ALLARMISMO Cani & Batteri: ecco 8 motivi per NON baciarli – Bufale.net

di vet84 |

ALLARMISMO Cani & Batteri: ecco 8 motivi per NON baciarli – Bufale.net Bufale.net

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Ci chiedono di verificare l’articolo dal titolo “Cani & Batteri: ecco 8 motivi per NON baciarli” pubblicato il 29 aprile 2015 dal sito Bamzum.com. Da medico veterinario, leggere quell’articolo mi ha fatto solo pensare a quante paure inutili generi l’ignoranza. Poiché all’università a noi studenti di veterinaria fanno studiare l’argomento zoonosi (malattie trasmissibili dagli animali all’uomo o viceversa) sotto ogni aspetto possibile, di fronte a questi articoli allarmistici mi viene un po’ da ridere.
Ora, comprendetemi: non trovo bello lasciarsi baciare da un cane, ma visto che per loro è un comportamento naturale nei confronti del capobranco, se uno lo fa non mi faccio problemi, mi sciacquo la faccia o mi lavo le mani. Ma basta. Perché per prendermi veramente qualche infezione da un cane dovrei mangiare senza essermi lavata le mani dopo aver toccato le sue feci o l’urina a mani nude. Per non parlare della famosa toxoplasmosi, che secondo gli allarmisti dovrei prendermi solo accarezzando un gatto. Ma allora, chiedo io, com’è che io e un elevato numero di colleghe (fatto certificato da degli studi!) siamo negative al test, nonostante anni in mezzo a cani e gatti ammalati?
Andiamo con ordine.

1) Cryptosporidium

Si chiama così e non “crypto”, è un parassita che nell’uomo si può contrarre ingerendo alimenti o acqua infetti, e solo difficilmente tramite il contatto con gli animali domestici. Inoltre si è visto che le specie che infettano l’uomo sono diverse da quelle di cani e gatti, e normalmente il passaggio da una specie all’altra avviene solo negli individui immunocompromessi, come i malati di AIDS. Per noi veterinari c’è di sicuro la nota di trattare come potenzialmente infetti animali con diarrea…ma voi evitereste forse di lavarvi le mani dopo aver pulito la diarrea di un cane?

2) Ascaridi

Qui direi che si sfiora il ridicolo in quanto a incoerenza e generalizzazione. Difatti gli ascaridi di cane e gatto che potrebbero essere trasmissibili all’uomo non sono altro che le Toxocara spp. Altri ascaridi sono specifici dell’ uomo, quindi è più facile prenderli in un ristorante in cui il personale non rispetti le norme igieniche di base. Per quanto riguarda quelli trasmissibili da animali, si prendono solo venendo a contatto con le feci infette o con il vomito e dunque non lavandosi le mani dopo; le feci infette sono facilmente riconoscibili dai vermi che ci strisciano in mezzo. Questi parassiti sono infatti spesso visibili ad occhio nudo. Ancora una volta, basta un minimo di igiene!
3)Il famoso Toxoplasma gondii. Come ho detto prima, la toxoplasmosi, anche con un lavoro come il mio sempre a contatto con i nostri animali, è estremamente difficile da contrarre da loro. Più a rischio è chi non si lava le mani dopo aver lavorato nell’orto o con la terra, o chi mangia carne cruda che prima non sia stata adeguatamente trattata. Praticamente per contrarre la toxoplasmosi dal gatto dovreste aspettare che le feci restino a seccarsi un paio di giorni (con le feci fresche di giornata non funziona) e poi leccarvi le dita sporche di tali feci. YUM! Oppure ammazzate il gatto (cosa che vi invito a NON FARE) e ve lo mangiate, crudo però, perché la cottura uccide questi parassiti. A parte queste amenità culinarie, in ogni caso la toxoplasmosi nell’uomo è asintomatica e non pericolosa, tranne se:

  • la si contrae DURANTE la gravidanza; l’avete contratta prima? Benissimo, ormai avete gli anticorpi per proteggere il bambino e non dovete più preoccuparvi come invece deve fare chi è negativa al test, che deve sorbirsi un sacco di divieti per quanto riguarda i cibi a rischio.
  • siete una persona immunocompromessa, ovvero il vostro sistema di difesa funziona male; esempio: chi sta curandosi per un tipo di tumore in cui le difese immunitarie sono impazzite, o chi ha l’AIDS.

