Anno scolastico 2019-2020 rivoluzionato da WhatsApp: cambia il rapporto docenti-studenti

di Redazione Bufale |

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Anno scolastico 2019-2020 rivoluzionato da WhatsApp: cambia il rapporto docenti-studenti Bufale.net

Una serie di notizie molto interessanti riguardanti WhatsApp e l’interazione tra docenti e studenti per il nuovo anno scolastico 2019-2020 da prendere in considerazione oggi 13 settembre. Un nuovo modo di pensare al momento circoscritto ancora a pochi casi, ma che al contempo potrebbe aprire frontiere davvero interessanti a medio termine. Proviamo a concentrarci su ciò che sta avvenendo in Italia, in quanto per una volta parlando della nota app per Android ed iPhone non si parla di bufale e truffe, considerando quanto vi abbiamo riportato pochi giorni fa sulle nostre pagine.

Da sempre lo smartphone e app come WhatsApp vengono visti come nemici della scuola. Fonte di distrazione e, in alcuni casi, di tensione tra insegnanti e alunni. Un nuovo corso, sotto questo punto di vista, potrebbe essere avviato dal mese di settembre. Vedere per credere quanto è stato riportato dal sito Morning Future, che questo venerdì ci parla di tre casi differenti, tramite i quali possiamo percepire tutto il potenziale della nota applicazione in ambito scolastico.

WhatsApp aiuta le maestre ad insegnare la grammatica

Il primo caso riportato si sofferma sulla testimonianza di un’insegnante di Pisa, che ha proposto alle mamme di lasciare i figli interagire tramite smartphone coi rispettivi maestri. Dopo aver ricevuto un messaggio, il docente può correggere eventuali errori grammaticali, provando al contempo a far sentire maggiormente a suo agio l’alunno. Chiaramente parliamo di studenti in tenera età, con uno stratagemma che potrebbe aiutarli a superare ansie e paure tramite lo smartphone e WhatsApp.

Usare WhatsApp come strumento informativo, evitando spreco di carta

WhatsApp, per studenti più grandi, può essere utilizzato per lo scambio di informazioni generiche, riepilogo delle lezioni e comunicazioni di servizio. Tutto votato al risparmio nell’utilizzo di carta, soprattutto per quanto riguarda l’eventuale giro di appunti. Insomma, con il caso di Benevento si potrebbero avere degli spunti per sfruttare al meglio il potenziale della comunicazione istantanea. Altrove seguiranno questi esempi?

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