica sul suolo italiano.

Quanto alla tubercolosi, era in tempi non sospetti il dottor Garattini a ricordati come la stessa non costituisca affatto un allarme.

Gli ospedali hanno tutti gli strumenti per curare le forme maggiormente diffuse della stessa, ed effettuare una corretta profilassi che inibisca e limiti il contagio.

Al contrario, fomentando facili allarmismi su Facebook si rischia di allontanare i cittadini da un presidio sanitario essenziale come gli ospedali, fomentando sfiducia e panico, con tutte le deleterie conseguenze del caso.

Potete pertanto cessare la diffusione di ogni contenuto allarmistico: condividete invece la puntuale smentita dell’ospedale.

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