ALLARMISMO Sostanza RITIRATA dal mercato. ‘E’ contenuta in tutti questi dentifrici e saponi, ATTENZIONE A NON AVERLI A CASA.’ LEGGI E CONDIVIDI – bufale.net

di Shadow Ranger |

ALLARMISMO Sostanza RITIRATA dal mercato. ‘E’ contenuta in tutti questi dentifrici e saponi, ATTENZIONE A NON AVERLI A CASA.’ LEGGI E CONDIVIDI – bufale.net Bufale.net

triclosanCi segnalano i nostri contatti la seguente notizia targata Sostenitori delle Forze dell’Ordine:

triclosanAziende che hanno il triclosan nei loro saponi intimi: L. Manetti H. Roberts & C. (Chilly, Intimo Roberts), SO.DI.CO. s.r.l. (Dermasensitive), Selex, Conad, Auchan.

Ma andiamo con ordine e metodo.

La notizia è un riassunto, molto stringato, di un più lungo articolo di Dionidream, un lungo cahier de doleances contro il Triclosan, rinforzato da un recente divieto nell’uso, nei saponi, elevato in USA.

L’articolo si delinea quindi così:

E’ ormai in quasi tutti i prodotti cosmetici e per l’igiene ed è stato scoperto che il 75% delle persone hanno triclosan nel corpo (come ogni tossina non esce facilmente). [1] E’ stato infatti trovato nel feto [2], nel cordone ombelicale [3] e nel latte materno [4] mostrando quindi che l’esposizione a questo composto inizia fin dalla nascita.
I danni del Triclosan

Distrugge gli ormoni. Il triclosan danneggia gli ormoni tiroidei e il testosterone nei ratti maschio mentre nei ratti femmina altera gli estrogeni e sopprime gli ormoni tiroidei. [5] [6]

Crea batteri resistenti agli antibiotici. Uno studio ha mostrato come il triclosan contribuisce a creare super-batteri resistenti agli antibiotici, rendendo quindi le infezioni e le influenze molto più gravi e pericolose e soprattutto annullando l’effetto degli antibiotici. [7]

Danneggia fegato e reni. Uno studio del 2007 ha fatto venire alla luce un altro pericolo che deriva dal contatto di saponi e dentifrici al tricolosan con acqua di rubinetto, che è addizionata con cloro. Le molecole di cloro reagiscono col triclosan producendo cloroformio, sostanza molto tossica per il fegato, i reni e il sistema nervoso centrale.

Danneggia la flora batterica. Nella nostra società c’è l’ossessione della disinfezione e dei batteri ma in realtà è stato dimostrato che proteggersi costantemente dai batteri non fa che indebolire il sistema immunitario e danneggia la flora batterica delle mucose. La flora batterica è responsabile per la produzione di molte vitamine, stimola il rilascio di ormoni e molto altro.

Favorisce il cancro. E’ stato dimostrato che il triclosan favorisce il cancro al fegato. [8] Il fegato è infatti l’organo che filtra tutte le tossine che ingeriamo e quindi ne subisce per primo gli effetti. Un fegato intossicato crea pesanti problemi digestivi e metabolici e col tempo gravi malattie.
Il Triclosan si accumula

Il problema con tutte le tossine inventate dalla moderna industria chimica che troviamo nei prodotti che entrano a contatto con la pelle e che ingeriamo, è che si accumulano e quindi anche se la dose di oggi è piccolissima, se ci esponiamo tutti i giorni per anni gli effetti non tardano a farsi sentire. Non sorprendiamoci che come ha detto Veronesi presto una persona su due si ammalerà di cancro.
La messa al bando della FDA

Sotto accusa da anni per la sua pericolosità, finalmente il triclosan è stato messo al bando negli Stati Uniti. Qualche giorno fa la FDA (“Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali”) ha vietato l’uso del triclosan e di altri 18 principi attivi antibatterici, ancora oggi molto usati in saponi, detergenti e altri cosmetici per l’igiene della persona.

“I consumatori possono pensare che gli antibatterici siano più efficaci nel prevenire la diffusione di germi, ma non abbiamo prove scientifiche che siano meglio della semplice acqua e sapone”, ha detto Janet Woodcock, direttore del Centro della FDA Drug Evaluation and Research (Cder). E ha aggiunto: “In effetti, alcuni dati suggeriscono che possano fare più male che bene a lungo termine”.

In Europa non è stata presa nessuna decisione eppure da alcuni anni i consumatori hanno cominciato ad informarsi ed evitare questi prodotti dannosi per la salute. Tuttavia se davvero l’interesse è quello della salute pubblica, dovrebbero essere evitati gli ingredienti per cui sussiste anche un minimo dubbio sulla sua sicurezza.

In realtà, se in un Europa non è stata presa alcuna decisione è perché molte delle ragioni elencate sono allarmistiche, e relative ad eventi descritti in modo inesatto.

