AGGIORNAMENTO Le foto dei due giovani rom erano vere e a diffondere la bufala è stato un giornalista – Bufale.net

di David Tyto Puente |

AGGIORNAMENTO Le foto dei due giovani rom erano vere e a diffondere la bufala è stato un giornalista – Bufale.net Bufale.net

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Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni e di richieste di verifica, sia tramite email che tramite i messaggi pubblici e privati nella nostra pagina Facebook. Il nostro portale non è solo composto dagli autori degli articoli, che passano ore del proprio tempo per fornirvi un servizio, ma è anche composto dai propri lettori e commentatori che ci inviano ulteriori spunti di riflessione e di analisi anche su argomenti già trattati, aiutandoci a migliorare il nostro lavoro e arricchendo di fatto i contenuti di Bufale.net.
segnalazione-utente
In questo caso parleremo dell’argomento trattato lo scorso 1 giugno 2015 nell’articolo dal titolo “BUFALA La foto segnaletica del rom complice dell’omicidio di via Battistini a Roma“, in merito al quale un nostro lettore ci aveva segnalato la smentita dei nostri colleghi di Bufale e dintorni:

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Grazie alle vostre segnalazioni posso smentire ciò che ho pubblicato in merito alle foto segnaletiche dei responsabili dell’omicidio della donna di 44 anni, avvenuto a Roma la settimana scorsa. Da questo video, potete vedere le immagini del fermo dei giovani accusati, il primo è quello di 17 anni e naturalmente non si può vedere il volto per confrontarlo con la foto. Il secondo, di 19 anni, è visibile e il suo volto corrisponde a una delle foto che hanno fatto circolare. Credo, con certezza, che l’altra foto corrisponda al minorenne. Posso dedurre che la questura ha smentito di aver diffuso l’identikit e ha etichettato le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo. Qualcuno all’interno della questura ha sicuramente diffuso volontariamente le foto ignorando gli ordini. Potevo in qualche modo intuire che le foto erano autentiche? In un certo senso avevo scritto che le immagini avevano tutta l’aria di essere foto segnaletiche, ma ho trascurato un particolare. Le foto non si trovavano in altri siti in altri contesti, di solito le foto fasulle sono prese da notiziari nazionali o internazionali, ma con la ricerca immagini si trovano facilmente. Quindi il mio errore è stato non aspettare ulteriori sviluppi. La nostra pagina non deve necessariamente smentire, cerchiamo di fare del nostro meglio per trovare la verità, ma non sempre siamo infallibili. L’articolo è stato eliminato dal blog e credo di essere stato finora l’unico a smentire. Mi scuso con i fans e ringrazio la persona che mi ha segnalato il video. [Actarus]

Nel nostro articolo avevamo trattato la foto associata al minorenne Antony, protagonista dell’incidente e dell’omicidio avvenuto in via Battistini a Roma, e non del maggiorenne Samuel, l’unico al momento apparso in chiaro nei video della stessa Polizia di Stato.
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Vista la mancanza di prove su questa foto utili a smentire il nostro articolo e non potendo dedurre che la Questura di Roma abbia “etichettato le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo“, rischiando di generare di fatto un pericoloso precedente che andrebbe a minare la credibilità delle forze dell’ordine, abbiamo preferito contattare direttamente la stessa Questura di Roma, la quale ci ha gentilmente risposto.
Il tutto sarebbe nato da un equivoco da parte di un giornalista che cercava informazioni utili sul caso e sugli identikit diffusi tramite i Social Network. La Questura di Roma, oltre a non aver smentito la veridicità degli identikit, non poteva di fatto fornire alcuna informazione al giornalista siccome erano ancora in corso le indagini. Nonostante la totale mancanza di conferme o smentite certe, l’Agenzia per cui lavora il giornalista avrebbe comunque diffuso un comunicato che poi è stato ripreso dai vari siti e quotidiani online:

Il Giornale: “La questura di Roma però ha subito smentito che i due ragazzi raffigurati nelle fotografie siano davvero i fuggiaschi”
TGcom24: “Ma la Questura ha smentito di aver diffuso l’identikit dei ricercati, bollando come “non veritiere” le foto, e ha fatto chiudere il profilo.”
Romatoday: “La Questura smentisce la veridicità delle due foto segnaletiche che stanno in queste ore girando sui social network.”
La Gazzetta del Mezzogiorno: “La Questura, però, smentisce di aver diffuso identikit e non ritiene veritiere le immagini.”
Roma.it : “Tuttavia la Questura smentisce di aver diffuso identikit e non ritiene veritiere le immagini.”

