ANALISI IN CORSO Profughi, il prefetto requisisce un hotel – bufale.net

di Shadow Ranger |

ANALISI IN CORSO Profughi, il prefetto requisisce un hotel – bufale.net Bufale.net

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Ci segnalano i nostri contatti il seguente articolo, targato Corriere del Veneto.

Nasce sostanzialmente tutto da un allarme lanciato dal sindaco di Castel D’Azzano a mezzo social:

+++ASSURDO, all’Hotel Cristallo a Cda in piena stagione Fiera Cavalli, con tutte le prenotazione già fatte invece di clienti arriveranno profughi.
Quanti? Non lo sappiamo, ci sono 93 camere –
Ho letto in questo momento il decreto di REQUISIZIONE dell’albergo dal 30 Ottobre al 31 Gennaio 2017 che ovviamente è stato fatto senza minimamente sentire il Comune e sembra non concordato con la proprietà.

Il quotidiano, giustamente di fronte ad un allarme social sia pure proposto da fonte autorevole (anche se con mezzo informale e non istituzionale) ha comunque saggiamente preferito verificare.

Arrivando a questa conclusione:

La proprietà della struttura puntualizza: «Si tratta di una decisione che stiamo subendo ». E hai voglia a spiegare che si tratta dell’unica soluzione rimasta alla prefettura scaligera dopo i ripetuti «no» arrivati dai sindaci della quasi totalità dei 98 comuni veronesi (in Veneto 250 municipalità su 576 continuano a rifiutare l’accoglienza). Perché gli sbarchi non si fermano e la ricerca di alloggi non può arrestarsi. I nuovi posti racimolati con l’ultimo bando estivo sono andati esauriti nel giro di poche settimane. E lo scorso weekend, in 4 giorni, nella sola provincia di Verona sono stati registrati 300 nuovi arrivi che hanno portato a sfiorare quota 2.500 (nelle prossime ore ne sono previsti 31). La situazione impensierisce il prefetto Salvatore Mulas, che ha deciso di ricorrere alla misura straordinaria della requisizione di un edificio privato, l’hotel Cristallo di Castel d’Azzano. È la legge, come ricordato più volte nelle circolari del Viminale, a imporre alla singola prefettura di «attivarsi» per reperire strutture in previsione di nuove ondate.

In assenza di ulteriori indici (al momento sappiamo il tempo in cui l’accoglienza dovrà declinarsi, il luogo ma non le modalità) la testata raccoglie i pochi dati presenti.

In concreto, i profughi a Castel d’Azzano (comune che, insieme ad altri 46 in provincia, non ha mai ospitato nemmeno un profugo) potrebbero iniziare ad arrivare a partire dal 30 ottobre (il provvedimento del prefetto indica come termine il 31 gennaio), nel caso in cui la prefettura dovesse trovarsi costretta a gestire nuove emergenze. Per quella data, inoltre, dovrebbero essere rese note anche le nuove linee guida del Viminale anticipate nei giorni scorsi dal prefetto Mario Morcone che prevedono una ripartizione comune per comune dei richiedenti asilo, al posto della vecchia su base regionale (sarebbero in teoria 3 ogni mille abitanti). In attesa di conoscere i dettagli, sembra però che tale suddivisione valga solo per quelle amministrazioni che decideranno di impegnarsi nell’accoglienza aderendo al circuito Sprar. Nel territorio di questi comuni, poi, non potrebbero coesistere i cosiddetti Cas (Centri assistenza straordinaria gestiti da cooperative in convenzione con la prefettura). In altre parole, se il comune si attivasse con un proprio centro di accoglienza, automaticamente la prefettura dovrebbe provvedere a ricollocare i profughi presenti nelle strutture posizionate in quel paese. Con effetti dirompenti sull’equilibrio dell’accoglienza: se, per fare un esempio, il comune di Grezzana decidesse di aprire un centro Sprar, tutti i profughi ospitati a Costagrande andrebbero ricollocate altrove. E in uno scenario del genere, la prefettura non può farsi trovare impreparata: oltre a continuare a chiedere ai Comuni di collaborare, si è dovuto intervenire con operazioni «meticolosamente circoscritte».

Sostanzialmente, in seguito al riassetto della distribuzione dei profughi sul suolo, ogni prefettura è chiamata a fare la sua parte, e la fase intermedia si presenta procellosa e quindi necessitante di interventi di dettaglio e micromanaging sul suolo.

Come in concreto si declineranno, e come la situazione sarà entrato a regime il nuovo sistema di linee guide del Viminale, potremo solo scoprirlo seguendo la notizia nei prossimi giorni.

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