Già in passato il portale Saninforma rispose alle accuse dianzi elencate in modo puntuale ed esaustivo, come riportiamo:

Il triclosan è un clorofenolo attivo su molti batteri, impiegato da tempo come antisettico e disinfettante. Viene utilizzato in alcuni paesi in concentrazioni fino al 2% per disinfettare le ferite, la cute e le mani. Si tratta di un antimicrobico molto diffuso anche in Italia in una grande varietà di prodotti di uso comune come saponi, deodoranti, detersivi per la casa e nei dentifrici e collutori per la prevenzione e il trattamento della placca e delle gengiviti. Nei cosmetici ne è consentito l’impiego ad una concentrazione fino allo 0,3%. Il triclosan agisce bloccando un enzima necessario per la crescita dei batteri e sono sufficienti piccole quantità per esercitare una spiccata azione antibatterica. Gli unici effetti indesiderati segnalati nell’uomo in seguito all’esposizione al triclosan sono casi di dermatite da contatto o irritazione cutanea.
Uno dei motivi su cui si basa l’attuale preoccupazione sulla sicurezza del triclosan è il fatto che la massiccia diffusione di questo composto antibatterico possa provocare un aumento della resistenza dei batteri ai più comuni antibiotici usati in campo medico, cosa che avrebbe conseguenze importanti soprattutto in ambiente ospedaliero. Questo effetto tuttavia non è mai stato dimostrato da estese indagini ambientali. Per ridurre il più possibile l’eventuale induzione di resistenze batteriche l’organizzazione europea dei consumatori invita comunque a non eccedere nell’uso di prodotti contenenti questa sostanza e di limitarne l’impiego quando l’azione disinfettante non è necessaria. Poiché ora è obbligatorio per legge indicare nelle etichette dei prodotti gli ingredienti in ordine decrescente di concentrazione, è possibile valutare se il triclosan è presente in un prodotto in concentrazione più o meno elevata e orientarsi così nella scelta.
Un ulteriore sospetto di pericolosità del triclosan sembra legato alla possibile formazione di diossina come impurità durante i processi di sintesi del prodotto. Nel corso di tali processi i quantitativi di diossina che si formano, pur se variabili, sono comunque sempre molto bassi e dipendono sia dalla purezza delle materie prime da cui si parte che dalle condizioni di produzione (es. la temperatura, la pressione in cui viene condotta la reazione). Questo rischio può essere minimizzato se nel processo produttivo vengono impiegate materie prime sicure e vengono effettuati adeguati controlli nelle varie fasi della produzione. La diossina però potrebbe anche formarsi per fotodegradazione del triclosan nelle acque di scarico urbane, dove finisce ogni residuo dei prodotti che lo contengono. Anche qui la formazione di diossina e derivati dipende dalle condizioni ambientali ad esempio di luce, temperatura e presenza di altri composti chimici e in ogni caso si tratta di piccole quantità a loro volta fotolabili e soggette ad ulteriori trasformazioni. L’estrema diffusione di questo composto è dimostrata infine anche dal ritrovamento di tracce di triclosan nei tessuti grassi dei pesci e persino nel latte materno, a conferma di come l’esposizione continua a concentrazioni anche molto basse possa portare all’assorbimento del prodotto anche negli organismi viventi.
Pur in assenza di conferme per questi rischi di tossicità, il problema è stato sottoposto al Comitato Scientifico per i prodotti Cosmetici della Commissione Europea che nel 2002 ha concluso che, in base alle evidenze cliniche disponibili, l’uso del triclosan nelle condizioni attualmente vigenti è sicuro e quindi per il momento non sono necessari nuovi limiti di legge o provvedimenti che impongano restrizioni di alcun genere.
Molti produttori si sono tuttavia impegnati ad eliminare o a ridurre il più possibile il triclosan ogni qualvolta ciò sia possibile. In questo possono essere di aiuto ad esempio le nuove tecnologie ed i nuovi confezionamenti come i contenitori hairless, completamente sigillati e muniti di un dispenser attraverso il quale fuoriesce il prodotto da utilizzare, mentre il resto viene protetto dal contatto ambientale determinando una minore proliferazione batterica, il che consente quindi di utilizzare un conservante in quantità decisamente più basse.

Il divieto nell’uso nei saponi antibatterici negli USA non deriva infatti dalla presenza di diossina o altri cancegorini, come abbiamo visto estemamente limitata, ma dal fatto che il Triclosan, per spiegare il complesso linguaggio medico in modo più semplice, è maledettamente bravo nel suo compito di battericida.

Anche troppo. Riporta il Guardian

“Consumers may think antibacterial washes are more effective at preventing the spread of germs, but we have no scientific evidence that they are any better than plain soap and water,” she said in a statement. “In fact, some data suggests that antibacterial ingredients may do more harm than good over the long term.”

