Bimba sbranata dai compagni d’asilo africani: le foto che indignano il web

di Luca Mastinu |

Bimba sbranata dai compagni d’asilo africani: le foto che indignano il web Bufale.net

Con un titolo che parrebbe uno spin-off della Trilogia della Morte di Lucio Fulci, Tg Quotidiano e Voxnews riportano il caso di una bambina “sbranata” dai compagni d’asilo africani. Voxnews pone il virgolettato sulla parola “sbranata”, forse in uno schianto di consapevolezza che quel vocabolo possa ritenersi fuori luogo per chi conosce realmente la storia. Tg Quotidiano, invece, non lo fa. Rimettiamo a un dizionario online il significato del vocabolo, per non appropriarci di una semantica che può rubare del tempo prezioso.

Lucio Fulci – “Paura nella città dei morti viventi” (1980) / HD4me

Secondo i due siti segnalati dai nostri lettori, l’artefice – definito “belva” dagli autori – sarebbe stato un compagno d’asilo somalo della bimba. Secondo i medici – sempre stando a quanto riportano Voxnews e Tg Quotidiano – gli aggressori della bambina sarebbero due.

La denuncia social

La notizia è comparsa per la prima volta con la denuncia social della madre della bambina, Becky May Doherty, cittadina di Leeds, nel West Yorkshire. La signora Doherty si trovava con la sua Willow, 17 mesi, e con i suoi altri due bambini – Tucker e Aurora – in un centro giochi di Seacroft chiamato “Little Bees”. Becky, 33 anni, ha pubblicato una serie di foto che ritraggono la piccola Willow gravemente ferita da una serie di morsi sul viso e sulla schiena. In descrizione racconta che un bambino somalo di 3 anni ha ferito la figlia con almeno 10 morsi per poi strangolarla. Il tutto sarebbe avvenuto nell’unico minuto in cui Becky ha distolto le sue attenzioni dalla bambina. Una volta accortasi di quanto stava avvenendo, la signora Doherty è stata raggiunta dalla madre del bambino che le avrebbe detto che “sono cose che fanno i bambini”.

Le notizie

Tg Quotidiano e Voxnews lamentano che gli organi di stampa non riportano “l’identità etnica” dei bambini coinvolti e comunicano che il post è stato rimosso. Quest’ultimo aspetto non possiamo confermarlo, perché il profilo Facebook della signora Doherty ha pochissimi post pubblici e il suo messaggio potrebbe presentare restrizioni della privacy.

Tuttavia, la stampa locale e internazionale ha trattato il caso al di là di quanto riportasse la donna nel suo post. Il Mirror ha contattato direttamente la signora Doherty. La donna sedeva a un tavolo per osservare i suoi tre figli mentre giocavano con altri bambini. In un momento in cui il suo sguardo si era spostato sull’altra figlia, Aurora, una mamma aveva chiesto a gran voce: “Mio Dio! Di chi è questo bambino?” per poi intervenire per separare un bambino da Willow, che in quel momento era tenuta per il collo. Becky si era dunque precipitata verso Willow, che era diventata cianotica mentre a pochi passi da lei il bambino stava fermo con la bocca sporca di sangue e un sorriso.

La piccola Willow / Leeds Live

A quel punto Becky racconta di aver chiesto al bambino dove fosse sua madre, ma quest’ultima era arrivata solamente dopo che il personale del Little Bees aveva prestato le prime cure alla piccola. La madre del bimbo, dunque, sarebbe comparsa e avrebbe detto che “queste sono cose che fanno i bambini”. Dopo le prime medicazioni, Willow è stata portata all’ospedale. Alcune ferite – 15 morsi in totale – sono risultate talmente profonde che la piccola dovrà sottoporsi a un innesto di pelle, e secondo uno specialista si tratta di morsi perpetrati da due bambini differenti.

Dopo l’episodio, il Dipartimento di Polizia dello Yorkshire ha inviato un rapporto ai servizi sociali e ha chiuso il caso. I fatti sono avvenuti il 2 novembre e la piccola Willow, una volta giunta all’ospedale, ha ricevuto un’iniezione contro l’Epatite B.

La notizia trova riscontro anche sul Daily Mail e in nessun caso, tranne per un sito deliberatamente xenofobo e violento chiamato Daily Stormer si parla di “bambino somalo”, non trovando alcun riferimento all’appartenenza etnica del piccolo aggressore.

Perché “Acchiappaclick”?

La vicenda, grave e oltremodo agghiacciante per una bambina di soli 17 mesi, viene esasperata da Tg Quotidiano e Voxnews come un caso di cannibalismo perpetrato da bambini di colore che avrebbero sbranato una bambina caucasica. Non escludiamo che entrambi possano aver usato Daily Stormer come fonte, e la loro insistenza sul fatto che il bambino fosse somalo non trova riscontri ufficiali, visto che nessun organo di stampa riporta questo dettaglio. A parlare di bambino somalo è la mamma di Willow, Becky May Doherty, in un post che viene riportato come screenshot e di cui non esiste un link diretto, nemmeno da memoria cache o da pagina archiviata.

Willlow non è stata sbranata: è stata morsa ripetutamente, sì, ma non è stata ridotta in brandelli come il significato della parola suggerisce. Ciò non rende meno grave il fatto, ma i significati sono importanti e determinanti per chi vuole fare informazione.

L’appartenenza etnica del bambino non è confermata, bensì viene riportata solamente dal post (screenshot) della mamma e da un sito xenofobo in lingua inglese.

A parlare di due piccoli aggressori anziché uno solo è uno specialista, ma non sono ancora giunte conferme.

Parliamo di “acchiappaclick”, quindi, per sottolineare l’inesattezza di informazioni riportate da Tg Quotidiano e Voxnews, che come al solito esasperano fatti già gravi per motivi che ormai sono noti.

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