Boldrini chiede a gran voce sgombero dei senza casa italiani: decine di bambini a rischio

di Luca Mastinu |

Boldrini chiede a gran voce sgombero dei senza casa italiani: decine di bambini a rischio Bufale.net

La strategia acchiappaclick di Tg Quotidiano continua a collezionare magre figure sia per gli autori che per gli affezionati lettori. Il 14 novembre tornano su Laura Boldrini con un articolo il cui titolo l’accusa di chiedere a gran voce lo sgombero dei senza casa italiani, mettendo in mezzo il rischio di tanti bambini.

Laura Boldrini / Vincenzo Livieri – La Presse

La notizia, in realtà, interessa ben due casi messi a confronto.

Lo sgombero del centro Baobab

All’alba del 13 novembre, a Roma, è stato sgomberato il centro Baobab. Lo ha reso noto Repubblica. Il centro Baobab, in piazzale Maslax nei pressi della stazione Tiburtina, ospitava una tendopoli con 150 immigrati presenti al momento dello sgombero, ed era gestito dai volontari di Baobab Experience. La polizia, giunta sul posto con i blindati, ha invitato tutti i presenti a lasciare immediatamente l’area. Il centro aveva la funzione di punto di raccolta per i migranti in transito. Poco dopo, una ruspa ha cominciato ad abbattere i capannoni.

120 degli ospiti della tendopoli sono stati condotti presso l’ufficio immigrazione della Questura di Roma, mentre altri 30 in possesso di reali documenti di riconoscimento sono stati fatti allontanare.

I volontari di Baobab Experience hanno aggiornato in tempo reale il profilo Twitter per riportare gli sviluppi dell’operazione e continuano ad aggiornare come un diario il comunicato sul sito internet ufficiale. Sui canali social, il ministro dell’interno Matteo Salvini ha riportato che non verranno più tollerate le zone franche dove lo Stato è assente, e soprattutto che le operazioni di sgombero non sono terminate.

Lo sgombero al centro Baobab / Il Messaggero

CasaPound e il tweet di Laura Boldrini

Tg Quotidiano accusa Laura Boldrini, nel titolo, di chiedere lo sgombero di famiglie italiane con bambini, ma non specifica che l’ex presidente della camera si riferisce a CasaPound. Tutto nasce da un tweet che la Boldrini ha pubblicato ieri, 13 novembre, per sottolineare che Salvini interviene contro il Baobab ma non prende una posizione su CasaPound.

CasaPound, infatti, occupa un edificio di proprietà del Demanio di cui il titolare è il Miur per contrastare l’emergenza abitativa. I militanti occupano il fabbricato da 15 anni e in più tempi sono state aperte inchieste per favorire lo sgombero, in quanto la loro occupazione è ritenuta abusiva. La giustificazione dell’emergenza abitativa non trova riscontri, stando a quanto riportato da un’inchiesta de L’Espresso, perché all’interno dell’edificio non è dato sapere se vivano famiglie sottosfratto, perché gli abitanti non sono mai stati censiti. L’Espresso riporta, però, che Simone di Stefano e la moglie di Gianluca Iannone, Maria Bambina Crognale, hanno registrato la residenza proprio su via Napoleone III, al numero 8, dove ha sede il quartier generale di CasaPound. Anche Davide di Stefano, fratello di Simone, ha dichiarato di vivere presso il fabbricato.

Virginia Raggi si è espressa a favore dello sgombero, mentre Matteo Salvini, come annunciato da AGI, ha dichiarato che sono previsti altri sgomberi all’ordine della settimana durante un’intervista su Radio 1. Alla domanda sullo sgombero di CasaPound ha risposto che si tratta di emergenze, e che CasaPound non è un edificio pericolante e sul fabbricato non esiste un’inchiesta giudiziaria, ma che tutti gli occupanti abusivi verranno sgomberati.

La facciata della sede di CasaPound / Giornalettismo

Perché “Acchiappaclick”?

Parliamo di acchiappaclick, per concludere, perché Tg Quotidiano titola contro Laura Boldrini in una sottile accusa di voler sgomberare famiglie italiane senza abitazione, ma solo nel testo fa riferimento a CasaPound, al quale interno non è dato sapere se vi siano famiglie sotto sfratto – tanto meno se vi siano bambini – ma da un’inchiesta de L’Espresso emerge che molti famigliari e amici dei militanti vivono nel fabbricato al civico 8 via Napoleone III.

 

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