Bimba salvata da marinaio a Lampedusa, reazioni tra razzismo e analfabetismo funzionale

di Redazione Bufale |

Una notizia straordinariamente bella, quella diffusa da Repubblica che ha raccontato il salvataggio della Guardia Costiera di una bimba a pochi minuti dal dramma a Lampedusa, ma che allo stesso tempo ha scatenato gli istinti votati al razzismo ed all’analfabetismo funzionale del nostro popolo. Dopo aver trattato denunce senza fonte nella medesima location in estate, oggi 25 novembre tocca prendere atto di come si possa reagire in modo sbagliato anche al cospetto di un annuncio che dovrebbe renderci tutti più contenti.

Razzismo
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Razzismo o analfabetismo funzionale dopo il salvataggio della bimba?

Lecito chiedersi se ci siano scorie di razzismo o di analfabetismo funzionale dietro alcuni commenti che si possono consultare facilmente ancora adesso tramite il post di Repubblica. Di sicuro le reazioni che vi riportiamo di seguito dovrebbero indurre tutti noi ad una riflessione sul particolare momento socio-culturale che stiamo vivendo in Italia (anche dal punto di vista grammaticale), senza dimenticare i messaggi veicolati sui social da taluni personaggi politici:

“Io però mi chiedo xke nn venire in modo normale …via vale collegamenti ci sono tutti i giorni….pagando molto meno…i flussi migratori fanno…controllati…nn così….tu sai che metti in pericolo la tua vita e quella di tuoi figlio…così.. obblighi le persone a salvarti ed ad accoglierti….x forza….poi ci sono italiani che fanno la fame…faticano a tirare avanti ma x loro nn ce nulla…ed emigrano all estero x lavorare…ce qualcosa che nn e giusta mi sa”;

“Nessuno si gira dall’altra parte e comunque io, i miei bambini, non ce li metterei mai su una bagnarola stracarica , quindi parli per sé;

“Infatti si chieda perchè molti di quelli che intervistano si lamentano delle loro attuale condizione! forse perchè al loro paese stavano meglio?”.

Immancabili i commenti votati al razzismo di chi rimprovera a queste persone di arrivare in Italia il fatto di essere arrivati con uno smartphone o con un paio di Nike. Insomma, c’è di tutto al cospetto di una bambina salvata a pochi minuti da una potenziale tragedia.

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