4) Tigna

Intanto si parla di una dermatofitosi (malattia cutanea causata da un fungo), e utilizzare questo stesso nome per definire il fungo che la provoca non è scientificamente corretto. Se vuoi parlare dell’agente che provoca una malattia, permettendoti di dare delle indicazioni su come si trasmette e che sintomi provoca, potresti quanto meno farlo con il nome corretto, che in questo caso io ho dovuto cercare apposta, visto le indicazioni fumose date dall’articolo. Ebbene, il nome corretto del fungo è Tinea Capitis, che non infesta il cane o il gatto, e molto più raramente possono essere coinvolte anche altre specie di funghi, che si trovano anche nei cani. Però un cane con una dermatofitosi ha delle belle chiazze di cute senza pelo, molto caratteristiche, e se non lo portate dal veterinario e non gli fate il trattamento adeguato contro i funghi, ovviamente rischiate di farvi contagiare; anche se ho avuto personalmente casi in cui era stato il proprietario a contagiare il cane: per colpa della scarsa igiene personale sua e di altre persone con cui era stato a contatto infatti aveva contratto la malattia in giro (in un caso in un hotel che non accettava animali!)… beh, uomo avvisato, mezzo salvato, no?
Anche in questo caso, dunque, l’igiene di base basta e avanza.

5) Tubercolosi

La mia prima reazione è stata: “Eeeh? Mi sono persa qualcosa a lezione?”. Il rischio di trasmissione della tubercolosi da un cane o un gatto effettivamente esisterebbe, perché la tubercolosi è una malattia endemica (ovvero diffusa in modo capillare nell’ambiente) del bacino del mar mediterraneo (leggi: è da sempre presente anche in Italia) ed è una zoonosi che può infettare varie specie animali. Ma il rischio per quanto riguarda il cane e il gatto è bassissimo, altrettanto dovrebbe allora valere l’indicazione di non avere contatti neppure con le altre persone, indipendentemente dalla loro origine, che potenzialmente sono anch’esse portatrici di tubercolosi! Guarda caso, infatti, ci si preoccupa molto di più del controllo delle carni, visto che è con la carne infetta che si rischia di più. Tuttavia c’è anche da aggiungere che grazie ai vaccini e agli antibiotici oggigiorno questa malattia si può trattare e curare. Se proprio vi interessa leggervi un articolo scientifico al riguardo , ne ho trovato invece uno che parla di una trasmissione della tubercolosi tra uomo e cane, ma dall’uomo al cane e non viceversa. L’unico caso riportato di positività al test della tubercolina (non parliamo di sintomi, badate bene!) in cui si è avuta la trasmissione da cane a uomo è il caso di un veterinario che ha effettuato l’autopsia a un cane morto con tubercolosi trasmessa dal proprietario; al cagnolino era stata fatta l’eutanasia perché nonostante la terapia peggiorava, a differenza del proprietario che era guarito con gli antibiotici.
Ora non penso di essere così male informata se dico che l’evenienza che uno di voi venga a contatto con la lingua di un cane morto è piuttosto rara..