“I consumatori possono essere indotti a credere che i saponi antibatterici siano superiori nel prevenire la diffusione dei germi, ma non ci sono prove che siano superiori ad acqua e sapone tradizionali”, ha detto [la direttrice dell’FDA] in un’intervista. “Difatti, ci sono dati che suggeriscono che gli antibatterici fanno più male che bene nel lungo periodo”

Manufacturers had failed to show either the safety of “long-term daily use” or that the products were “more effective than plain soap and water in preventing illness and the spread of certain infections”.

I produttori non hanno dimostrato la sicurezza nell’uso a lungo termine, o che i prodotti fossero davvero più efficaci di acqua e sapone nell’uso di malattie e nella diffusione di alcune infezioni”.

The FDA first proposed a rule about the chemicals in 2013, following research that they might affect human hormones or change natural resistance to bacteria. The agency requested research from the producers to back up their health claims, but in the three years since has found that data lacking or their requests ignored.

L’FDA ha proposto di regolamentare l’uso della sostanza nel 2013, dopo ricerche che hanno dichiarato che potrebbero influenzare gli ormoni o cambiare la resistenza ai batteri. L’agenzia ha chiesto ai produttori di esibire prove che riguardassero i benefici per la salute, ma in questi tre anni non sono pervenute, o la richiesta è stata ignorata.

[…]

Triclosan has been proven effective at killing bacteria if used at sustained length – far longer than the few seconds most people spend washing their hands – and was once only found in healthcare settings.

Il Triclosan è efficae nell’uccidere i batteri se usato per un intervallo di tempo superiore ai pochi secondi che si usano per lavarsi le mani, ed era usato solamente in settori di cura domestica.

Recent studies have linked triclosan to a series of disruptions in human and animal health. A University of Chicago study released in July found that triclosan changed the microbiome inside human guts, and its researchers suggested that exposure could damage developing fetuses. A study from earlier this year found that overuse could also be contributing to antibiotic resistance, and a 2015 study found that antibacterial formulas were not more effective than soap and water.

Studi recenti hanno legato il Triclosan a disturbi nella salute umana o animale. Uno studio dell’universitò di Chicago ha indicato che il Triclosan cambia il microbioma negli intestini umani, ed i ricercatori hanno suggerito che l’esposizione potrebbe danneggiare i feti. Uno studio degli inizi di quest’anno ha collegato il Triclosan alla resistenza agli antibiotici e uno studio del 2015 ha negato che le formule antibatteriche fossero molto più efficaci di acqua e sapone

Avrete notato l’uso della formula dubitativa: suggerire, potere, probabilmente…

Il divieto è infatti meramente cautelativo. Per usare le parole della testata:

Since they do not offer added benefits when washing hands, their use is not worth their environmental risk.

Siccome non aggiungono benefici aggiuntivi quando ci si lava le mani, il loro uso non è considerato avere contropartita nel rischio per l’ambiente

In compenso, tali divieti riguardano i saponi, ma non i dentifrici, in quanto:

There are partial triclosan bans in the European Union and Minnesota, but the chemical remains common in toothpaste, as it is believed effective against the bacteria that cause gum disease.

Ci sono divieti parziali di uso del Triclosan in Europa e nel Minnesota, ma l’agente chimico rimane comune nella pasta dentrificia, essendo ritenuto efficace nei batteri che causano problemi gengivali

Sostanzialmente quindi al momento: il Triclosan risulta oggetto di una campagna di eliminazione che porterà, negli Stati Uniti, a abolirne l’uso nei saponi, in quanto non offre davvero vantaggi rispetto ai saponi non antibatterici e, anzi, data la sua qualità può coltivare resistenza, ovvero lasciare in vita ceppi batterici in grado di resistere ai lavaggi più “energici” e propagarsi.

Si è già in passato pervenuti in Europa a forti limitazioni nell’uso, in cantiere sin dal 2002, che al momento postulano ogni principio di prudenza, nonché a meccanismi di produzione che consentono di avere un prodotto il più sterile possibile senza dover “abbondare” di antibatterico.

Le dichiarazioni dell’FDA non riportano effetti cancerogeni e, in ogni caso, è fatta salva l’efficacia del Triclosan, se non come antibatterico per l’igiene della cute o come additivo per preservare l’igene dei prodotti sanitari, come agente per l’igiene orale ed elemento di prevenzione delle gengiviti, come anche riportato su un articolo di dettaglio recentemente apparso sul New York Times.

Va comunque riscontrato che l’unica pasta dentifricia in America ad usare il Triclosan è il Colgate, che, ad oggi, è tutt’ora in vendita sul suolo americano nella sua formulazione attuale.

Nessuno nega che il divieto Statunitense potrebbe avere, in futuro, l’effetto di stimolare nuovi studi, ma, al momento, non vi è ragione particolare di cambiare le proprie abitudini, cosa che, comunque, non dovreste fare senza aver ascoltato il vostro medico di base per un doveroso consiglio.

 

 

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