Altro che esilio. Così Lucano si dà alla bella vita a due passi da Riace

di Bufale.net Team |

A più ripresi i nostri contatti ci segnalano un articolo pubblicato sul sito Rec News e che interessa Mimmo Lucano. Dal titolo si deduce che l’ex sindaco di Riace sarebbe avvezzo ad abitudini fatte di lusso e generosità economiche ostentate.

“Sembrerebbe”

Mentre è ancora in corso il processo XeniaRec News afferma che Mimmo Lucano si goda l’estate godendosi il denaro, e riporta il dato in questo modo:

Lucano attende l’ultimo mese che lo separa dalla prossima udienza del processo Xenia. Non lo fa facendo ammenda di quanto commesso o dedicandosi a noiosi mea culpa, ma godendosi l’estate e, sembrerebbe, una piccola parte di quanto accumulato.

In seguito gli autori rimandano alla lettura del libro I Padroni di Riace, il primo di una propria collana di inchieste.

Il bar e il ristorante semi-lussuoso

Continuando, Rec News scrive che Mimmo Lucano è stato “avvistato” presso uno dei bar più frequentati di Caulonia nel quale sarebbe solito spendere cifre considerevoli e per sé e per gli avventori del locale. Ancora, Rec News scrive che “stando ai ben informati” Lucano spenderebbe trecento euro al giorno.

Alla parte che interessa il bar, gli autori aggiungono che “testimoni oculari” raccontano che Lucano sarebbe un frequentatore di un ristorante descritto come “semi-lussuoso” presso il quale sarebbe solito recarsi intorno alle 23 per fare nottata.

 

Tutte le informazioni contenute nel pezzo pubblicato fanno riferimento a testimoni oculari e persone informate, ma non sono accompagnate da fonti che riportino dati oggettivi, seppur il disclaimer descriva il sito come “un nuovo sito di inchieste e di approfondimento che pubblica solo contenuti verificati”.

Tutto ciò, soffermandoci alle fonti da consultare non ci basta in quanto non sono presenti altri riscontri per poter verificare. Parliamo di nessuna fonte, in quanto chi scrive non consente di verificare quanto afferma, bensì ricorre a “sembrerebbe” e fa riferimento a testimoni oculari e persone informate non meglio identificate. Se non si è in grado di fornire al lettore gli strumenti per maturare uno spirito critico su una vicenda, non è consigliabile pubblicare un articolo.

Il nostro team, per esempio, fa spesso uso del tag “analisi in corso” per spiegare, appunto, che si attendono sviluppi e maggiori informazioni, soprattutto da fonti meglio accreditate. Il web ha bisogno di verità oggettive e non di supposizioni attribuite a terzi che potrebbero essere messe in discussione.

 

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