ANALISI IN CORSO Venezia, la denuncia di Judith: «Io, rifiutata come cameriera perché nera, ma sono italiana»

di Luca Mastinu |

Nel pomeriggio del 4 ottobre Judith Romanello, giovane ragazza nata ad Haiti e residente a Spinea, ha postato una video denuncia sul suo profilo Facebook:

 

La ragazza racconta che due giorni prima del video si trovava a Venezia alla ricerca di lavoro. Dopo aver consegnato i curriculum, aveva trovato un annuncio sulla piattaforma Subito.it in cui si chiedeva una disponibilità come cameriera. Judith, dopo aver preso contatto con il proprietario, si è recata all’appuntamento ma al suo arrivo – così afferma nel filmato – l’uomo si è dimostrato perplesso per il colore della sua pelle.

Ah, ma sei nera? Guarda, non è per cattiveria, ma io non voglio persone di colore nel mio ristorante perché sai, potrebbe far schifo ai miei clienti, gli potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti.

Dopo l’episodio – racconta Judith – ha contattato il fidanzato e in quel momento una signora di colore («mi sente una signora di colore») ha sentito la conversazione e le ha detto: «Guarda, siamo in Italia e funziona così, lascia stare». Dopo il racconto, il video prosegue con le considerazioni personali della ragazza, che manifesta il suo sdegno per quella vicenda velata di razzismo e spiega che in Italia non esiste l’apartheid, ricordando che siamo ormai nel 2018 («quasi 2019!») e lei si era presentata al colloquio con il sorriso e la voglia di lavorare. Ribadisce, infine, di essere italiana anche se nata ad Haiti, non trovando dunque alcuna giustificazione all’atteggiamento del ristoratore.

La notizia è stata ripresa dai principali quotidiani nazionali, da Il Mattino a Repubblica, e la prima testata a occuparsi del caso è stata La Nuova Venezia, che ha contattato telefonicamente Judith e spiega di aver notato il suo spiccato accento veneto, che di sicuro ha “tratto in inganno” il titolare del ristorante. La ragazza, infatti, è stata adottata all’età di 6 anni. La ragazza ha incontrato l’uomo sul ponte delle Guglie. Secondo quanto riferisce, non le è stato possibile nemmeno conoscere il nome del ristorante per l’eccessiva rapidità con la quale il ristoratore avrebbe liquidato il colloquio.

Come precisato nella video-denuncia e anche da Giornalettismo, il ristoratore non ha nemmeno visionato il curriculum, evidentemente già deciso nella scelta di non concedere il colloquio conoscitivo. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, una volta appresa la vicenda, ha manifestato solidarietà alla ragazza con un post sulla pagina Facebook ufficiale, nel quale chiede scusa anche a nome della città:

Come si può leggere, Brugnaro afferma di volersi impegnare per rintracciare il ristoratore denunciato pubblicamente da Judith.

Nelle ultime ore, però, la rete ha sollevato i primi dubbi. Se andiamo a ritroso troviamo già un primo margine di dubbio nello stesso articolo de La Nuova Venezia, nella quale leggiamo che «Judith non è neanche riuscita a sapere il nome del ristorante», pur avendo trovato l’annuncio su Subito.it. Su questo punto è intervenuta Laura Tecce, collaboratrice di Libero, con un post in cui fa notare alcune cose:

Allora, già ieri (ecco il link al post precedente, ndr) avevo scritto che non avendo fornito né il nome del ristorante né quello del ristoratore la testimonianza della ragazza poteva dare adito quantomeno a qualche dubbio. Ebbene, la ragazza che – ricordiamolo – ha detto in un video postato su fb e ripreso senza verificare e con intento apologetico da tutti i giornali e le tv nazionali, che siamo in Italia e questi episodi di razzismo sono frequenti, NON HA PIÙ NEANCHE IL NUMERO DI CELLULARE DEL PRESUNTO RISTORATORE incontrato sul Ponte delle Guglie e contattato tramite annuncio su Subito.it. Dice che L’ I – PHONE ha cancellato automaticamente il numero. Un numero composto il 1 ottobre. Non so voi ma io ho nella sezione “registro chiamate” ho persino i numeri di giugno.
Ho fatto anche altro: ho vagliato gli annunci su Subito.it di quel giorno in cui si cercava una cameriera, ebbene ce n’è solo uno, un ristorante giapponese ma Judith non ha parlato di ristorante giapponese. Non ha saputo dare spiegazioni su che tipo di ristorante fosse.
Traete le vostre conclusioni: io da giornalista le ho tratte, senza prove e senza possibilità di verifica per me la notizia non andava pubblicata e potrebbe essere falsa.
Nell’ottobre 2017 la ragazza, sempre su Facebook, denunciò di essere stata stuprata. Chiamerò oggi i carabinieri e la polizia di Spinea per sapere se è stata fatta denuncia o anche in quel caso si è trattato di parole in libertà senza riscontri effettivi.

L’iPhone e la chiamata eliminata in automatico

Il Giornale ha contattato la ragazza e ha messo a disposizione un audio che Judith ha mandato su Facebook in loro risposta, che purtroppo risulta troncato:

 

Tuttavia, l’autore dell’articolo trascrive nel pezzo il resto del vocale ricevuto da Judith:

Il punto è che io sono abbastanza nella merda passami il termine – ci risponde lei – perché in primis non c’è il numero del ristorante sull’annuncio però non è quello il problema. Il punto è che, WhatsApp no cosa dico WhatsApp, l’iPhone cancella le chiamate meno recenti e quindi ha cancellato anche il suo numero oltre a quelli che avevo fatto quel giorno, cioè lunedì.

