ACCHIAPPACLICK Laura Boldrini sputa in faccia ai poliziotti: “Mi urtate”. Cosa li costringe a fare

di Luca Mastinu |

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Ci segnalano questo articolo pubblicato da Libero Quotidiano il 29 Settembre 2016:

Non voleva la polizia intorno Laura Boldrini a Pescina, in provincia de l’Aquila. A denunciarlo è il Siulp, sindacato di polizia che spiega che in quella occasione era stato predisposto il servizio di ordine pubblico che prevedeva “l’impiego di una consistente aliquota di personale in divisa e in abiti civili composta dal dirigente del servizio, 7 poliziotti, 5 carabinieri, il settore anticrimine del Commissariato di Avezzano e la Digos”. Tuttavia – scrive in una nota indirizzata al questore Alfonso Terribile il segretario generale provinciale del Siulp Fabio Lauri – per questo dispiegamento di risorse la prima indicazione era stata quella di trovarsi un nascondiglio in modo da rendersi invisibili alla terza carica dello Stato”.

Il Siulp, inoltre, ha anche evidenziato quanto accaduto la stessa sera del 24 settembre quando la presidente ed altre persone che avevano partecipato al meeting si sono recati in un ristorante locale. In questa occasione “un’accompagnatrice della Boldrini, presumibilmente un funzionario di Polizia – sempre secondo quanto riferito da Lauri – suggeriva al dirigente del servizio di non far avvicinare poliziotti al locale in quanto, tale presenza, avrebbe potuto urtare la suscettibilità della presidente”.

È sufficiente leggere il contenuto dell’articolo per non incontrare alcun riferimento allo sputo in faccia né alle parole “mi urtate”. Libero Quotidiano intende sicuramente parlare di umiliazione con una metafora, parole che alimentano il carico di reazione dei lettori. La lettera di Fabio Lauri, Segretario Generale Provinciale del SIULP, rivolta al Questore de L’Aquila è consultabile a questo indirizzo.

Pur ripetendo parte dell’articolo di Libero Quotidiano, leggiamo un brano della lettera che riporta i fatti del 24 Settembre:

Risulta che la prima indicazione impartita alle donne e agli uomini della Polizia di STATO e dell’Arma dei Carabinieri, sia stata quella di trovarsi un nascondiglio in modo da rendersi invisibili alla terza carica dello stesso STATO.
Poliziotti e Carabinieri, con relativi mezzi di trasporto, con estremo imbarazzo sono stati costretti a nascondersi nei più remoti meandri del paese (una volante dietro un fienile, la gazzella dei Carabinieri
sotto un ponte, etc.etc..), con miserabile stupore dei cittadini che hanno assistito increduli al pietoso e quanto mai originale fenomeno dell’occultamento degli uomini delle ISTITUZIONI.

Alle ore 18:30 circa giungeva sul posto la terza carica dello STATO, lo stesso STATO della Polizia, per intenderci, l’ISTITUZIONE cui nascondere gli uomini delle ISTITUZIONI.
Alle ore 21:20 circa, l’On. Boldrini lasciava la sala convegni per portarsi, unitamente ad altri convenuti, presso un vicino ristorante.
Diligentemente, considerata anche la brutta esperienza del pomeriggio, il responsabile del servizio metteva in libertà il personale in divisa, mantenendo in servizio i soli colleghi in abiti civili. Giunti al ristorante, mentre la personalità entrava assieme ad altre persone che avevano partecipato al meeting, un’ accompagnatrice del presidente della Camera dei Deputati, presumibilmente un funzionario di Polizia, “suggeriva” al Dirigente del servizio di non far avvicinare poliziotti al ristorante in quanto, tale presenza, avrebbe potuto urtare la suscettibilità; la stessa donna, secondo quanto riferito anche dai colleghi che hanno assistito alla “dispensa” di cotali “consigli”, concludeva dicendo: “Per adesso è andato tutto bene, non creiamo problemi con la nostra presenza”.

In questo articolo de Il Centro del 29 Settembre 2016, la Questura de L’Aquila si assume le responsabilità sulle indicazioni d’impiego delle forze dell’ordine del 24 Settembre a Pescina:

La predisposizione dei servizi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica è responsabilità esclusiva del questore, autorità di pubblica sicurezza, e non della Camera dei deputati

L’intervento rinforza le parole di Roberto Natale, portavoce della Presidente, riportate in questo articolo del Centro del 27 Settembre 2016:

Non è la presidente della Camera che dà disposizioni e non possiamo affermare che cosa è avvenuto nello specifico. In linea generale quando la presidente va nei luoghi auspica che vi sia minore impatto sulle comunità, è una linea d’azione comune.

Leggendo bene anche l’articolo di Libero Quotidiano col quale siamo partiti, possiamo notare che non viene indicato con certezza che l’ordine di “nascondersi” impartito alle forze impiegate e di tenersi lontane dal ristorante fosse opera della Presidente Boldrini. Le parole della Questura de L’Aquila sono chiare: «La predisposizione dei servizi […] è responsabilità esclusiva del questore». Ancora, ribadiamo che le fonti riportate affermano che a volere i poliziotti lontani dal ristorante è stata un’accompagnatrice, probabilmente un funzionario di Polizia.

Non vi è alcuna conferma dello sputo in faccia – espressione indubbiamente usata come metafora – e delle parole “mi urtate” rivolte ai poliziotti dalla Boldrini.

Ultimo ma non meno importante aspetto, Fabio Lauri, nella lettera, si esprime sulla scorta della Presidente della Camera come «la più imponente d’Europa». Roberto Natale, sempre nell’articolo de Il Centro , afferma che tale affermazione è falsa, perché  «il fatto che l’abbiano scritta alcuni giornali, puntualmente smentiti, non la rende più vera».  Abbiamo trovato riscontro in questo articolo  del periodico Panorama pubblicato  il 15 Maggio 2014,  L’articolo si apre con le parole d’indignazione del COISP:

27 uomini impegnati a garantire unicamente l’incolumità di Laura Boldrini è un’offesa allo Stato, alle Istituzioni e a tutti gli italiani”. La Presidente della Camera è la donna più scortata d’Italia e d’Europa e costa ai contribuenti italiani oltre un milione e centomila euro l’anno.

Il portavoce Roberto Natale afferma che questi dati non sono reali. Trattandosi di un altro argomento, avremo piacere di approfondire per voi in un prossimo articolo.

Perché vi parliamo  di acchiappaclick? Il titolo dà un messaggio forte e dà troppo spazio all’immaginazione, è dunque facilmente equivocabile per quanti non intendono leggere il contenuto.

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