“Attenzione! Truffatore e pedofilo nei dintorni di Cuneo e Torino”

di Luca Mastinu |

“Attenzione! Truffatore e pedofilo nei dintorni di Cuneo e Torino” Bufale.net

Ancora una volta esiste chi obbedisce passivamente al comando “fate girare”, credendo a prescindere a quanto raccontato dai mendicanti del web. Oggi dal profilo di una ragazza ci segnalano un appello che ci riporta ai tempi di Alfredo Mascheroni e di tanti altri casi in cui una persona ignara veniva esposta alla gogna social con accuse gravissime.

Attenzione! Truffatore e pedofilo nei dintorni di Cuneo e Torino chiede prestazioni sessuali e feticiste in cambio di denaro non attribuito. Ladro d’oggetti d’oro e fotografo pedopornografico. Fate girare!

Abbiamo apposto la censura perché di quest’uomo vengono diffuse le generalità e anche l’immagine del volto.

L’omonimo arrestato nel 2011

Nel 2011 C.M., 32 anni e residente nel cuneese, fu arrestato mentre tentava di sfuggire agli agenti dalla sua abitazione. A suo carico c’era l’accusa gravissima di abuso sessuale su un minore di 13 anni. L’uomo era già stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico.

C.M. aveva adescato il minorenne con l’inganno, spacciandosi per una ragazza, e dal 13enne aveva ottenuto alcune foto che lo mostravano nudo. Dopo un po’ di tempo l’uomo si era palesato e aveva ricattato il ragazzo con le foto che aveva ricevuto. In cambio del silenzio aveva chiesto un incontro, e per 4 volte in 4 mesi i due si erano incontrati presso la stazione della metropolitana milanese Romolo, dove il minorenne aveva subito gli abusi.

I genitori del minorenne, insospettiti da alcuni atteggiamenti anomali, scoprirono un sms del molestatore e la verità venne a galla.

È la stessa persona?

Non possiamo saperlo, perché l’uomo esposto alla gogna social ha un volto, mentre il pedofilo arrestato nel 2011 non ha un volto, in quanto la stampa del periodo non mostrava fotografie. La condivisione compulsiva di questo post potrebbe mietere due vittime: l’uomo (leggi la nostra guida sulla gogna social) e chi condivide, perché si macchia dell’illecito della diffamazione, perseguibile penalmente (leggi quali sono le conseguenze legali della condivisione di una bufala).

Vi chiediamo di non condividere, dunque, perché potrebbe trattarsi di un caso già chiuso (se la persona in foto fosse la stessa arrestata nel 2011) o potrebbe trattarsi di un innocente che state diffamando senza alcuna verifica, e in questo caso la legge punirà voi. Severamente.

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