A parlare dell’iPhone che avrebbe eliminato le chiamate recenti, per ora, abbiamo Laura TecceIl Giornale, che però riporta tale affermazione per iscritto, non essendo inclusa nell’audio ricevuto da Judith e incorporato nell’articolo.

L’annuncio su Subito.it

La ragazza sostiene di essersi recata all’appuntamento senza conoscere il nome del ristorante, pur avendo trovato l’annuncio su Subito.it. Sul portale di Subito, però, troviamo le regole anche per le aziende che pubblicano annunci con richiesta di personale. Nella scheda dedicata troviamo:

Più nello specifico, nelle regole per la categoria “Lavoro e Servizi” leggiamo:

Facciamo notare, al punto 6:

Identità del datore di lavoro: la legge non consente la pubblicazione di annunci anonimi; non sono quindi ammessi annunci con indicazioni generiche come “multinazionale”, “studio professionale”, “ristorante”; il nome e/o il testo dell’annuncio devono indicare la ragione sociale e la partita iva dell’azienda che cerca personale, o dell’agenzia per il lavoro autorizzata ad effettuare la ricerca.

Riepilogo

  • Judith Romanello ha pubblicato la sua denuncia social raccontando un episodio di discriminazione razziale ai suoi danni, perpetrato – secondo il suo racconto – da un ristoratore che aveva pubblicato un annuncio nel quale offriva un lavoro da cameriera su Subito.it;
  • La Nuova Venezia, il primo organo di stampa ad aver scritto un articolo sul caso, riporta che Judith non è mai venuta a conoscenza del nome del ristorante presso il quale avrebbe voluto candidarsi;
  • Il Giornale e Laura Tecce parlano anche delle chiamate recenti scomparse dall’iPhone della ragazza. Il Giornale riporta un audio vocale ricevuto da Judith durante una conversazione su Facebook, ma nel file caricato manca la parte in cui la ragazza parla della scomparsa del numero del ristoratore dal registro chiamate, dettaglio che l’articolista riporta per iscritto, ma non ancora riscontrabile nell’audio originale (attendiamo eventuali aggiornamenti del pezzo, che potrebbero riportare l’audio completo);
  • Laura Tecce, ancora, riporta un episodio del 2017, quando la ragazza scrisse sul suo profilo Facebook di esser stata oggetto di stupro, ma la ricerca delle fonti non porta risultati, e per questo la Tecce aggiunge un carico di dubbio all’attendibilità delle affermazioni di Judith;
  • La ragazza non conosce il nome e del ristoratore e del ristorante, ma le regole di Subito.it impongono a tutte le aziende di riportare tutti i dati, dalla ragione sociale all’identità del datore di lavoro, compreso il tipo di contratto.

Parliamo di analisi in corso, dunque, nell’attesa che emergano più dettagli dalla vicenda. Finora si conosce solo la versione della ragazza, che non offre alcun dettaglio per risalire al ristorante incriminato e dunque effettuare le opportune verifiche. Ancora, il ristoratore resta ignoto, e ciò non rende possibile trovare un confronto.

Aggiornamento 8 ottobre 2018, ore 18

Siamo stati contattati da Serenella Bettin, autrice dell’articolo de Il Giornale nel quale veniva riportato un audio vocale inviato da Judith Romanello in una conversazione nella quale spiegava l’accaduto.

Ricordiamo il punto 3 dell’elenco riportato poco fa:

Il Giornale e Laura Tecce parlano anche delle chiamate recenti scomparse dall’iPhone della ragazza. Il Giornale riporta un audio vocale ricevuto da Judith durante una conversazione su Facebook, ma nel file caricato manca la parte in cui la ragazza parla della scomparsa del numero del ristoratore dal registro chiamate, dettaglio che l’articolista riporta per iscritto, ma non ancora riscontrabile nell’audio originale (attendiamo eventuali aggiornamenti del pezzo, che potrebbero riportare l’audio completo);

Serenella Bettin ha provveduto ad ovviare il problema della parte di audio mancante – «dovuto a un problema tecnico», ci spiega – e ora possiamo ascoltare l’audio integrale della loro conversazione:

 

Nel minuto 1:32 la ragazza dice testuali parole, che comparivano già nella trascrizione presente sul Giornale:

Il punto è che io sono abbastanza nella merda passami il termine – ci risponde lei – perché in primis non c’è il numero del ristorante sull’annuncio però non è quello il problema. Il punto è che, WhatsApp no cosa dico WhatsApp, l’iPhone cancella le chiamate meno recenti e quindi ha cancellato anche il suo numero oltre a quelli che avevo fatto quel giorno, cioè lunedì.

Ora abbiamo la certezza che la ragazza abbia affermato di non disporre più del numero del ristoratore, in quanto il suo iPhone ha eliminato le chiamate recenti.

Per tutto il resto della vicenda (risposta del ristoratore, realtà dei fatti e attendibilità delle dichiarazioni di Judith) restiamo in attesa, considerando che, ancora, abbiamo a disposizione solo la versione della ragazza.

 

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