In seguito al colloquio avvenuto con la Questura di Roma, possiamo quindi smentire il contenuto del nostro articolo del 1 giugno 2015 e possiamo affermare con certezza che non c’è stato alcun tentativo da parte delle forze dell’ordine di etichettare le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo, confermando la loro credibilità e, purtroppo, la disinformazione generata da alcuni giornalisti a cui questa volta avevamo tutti creduto. La prossima volta contatteremo direttamente la Questura di Roma, che ringraziamo per la loro disponibilità a chiarire i fatti e per il loro lavoro.
Le foto, inoltre, non sono state diffuse dalla Questura di Roma e al momento non si è in grado di verificare il colpevole.[:en]Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni e di richieste di verifica, sia tramite email che tramite i messaggi pubblici e privati nella nostra pagina Facebook. Il nostro portale non è solo composto dagli autori degli articoli, che passano ore del proprio tempo per fornirvi un servizio, ma è anche composto dai propri lettori e commentatori che ci inviano ulteriori spunti di riflessione e di analisi anche su argomenti già trattati, aiutandoci a migliorare il nostro lavoro e arricchendo di fatto i contenuti di Bufale.net.
segnalazione-utente
In questo caso parleremo dell’argomento trattato lo scorso 1 giugno 2015 nell’articolo dal titolo “BUFALA La foto segnaletica del rom complice dell’omicidio di via Battistini a Roma“, in merito al quale un nostro lettore ci aveva segnalato la smentita dei nostri colleghi di Bufale e dintorni:

smentita-bufale-e-dintorni-rom-foto-segnaletiche
Grazie alle vostre segnalazioni posso smentire ciò che ho pubblicato in merito alle foto segnaletiche dei responsabili dell’omicidio della donna di 44 anni, avvenuto a Roma la settimana scorsa. Da questo video, potete vedere le immagini del fermo dei giovani accusati, il primo è quello di 17 anni e naturalmente non si può vedere il volto per confrontarlo con la foto. Il secondo, di 19 anni, è visibile e il suo volto corrisponde a una delle foto che hanno fatto circolare. Credo, con certezza, che l’altra foto corrisponda al minorenne. Posso dedurre che la questura ha smentito di aver diffuso l’identikit e ha etichettato le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo. Qualcuno all’interno della questura ha sicuramente diffuso volontariamente le foto ignorando gli ordini. Potevo in qualche modo intuire che le foto erano autentiche? In un certo senso avevo scritto che le immagini avevano tutta l’aria di essere foto segnaletiche, ma ho trascurato un particolare. Le foto non si trovavano in altri siti in altri contesti, di solito le foto fasulle sono prese da notiziari nazionali o internazionali, ma con la ricerca immagini si trovano facilmente. Quindi il mio errore è stato non aspettare ulteriori sviluppi. La nostra pagina non deve necessariamente smentire, cerchiamo di fare del nostro meglio per trovare la verità, ma non sempre siamo infallibili. L’articolo è stato eliminato dal blog e credo di essere stato finora l’unico a smentire. Mi scuso con i fans e ringrazio la persona che mi ha segnalato il video. [Actarus]

Nel nostro articolo avevamo trattato la foto associata al minorenne Antony, protagonista dell’incidente e dell’omicidio avvenuto in via Battistini a Roma, e non del maggiorenne Samuel, l’unico al momento apparso in chiaro nei video della stessa Polizia di Stato.
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Vista la mancanza di prove su questa foto utili a smentire il nostro articolo e non potendo dedurre che la Questura di Roma abbia “etichettato le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo“, rischiando di generare di fatto un pericoloso precedente che andrebbe a minare la credibilità delle forze dell’ordine, abbiamo preferito contattare direttamente la stessa Questura di Roma, la quale ci ha gentilmente risposto.
Il tutto sarebbe nato dal tentativo di un giornalista dell’ANSA di ricevere informazioni utili sul caso e sugli identikit diffusi tramite i Social Network. La Questura di Roma, oltre a non aver smentito la veridicità degli identikit, non poteva di fatto fornire alcuna informazione al giornalista siccome erano ancora in corso le indagini. Nonostante la totale mancanza di conferme o smentite certe, l’ANSA avrebbe comunque diffuso un comunicato che poi è stato ripreso dai vari siti e quotidiani online:

Il Giornale: “La questura di Roma però ha subito smentito che i due ragazzi raffigurati nelle fotografie siano davvero i fuggiaschi”
TGcom24: “Ma la Questura ha smentito di aver diffuso l’identikit dei ricercati, bollando come “non veritiere” le foto, e ha fatto chiudere il profilo.”
Romatoday: “La Questura smentisce la veridicità delle due foto segnaletiche che stanno in queste ore girando sui social network.”
La Gazzetta del Mezzogiorno: “La Questura, però, smentisce di aver diffuso identikit e non ritiene veritiere le immagini.”
Roma.it : “Tuttavia la Questura smentisce di aver diffuso identikit e non ritiene veritiere le immagini.”

In seguito al colloquio avvenuto con la Questura di Roma, possiamo quindi smentire il contenuto del nostro articolo del 1 giugno 2015 e possiamo affermare con certezza che non c’è stato alcun tentativo da parte delle forze dell’ordine di etichettare le foto come false per non far scatenare la caccia all’uomo, confermando la loro credibilità e, purtroppo, la disinformazione generata da alcuni giornalisti a cui questa volta avevamo creduto. La prossima volta contatteremo direttamente la Questura di Roma, che ringraziamo per la loro disponibilità a chiarire i fatti e per il loro lavoro.
Le foto, inoltre, non sono state diffuse dalla Questura di Roma e al momento non si è in grado di verificare il colpevole.

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