6) Avvelenamento da cibo

A parte la traduzione letterale dall’inglese (brr! Ma usare l’italiano pare brutto?), l’intossicazione alimentare per colpa della saliva del cane mi sembra un bell’esempio di “arrampicamento specchi”. Fatemi capire, chi è la mente malata che da’ il proprio cibo da leccare al cane e poi se lo mangia? E comunque: la bocca di ognuno di noi è un vero e proprio ricettacolo di batteri, e se proprio volete saperlo, la Salmonella ad esempio è molto più facile prendersela mangiando le uova “di casa”. Stupiti? Sappiate infatti che il rischio che le uova contengano la Salmonella aumenta esponenzialmente dopo che la gallina ha passato i 2-3 anni di età. Quindi intestardirsi a mangiare le uova della gallina che tieni a pascolare in giardino da 15 anni non è esattamente una buona idea…
A proposito di Campylobacter jejuni: gli alimenti più a rischio sono (cito da “Microbiologia ed immunologia veterinaria”) pollame malcotto, pesci e molluschi, latte e acqua. Io il cane non lo vedo elencato.

7) Teniasi

E ci risiamo con l’ “arrampicamento specchi”. La Tenia Saginata e la Tenia Solium, che come ospite definitivo infestano l’uomo, quando sono in forma larvale si riescono a sviluppare sotto forma di cisti SOLO nel bovino e nel suino. Tali cisti si formano nei muscoli, ma essendo visibili si scartano all’ispezione sanitaria. Il rischio semmai è solo per i cani (ma non per i loro proprietari!) che vengono alimentati con carne cruda, con la cosiddetta dieta barf, un’idea di base tutto sommato non cattiva, ma che si è trasformata in una moda ed è quasi sempre fatta male e quindi dannosa. L’unica cosa corretta che viene detta qui è che bisogna sverminare il proprio cane. Regolarmente e con i prodotti adeguati, aggiungo io come professionista; se il prodotto è quello giusto, basta e avanza anche per gli altri parassiti, citati nei punti 1,2 e 3!

8) Leptospirosi

Il batterio Leptospira interrogans si trasmette per via percutanea. Quindi basta che anche voi entriate nell’acqua contaminata (un canale, un laghetto, o un fiume dove l’acqua è ferma), non serve il cane. Che tra l’altro, se le persone seguissero il consiglio del veterinario, andrebbe regolarmente vaccinato (richiamo annuale, ogni 6 mesi se il cane va in acqua durante le passeggiate o se va a caccia) contro questa malattia, non rischiando così né di ammalarsi né di far ammalare voi!
Cito dal mio professore di malattie infettive: Scarsa resistenza nell’ambiente. Nell’urina acida sopravvive per poche ore. Ucciso da succhi gastrici e biliari. Habitat ideale: acque dolci stagnanti (canali, pozze, reflui, fogne); > 6 pH < 8; > 7 °C < 35. In condizioni ideali può sopravvivere per qualche mese.
La trasmissione avviene per contatto diretto e indiretto.
Diretto: via venerea, transplacentare
Indiretto: contatto con acque o terreni contaminati da urine di animali infetti.

9) Scabbia o rogna

Perché avvenga un passaggio da animale a uomo ci deve essere un’infezione nel cane da Cheiletiella yasguri, tra l’altro da noi assai meno diffusa che altre specie che infestano il cane, le quali invece non sono affatto un problema per l’uomo. Francamente non serve a nulla evitare un “bacio” del cane. La Cheiletiella si trova sulla cute, e se vedeste un cane affetto da questa patologia, credetemi, non so quanta voglia avreste di accarezzarlo senza poi lavarvi accuratamente le mani. Lo “spettacolo” è infatti di quelli impietosi, per non parlare della puzza. Ancora una volta, se il cane è il vostro, portatelo dal veterinario, magari senza aspettare che il poveretto abbia perso tutto il pelo!

Conclusioni

Tutte le patologie che sono state elencate si possono benissimo prevenire e/o curare. Se il cane è sverminato e vaccinato non si corre alcun rischio. All’obiezione di qualcuno “eh, ma andare dal veterinario costa!”, risponderei semplicemente: “mio buon amico, non te l’ha mica prescritto il dottore di prenderti un cane, che è un essere vivente. Se l’hai preso con te, te ne devi prendere cura, e questo significa prima di tutto tenerlo in salute. Piuttosto che farlo stare male, comprati un pelouche”.

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